La cooperazione tecnico-militare sino-russa alla luce della crisi ucraina

di Vassili Kachine | da La Voix de la Russie
french.ruvr.ru | Traduzione di Massimo Marcori per Marx21.it

La crisi in Ucraina segna una svolta nelle relazioni politiche tra la Russia e i paesi occidentali. Nulla o quasi nulla lascia pensare che la crisi ucraina si fermerà in un futuro prevedibile.

L’economia dell’Ucraina è in rovina, l’apparato statale è indebolito e le contraddizioni interetniche si sono inasprite. Anche se l’intensità della crisi diminuisce, l’Ucraina rimarrà una fonte di problemi per lunghi anni a venire, avvelenando i rapporti tra la Russia e l’Occidente. Tale situazione avrà conseguenze molto forti sulla cooperazione tecnico-militare tra la Russia e la Cina.

Di fronte a tale situazione, il sostegno di paesi come l’India e la Cina riveste un’importanza cardinale per la Russia. Attualmente, la Cina è un importante partner commerciale della Russia e il mantenimento di stretti legami comporta il fallimento dell’intera strategia occidentale che punta ad isolare la Russia.


La crisi ucraina si ripercuoterà non solo sulla sorte dell’Ucraina, ma anche sul futuro della Russia. Tutto porta a credere che la Russia si impegnerà in un lungo periodo di confronto con gli Stati Uniti. Così, la lotta contro la pressione americana diventerà la questione principale, preponderante. Da qui una maggiore importanza per la cooperazione tecnico-militare con la Cina, che diventerà in modo definitivo il suo partner numero uno nell’arena mondiale.

Fino ad oggi, lo stato russo affrontava i progetti tecnico-militari congiunti con la Cina tenendo conto di tutto un insieme di fattori. La Russia prendeva in considerazione le realtà della politica estera, lo stato delle relazioni con l’occidente, le minacce di fughe tecnologiche verso la Cina. Essa doveva anche tener conto delle minacce della concorrenza cinese sul mercato delle armi di paesi terzi, come dell’ipotesi di un deterioramento poco probabile, ma possibile, delle relazioni bilaterali.

In generale, in ragione delle questioni sopra citate, la Cina aveva un accesso minore alle tecnologie militari russe dell’India.

Pare che nell’attuale situazione, la Russia abbandonerà le restrizioni nella politica in materia di vendita di armi, dato il suo crescente interesse ad accrescere rapidamente il potenziale militare dei paesi del BRICS e particolarmente della Cina.

Man mano che gli Stati Uniti diventano la principale fonte di minaccia e che una nuova versione di guerra fredda cresce in ampiezza, la Russia ha interesse ad accrescere il potenziale di lotta dell’esercito popolare cinese. Più rapidi saranno i progressi nel riarmo di quest’ultimo, più limitate saranno le forze e le possibilità degli Stati Uniti di esercitare pressione sulla Russia.

Così, uno scenario negativo nell’evoluzione della crisi ucraina potrà dar luogo a nuove dimensioni nella cooperazione tecnico-militare tra la Russia e la Cina in campi più tangibili. Potrà riguardare la questione dello sviluppo e della costruzione di sottomarini nucleari e del loro equipaggiamento, del trasferimento di certi tipi di materiale spaziale, come i reattori nucleari per veicoli spaziali che interessano da lungo tempo i cinesi, così come la cooperazione nella messa a punto di sistemi di allarme in caso di attacco missilistico, e così di seguito.

Parallelamente, la Russia potrà estendere la sua cooperazione tecnico-militare con l’India. Nell’attuale contesto, la Russia è interessata alla trasformazione dei BRICS in centri di forza autonomi dotati di un importante potenziale militare. In caso contrario, essa si vedrà costretta a resistere da sola alla pressione occidentale.

Così, vi sono tutte le ragioni per sperare nella comparsa fin da quest’anno di nuove importanti iniziative nel campo della cooperazione tecnico-militare della Russia con la Cina ed altri paesi emergenti.