Turchia. Ankara cede più poteri ai servizi

da www.tribunodelpopolo.it

Dopo la durissima repressione della polizia turca al Gezi park continua la protesta in Turchia da parte dei manifestanti. Anche per questo il governo turco ha deciso di usare tolleranza zero e di dare più forza ai servizi per vagliare oltre cinque milioni di messaggi su Twitter inviati durante le settimane di proteste. 

Peggiora la situazione in Turchia dopo la repressione dei giorni scorsi ordinata dal governo nei confronti dei manifestanti di Gezi Park, a Istanbul, il luogo dove tre settimane fa è cominciata la protesta contro il premier Erdogan. Ora il governo turco ha deciso di dare avvio a una serie di indagini che riguardano circa cinque milioni di messaggi privati inviati su Twitter e Facebook durante le tre settimane di proteste. Lo ha riferito il quotidiano turco Hurriyet, che ha anche spiegato come il numero due del partito islamico Akp di Erdogan, Huseyin Celik, abbia indicato che sarebbero già sotto inchiesta oltre 105 siti e 262 account su twitter. Del resto era stato lo stesso Erdogan a definire la rete sociale utilizzata dai manifestanti come una “minaccia” sociale.


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