Vertice G77+Cina: sradicare la povertà è l’obiettivo principale

da Telesur | Traduzione di Marx21.it

L’ambasciatore della Bolivia presso l’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), Sasha Llorenti, presentando il progetto della dichiarazione alla seduta plenaria del vertice, ha dichiarato che contiene 242 punti che esprimono la volontà e il desiderio delle nazioni che fanno parte del blocco, confermando le ragioni per le quali è stato fondato il G77.

I 133 paesi membri del Gruppo dei 77 più la Cina (G77+Cina), nella dichiarazione conclusiva del vertice, hanno ribadito che lo sradicamento della povertà deve continuare ad essere l’obiettivo principale che indirizzerà il piano economico per il 2015.

L’ambasciatore della Bolivia presso l’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), Sasha Llorenti, presentando il progetto della dichiarazione alla seduta plenaria del vertice, ha dichiarato che contiene 242 punti che esprimono la volontà e il desiderio delle nazioni che fanno parte del blocco, confermando le ragioni per le quali è stato fondato il G77.

Llorenti ha precisato che “la dichiarazione affronta una diversità di temi che interessano il Gruppo 77 più Cina e le strategie dello sviluppo sostenibile, il miglioramento delle pratiche della democrazia, la sovranità nazionale sulle risorse naturali, lo sradicamento della povertà, la riduzione della disuguaglianza, la crescita economica inclusiva, la creazione di lavoro, la prestazione di servizi fondamentali per i popoli, l’accesso alla sanità pubblica e alle medicine, lo sviluppo agricolo, la sicurezza alimentare, l’inclusione della donna nello sviluppo, i popoli indigeni”.

E ha anche aggiunto la “cooperazione sud-sud, le sfide di carattere globale, l’unità necessaria per affrontare le sfide dello sviluppo, il debito estero, la riforma imprescindibile della struttura finanziaria mondiale, il governo dell’economia mondiale, il rafforzamento e il riorientamento delle Nazioni Unite, il trasferimento di tecnologia, scienza e innovazione, il commercio, la migrazione, il cambiamento climatico, la biodiversità, il degrado delle terre, il governo di internet, compreso il diritto all’intimità, gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio”, tra gli altri punti.

L’ambasciatore ha insistito su alcuni dei temi essenziali, inclusi nel progetto di dichiarazione, come la disuguaglianza che viene considerato uno dei problemi più gravi a causa del permanere della ricchezza più sfacciata nello stesso momento in cui si continua a soffrire per la fame e la miseria, “situazione che si aggrava a causa di chi promuove consumo e produzioni insostenibili, principalmente nei paesi sviluppati”.

Llorenti ha anche affermato che il blocco “riconosce che la povertà è un affronto alla dignità umana, evidenziando che si tratta del maggiore problema che deve affrontare l’umanità, e riserva la massima priorità allo sradicamento della povertà nell’agenda sviluppo delle Nazioni Unite dopo il 2015”.

Il documento affronta anche la necessità di riformare la struttura finanziaria internazionale “in modo tale da avere un sistema finanziario e monetario che rifletta gli equilibri del XXI secolo”.

Le nazioni partecipanti hanno anche lanciato un appello per un’ampia riforma del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e hanno dichiarato che “il cambiamento climatico è uno dei problemi più gravi del nostro tempo e che va rilevato che i paesi in via di sviluppo continuano ad essere quelli che più ne soffrono gli effetti”.

E’ stata espressa anche preoccupazione per lo spionaggio internazionale e l’utilizzazione delle reti sociali a tale scopo, attraverso il cosiddetto ZunZuneo, ed è stato ribadito il rifiuto del blocco economico a Cuba e l’occupazione delle isole Malvine da parte del governo britannico.