Mini Euro-esercito, ma senza Nato

in questo articolo il Generale Mini da voce a quelle posizioni europee che vorrebbero affrancarsi dal dominio statunitense. A prescindere dalle idee che si possono avere sulla difesa comune europea la riflessione merita di essere letta

di Fabio Mini

da il fatto quotidiano del 10 aprile 2022

Ci sono varie idee e ideali, sogni e incubi, interessi e bisogni da soddisfare alla base di ogni commento sulla guerra in corso in Ucraina. Non si tratta di una idea sulle guerre – tutte le guerre – ma di idee che variano a seconda della guerra; sono schemi mentali che si applicano in maniera diversa e spesso opposta a seconda della guerra in esame.

È un vero “spettacolo” dell’umanità che è bella perché varia o “avariata” come direbbe Petrolini. Lo schema, che di per sé è “razionale”, viene tuttavia influenzato dalla propaganda che introduce elementi irrazionali, emotivi e surreali con i quali escludere la razionalità e farne scempio. Lo schema stesso diventa una gabbia mentale che tiene i commentatori di guerra prigionieri della loro stessa propaganda: una gabbia come quella dello zoo che imprigiona e tiene separate le varie specie animali a scopo “didattico”. Le televisioni rendono ancora più forte l’immagine dello zoo, didattico e pedagogico, istruttivo e informativo, formativo e deformativi perché meglio di altri mezzi riescono a unire le parole alle immagini, lo spettacolo alla riflessione. Basta fare un giro veloce di telecomando per rendersi conto di partecipare ad una visita allo zoo: guidata.

Tra i politici fieri inquilini del parco, c’è quello spaesato che si meraviglia di tutto. C’è il radical-liberista che rinnega i rapporti con la Russia del suo leader filo-americano e “atlantista”; calmo e riflessivo, all’interno della gabbia diventa “diplomatico”. C’è il politico di sinistra che si scandalizza, quello di destra che ripete “l’avevo detto io” e tutti gli altri che non hanno dubbi: la Russia ha aggredito e, se fosse dipeso da loro, non avrebbero mai preso un centimetro cubo di gas e avrebbe bloccato da tempo tutti i commerci con quel Paese. Con un distinguo: la Russia di Putin. Già, perché lo spaccio della droga ideologica batte sull’esistenza di almeno due Russie: una cattiva, quella di Putin, e una buona che vuole essere atlantista e filo-americana o almeno liberista e libertaria.

Era ieri quando abbiamo scelto l’opzione del gas russo perché faceva comodo a noi e non per fare un favore ai russi. Ci veniva detto di affrancarci per ordini superiori dalla dipendenza dall’algeria e dalla Libia, dal carbone e dal petrolio. E ora, sempre per gli stessi ordini, ci dobbiamo affrancare da chi ci aveva affrancato. Chi dimentica questo nella gabbia ci si è ficcato da solo. Ed è in buona compagnia. Ci sono tutti i candidati di “prima fascia”, ex-primi ministri – almeno sei – e una caterva di ministri ed ex-ministri, ambasciatori, ammiragli, generali e nunzi apostolici che aspirano alla carica di segretario generale della Nato. Con la proroga concessa all’attuale segretario “di guerra”, Stoltenberg, il cambio si deciderà l’anno prossimo e toccherà soltanto ai Paesi che lo meritano. Ci vogliono persone “d’alto ingegno perché d’alto lignaggio”, come il marchesino Eufemio del Belli, che fin da ora devono fornire il saggio della propria fedeltà. Ci sono i vari “giornalisti dei giornalisti” che radunano altri giornalisti e si parlano come interposte persone per conto di qualcun altro. Non si capisce cosa dicono anche perché parlano e gridano a strati, uno sull’altro, e ciò che dicono ha un senso solo se scopri chi sono gli altri. Ci sono i “generali dei generali” che cercano di manifestare tutto l’orrore per la guerra e tutta la fedeltà alla Santa Alleanza che nel frattempo si prepara alla guerra. C’è chi la vuole più “umana” perché più rapida, più precisa e ovviamente più costosa; e chi riesuma il sogno dell’esercito europeo solo per evitare alla Nato la seccatura e i bizantinismi dei singoli paesi quando si azzardano ad avanzare qualche interesse europeo.

Tutti i ragionamenti sono validi, ma incompleti e, quando si tratta di Nato, la gabbia, quella mentale, ha le sbarre più grosse e fitte di tutto lo zoo. La Nato è intoccabile e semmai è tutta la struttura politico-militare europea che dovrebbe sparire in quanto doppione di quella Nato. Oppure la si dovrebbe rafforzare e mettere alle dipendenze della Nato. La gabbia esclude la premessa base di tutti i ragionamenti sulla Nato e sulla componente militare dell’unione europea: l’esercito europeo può esistere e avere significato solo se i Paesi europei e gli Stati Uniti riformano drasticamente la Nato.

Con l’attuale struttura non può sussistere alcuna possibilità di autonomia europea. Se veramente si vogliono autonomia e sicurezza, la Nato da alleanza armata “trans” (atlantica, artica, mediterranea, caucasica e africana) deve diventare un’organizzazione di sicurezza regionale europea. Un soggetto politico-diplomatico che disponga di un esercito efficiente e integrato al posto di 26 costosi e ridondanti, che assista gli interessi europei e ne rispecchi i valori, che

RIFLESSI CONDIZIONATI Tutti i ragionamenti sul conflitto sono validi, ma incompleti: quando si tratta dell’alleanza Atlantica, la gabbia, quella mentale, ha le sbarre più grosse e fitte di tutto lo zoo militare e mediatico

non sono mai stati identici e nemmeno coincidenti con quelli dei singoli Paesi membri e tantomeno con quelli americani.

Il motto dell’unione non a caso è “uniti nella diversità”. Questo significa rendere gli europei più responsabili delle proprie scelte e dei rischi da assumere. Significa eliminare i doppioni degli organismi politico-militari con annesse poltrone politiche, diplomatiche e militari. Significa liberare gli americani da un vincolo collegiale che è da molto tempo un cappio per loro e per noi. Perché è questo che apertamente dicono da trent’anni a questa parte. E anche oggi, con la guerra ucraina, la Nato si dimostra un peso nelle decisioni ed è completamente inesistente nella prevenzione dei conflitti, anzi ne è diventata la fucina.

Gli Stati Uniti oggi tentano di star fuori dalla guerra tuonando e saettando come Zeus dall’olimpo, ma sanno bene che un conflitto con la Russia non potrà essere risolto solo a insulti e minacce e senza il loro coinvolgimento diretto, con o senza gli europei. Senza la Nato sarebbero già intervenuti per fare, disfare o finire la guerra. Con la Nato potranno usare l’europa come scudo o primo scaglione di attacco, potranno anche tentare di mantenere il conflitto al limite basso degli armamenti convenzionali e nucleari e potranno difendere fino all’ultimo europeo, ma per quanto tempo, prima che il livello salga alle stelle (letteralmente) e raggiunga le strisce? D’altra parte viene dall’america la richiesta di ignorare gli interessi europei.

La minaccia di Trump di togliere gli Stati Uniti dall’alleanza sarebbe stata una benedizione e sarebbe stato lui il vero padre fondatore dell’europa unita, però è andata diversamente grazie ai piagnistei degli anti-europei mascherati da atlantisti e alle promesse di pagare e fare di più. Ma anche questo si è rivelato insufficiente e gli Stati Uniti e la Gran Bretagna, pur di tenere in piedi la Nato, sono disposti a mettere tutta l’europa nella gabbia delle specie in estinzione: politica e fisica.

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