“Costi quel che costi, non indosseremo la divisa”

di Michele Giorgio | da il Manifesto

INTERVISTA. Parla Dafna Rothstein Landman, 17enne portavoce dei 50 giovanissimi obiettori di coscienza israeliani che in una lettera inviata al premier Netanyahu annunciano che non faranno il militare in protesta contro l”occupazione dei Territori palestinesi, il militarismo, il razzismo. 

Tel Aviv, 11 marzo 2014, Nena News – I soldati israeliani «violano diritti umani e compiono azioni che il diritto internazionale considera crimini di guerra. Ci opponiamo all’occupazione dei Territori palestinesi…ad esecuzioni mirate, costruzioni di insediamenti colonici, arresti amministrativi, torture, punizioni collettive». E’ un pesante atto di accusa cio’ che 50 “shministim”, ragazzi delle scuole medie superiori israeliane, hanno scritto in una lettera spedita al premier Benyamin Netanyahu. «Ci rifiutiamo di abbandonare i nostri principi come condizione per essere accettati nella società», affermano, rivolgendo agli israeliani l’invito «a riconsiderare la loro posizione in merito all’occupazione , l’esercito e il ruolo dei militari nella società civile». 

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