Medio Oriente. Dramma senza fine in Palestina, ancora razzi, i morti sono 54

di Daniele Cardetta | da tribunodelpopolo.com

golanL’esercito di Tel Aviv ha occupato le frequenze radio di Hamas e ha continuato i bombardamenti a tappeto su Gaza portando a 54 morti il bilancio di sangue e colpendo il grattacielo dei giornalisti stranieri. Hamas ha risposto con il lancio di razzi ferendo tre persone, e ora si lavora per una tregua.

Israele si è detto pronto a un cessate l fuoco, ma solo a condizione che Hamas cessi i lancio di razzi in direzione del territorio israeliano, in caso contrario le operazioni militare israeliane continueranno, con tutto quello che ne può conseguire. Anche per questo motivo dall’inferno di Gaza arrivano notizie contrastanti, con un alto responsabile palestinese a Gaza che ha annunciato che una tregua sarebbe “possibile” nelle prossime ore, ma lo stesso Netanyahu nella odierna seduta del consiglio dei ministri, ha detto al contrario di essere “pronto a estendere le operazioni in maniera significativa”, il che significa nuove sofferenze e nuova distruzione a Gaza.

“Stiamo infliggendo a Hamas un duro prezzo. Le forze armate hanno colpito 1.000 obiettivi terroristici, e continua in questi momenti nelle proprie attività. ‘Zahal’ è pronto per estendere le operazioni in maniera significativa“, ha detto Netanyahu, “Il nostro è un governo responsabile, e la nostra prima responsabilità è di garantire la sicurezza dei nostri cittadini“. Dei “nostri” appunto, non dei civili palestinesi, che continuano a pagare un altissimo prezzo di sangue. Dall’esplosione delle violenze i palestinesi che hanno trovato la morte sotto le bombe israeliane sono 54, e tra loro ci sono purtroppo molti bambini. Intanto sfruttando la propria tecnologia avanzata l’esercito israeliano oggi si è impadronito della frequenza della radio al-Aqsa di Hamas, e ha cominciato a inviare messaggi ben chiari alla popolazione araba di Gaza: “State alla larga dai miliziani di Hamas, che giocano con le vostre vite”. Israele sta cercando infatti di far passare il concetto che Hamas utilizza i civili come scudi umani, e che quindi se i civili continueranno a farsi trovare nelle loro case verranno colpiti inevitabilmente.

Aggiornando il bilancio delle ultime ore ha fatto scalpore l’attacco israeliano contro i grattacieli dei mass media stranieri a Gaza, attacco duramente condannato dall’Associazione della stampa estera in Israele (Fpa). Gli edifici colpiti erano da tempo ben noti. Fra gli uffici che vi hanno sede vi sono: la Sky News, la Mbc Tv, al Arabya, la Arf Tv e la Orf. Otto giornalisti sono rimasti feriti, secondo fonti locali: ad uno di essi, un cameraman palestinese, è stata amputata una gamba. Israele comunque continua dritto per la sua strada senza fermarsi di fronte a nessuno e ha lanciato un’operazione degli F-16 per colpire i tunnel tra la città egiziana di Rafah e Gaza. I veri timori però sono essenzialmente due: la morte degli innocenti, quindi dei bambini (solo ieri ne sono morti due), e quello che Israele voglia colpire media a Gaza. Questo vorrebbe dire che una volta realizzato l’intervento di terra gli israeliani potrebbero bloccare la diffusione delle informazioni. Da qui il grido d’allarme lanciato dai giornalisti di diverse nazionalità presenti a Gaza.”Siete giornalisti anche voi, dovreste sapere quanto è grave questa cosa“, hanno spiegato i giornalisti di Gaza in una email spedita fuori dalla Striscia, ”Per questo vi chiediamo di informare sulla situazione: fate sapere che Israele sta continuando ad attaccare la popolazione civile causando morti e feriti, il cui numero aumenta continuamente. Adesso vuole mettere a tacere anche l’informazione“. “E qualcuno ha ancora il coraggio di chiamare tutto questo “diritto alla difesa”? E chi li difende, i palestinesi? Chi difende la verità dei fatti?” Domande destinate a restare inascoltate, quando Israele attaccherà via terra, il timore vero è una cappa di isolamento e di silenzio possa calare inesorabile su Gaza, avvolgendola come una densa cappa.