Libia. Lo spettro della guerra civile diventa realtà

da www.tribunodelpopolo.it

Ci risiamo, dopo il conflitto del 2011 tra ribelli appoggiati dalla Nato e forze fedeli a Gheddafi, la Libia di oggi sta piombando di nuovo nella guerra civile. Questa volta a fronteggiarsi gli islamisti radicali da un lato e i militari laici dall’altro.

Povera Libia. Probabilmente se il paese nordafricano fosse privo di petrolio sapremmo poco o nulla degli affari interni di Tripoli, la Libia invece è uno dei paesi più ricchi di risorse energetiche e di conseguenza inevitabilmente rappresenta un paese troppo importante per essere lasciato a se stesso. Lo sa bene l’Occidente che nel 2011 in modo cinico ha appoggiato i ribelli libici contro Muammar Gheddafi finanziando una sanguinaria guerra civile che ha sostanzialmente lasciato il Paese nel caos. Gheddafi infatti, anche se in vecchiaia era ormai eccentrico e bizzarro, nei decenni precedenti era riuscito a farsi garante dell’unità del Paese, trovando quindi un accordo tra le tribù, e garantiva la laicità delle istituzioni oltre che tutta una serie di servizi sociali alla popolazione. Oggi quella Libia non esiste più, e soprattutto non ha nemmeno ottenuto la tanto agognata pace dal momento che nel 2014, tre anni dopo, la Libia rischia di cadere nuovamente in una sanguinaria guerra civile, questa volta tra militari e islamisti.

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