L’apertura del nuovo canale di Suez

di Samir Amin* | da www.lacittafutura.it

Le potenze imperialiste (Stati Uniti e Europa) non hanno mai digerito la nazionalizzazione del 1956 e l’esercizio della piena sovranità egiziana sul Canale. Hanno perfino fatto la guerra all’Egitto per ristabilire il precedente statuto “privato” (dominato dalla Gran Bretagna e dalla sua alleata Francia) di gestione del Canale. Guerra, all’epoca, persa.

I poteri dominanti nei paesi del blocco imperialista nutrono la speranza di ritornare sulla nazionalizzazione in occasione dei lavori di ampia portata necessari per raddoppiare la capacità di servizio del canale (permettere il passaggio di 90 navi al giorno, di grande tonnellaggio, in luogo di 45). Hanno detto e ripetuto che l’operazione richiederebbe un finanziamento internazionale poi la realizzazione di progetto ed esecuzione da parte delle multinazionali occidentali. In altre parole, il ritorno all’appropriazione di fatto del Canale da parte del capitale internazionale, annullando la portata della nazionalizzazione e l’esercizio della sovranità egiziana. Il governo dei Fratelli Musulmani e di Morsi avevano accettato questo piano di riconquista coloniale e questa è stata, senza dubbio, una delle ragioni principali per cui le potenze occidentali hanno sostenuto Morsi, nonostante le pratiche fasciste del suo governo.


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