Siria: guerre e affari lungo la via della seta

Siria Christiaan Triebertdi Maurizio Musolino
da www.adista.it

Sono passati 100 anni da quel novembre 1915 in cui presero il via le trattative che avrebbero portato all’accordo Sykes-Picot, l’intesa segreta tra i governi del Regno Unito e della Francia che, con l’assenso della Russia zarista, definirono le rispettive sfere di influenza in Medio Oriente dopo la prevedibile disfatta dell’Impero ottomano nella Prima guerra mondiale. Accordo con il quale le principali potenze economiche di allora decisero di sacrificare sul tavolo dei loro interessi economici legittime aspirazioni di popoli, tracciando confini che nei decenni successivi sarebbero diventati il centro di contese e conflitti. Un accordo che con il nuovo millennio è iniziato a scricchiolare: era cambiato tutto, le potenze coloniali di allora avevano perso peso, un nuovo protagonista – gli Usa – si sentiva ormai padrone del mondo, imponendo a tutti una visione unipolare. Ma soprattutto diversi erano gli interessi, e se un secolo fa la divisione di quelle terre doveva rispondere a un’ottica di scontro geopolitico che vedeva il fulcro nella Vecchia Europa, oggi il baricentro degli interessi è cambiato e guarda decisamente più ad Oriente. 

Una lunga premessa per aiutare a leggere quanto sta accadendo in Siria e in Iraq con occhi diversi e con la volontà di andare oltre le notizie stereotipate che i nostri media ci regalano.

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