Il futuro del Vicino Oriente

obamashush-ap 11di Thierry Meyssan | da megachip.globalist.it

Sembra che tutti gli Stati che hanno sostenuto l’ISIS abbiano cessato di farlo, aprendo la strada a una ridistribuzione delle carte.

Da diversi mesi, Barack Obama sta cercando di cambiare la politica statunitense nel Vicino Oriente in modo da eliminare l’Emirato Islamico con l’aiuto della Siria. Ma non può, da un lato perché per anni non ha smesso di dire che il presidente Assad doveva andarsene, e dall’altro perché i suoi alleati regionali sostengono l’Emirato islamico contro la Siria. Tuttavia, le cose evolvono lentamente e quindi dovrebbe arrivarci presto. Così, sembra che tutti gli Stati che hanno sostenuto l’Emirato Islamico abbiano cessato di farlo, aprendo la strada a una ridistribuzione delle carte.

Il mondo attende la conclusione di un accordo globale tra Washington e Teheran, sotto il pretesto ridicolo di porre fine a un programma nucleare militare che non esiste dalla fine della guerra scatenata dall’Iraq (1980-1988). Esso si concentrerà sulla protezione di Israele in cambio del riconoscimento dell’influenza iraniana in Medio Oriente e in Africa.

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