Solidarietà alla gioventù rivoluzionaria di Turchia

di Massimiliano Ay, segretario politico, Partito Comunista | da www.tio.ch

tkp proteste piazzaGià Marx diceva che “il capitalismo abbatte l’albero la cui ombra non si può vendere”. E proprio da una protesta contro la speculazione edilizia a Istanbul che avrebbe sacrificato un parco verde, che la gioventù turca si è mobilitata bloccando la città e rispondendo con coraggio alle cariche della Polizia, ricordando la massima del comandante partigiano turco Mustafa Kemal Atatürk: “gli alberi non si devono tagliare, piuttosto si spostino gli edifici”.

Da una questione apparentemente banale il malcontento sociale è divampato coinvolgendo numerose altre città, e la protesta si è tramutata in una rivolta di popolo contro il governo di Erdogan, che ha venduto la Repubblica al capitale estero. Le condizioni sociali sempre peggiori ai danni dei lavoratori (ricordiamo lo sciopero dei dipendenti della Turkish Airlines), le privatizzazioni selvagge, le trecento incarcerazioni ai danni degli ufficiali contrari alla NATO e alla guerra alla Siria, il giro di vita religioso contro gli alcolici, ecc. hanno creato un clima di esasperazione e un humus rivoluzionario contro il neo-liberismo e l’europeismo.



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