I curdi di Siria si schierano perfino con il regime saudita

di Omar Minniti
da lantidiplomatico.it

Mentre Erdogan invia le truppe nel Qatar, le YPG intensificano i rapporti con il regime di Riad, che ricambia con una campagna sui social media.

Amicus meus, inimicus inimici mei. Il nemico del mio nemico è mio amico. Dando ennesima dimostrazione di un utilitarismo cinico e spregiudicato, le milizie curde di Siria non esitano un attimo ad incunearsi nello scontro in seno al “fronte sunnita”, che vede contrapposti Arabia Saudita e Qatar con rispettivi alleati al seguito.

Se Erdogan prende posizione a favore del regime di Doha, restando fedele agli storici legami sotto l’ombrello della Fratellanza Musulmana, le YPG intensificano i rapporti con Riad. Le truppe del “sultano” entrano in Qatar, per fungere da deterrente in caso di attacco degli ex alleati del Golfo. E, proprio in quel momento, i rappresentanti delle milizie della Rojava volano a Washington a concordare con i sauditi i termini della presa di Raqqa, capitale del califfato dell’Isis.

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