Dal Vaticano un riconoscimento importante proprio nel giorno della Nakba. Grazie Francesco!

da www.comunisti-italiani.it

La Nakba è una giornata triste e piena di nostalgia, di amari ricordi di case distrutte o occupate da altri, di terra usurpata con la forza delle armi, di morti caduti in difesa di tutto questo. Da ben 67 anni ci sono palestinesi che vivono nei campi profughi, senza diritti, o sono nella diaspora dove hanno portato la loro Palestina nel DNA e nel cuore.

Questi ricordi e immagini che si ripetono da 67 anni, anche in situazioni e fasi storiche diverse, riportano all’attenzione e alla coscienza della comunità internazionale la questione del diritto al ritorno, sancito nella risoluzione 194 dell’ONU: ogni anno, ininterrottamente, l’Assemblea Generale dell’ONU lo riconferma, e il governo di turno di Israele gira la testa dall’altra parte.

Quest’anno la Nakba ha un altro sapore, un po’ diverso; non si sa se è il destino o una strana sequenza di numeri, ma sono 67 anni dalla Nakba del ’48 e sono 48 anni dalla guerra dei sei giorni del ’67. Sarà!

CONTINUA A LEGGERE