“L’Occidente non accetta la versione moscovita della tragedia di Bucha”

di Maxim Yusin

da https://www.kommersant.ru/

Traduzione di Marco Pondrelli per Marx21.it

Il secondo tentativo della Russia di convocare il Consiglio di sicurezza dell’ONU sui fatti di Bucha in Ucraina è fallito, ha detto il ministro degli esteri Sergey Lavrov. Una precedente proposta in tal senso era stata sottoposta al veto del Regno Unito. Alla fine di marzo, le truppe russe si sono ritirate dalla città di Bucha, che si trova nella regione di Kiev, e all’inizio di aprile, i filmati di decine di morti che giacciono sulle strade sono apparsi sulla stampa. I paesi europei dicono che l’esercito russo è stato coinvolto nella tragedia, ma il Cremlino definisce falsi le foto e i video. E Lavrov dice che la situazione viene usata per scopi anti-russi. L’editorialista del Kommersant Maxim Yusin crede che la Russia sia diventata un male assoluto agli occhi dell’Occidente.

La tragedia di Bucha, un sobborgo settentrionale di Kiev, ha dimostrato che le relazioni tra Mosca e l’Occidente hanno raggiunto un’impasse, assomigliando sempre più a un dialogo tra sordi. Le opinioni delle due parti sulla morte dei civili ucraini sono esattamente opposte. I leader occidentali sono convinti che i morti siano stati vittime dell’esercito russo e che il mondo si trovi di fronte al peggiore crimine contro l’umanità dopo il massacro di Srebrenica e il genocidio in Ruanda. Mosca afferma che si tratta in realtà di una mostruosa provocazione informativa delle autorità ucraine, che i media e i politici occidentali hanno prontamente colto.

Ma l’Occidente non vuole nemmeno sentire la versione russa. Lo rifiuta apertamente e anche la proposta di Mosca di dedicare una riunione speciale del Consiglio di Sicurezza dell’ONU agli eventi di Bucha (apparentemente logico in questa situazione) non è stata sostenuta. Per i politici occidentali il quadro è molto chiaro: c’è un male assoluto, un aggressore, e c’è una vittima. Semplicemente non rientra in questo quadro del mondo credere che una vittima compiere delle falsificazioni, esagerare e creare dei falsi. Qualunque cosa sia successa a Bucha è caduta sul terreno che era stato preparato e ci è cresciuta sopra.

E ora il presidente francese Emmanuel Macron, che fino a poco tempo fa sembrava quasi il più moderato ed equilibrato dei leader occidentali, propone di estendere le sanzioni occidentali europee al carbone e al petrolio russo. E ora la Lituania e la Lettonia stanno ritirando i loro ambasciatori da Mosca. Parigi e Berlino espellono decine di diplomatici russi. E il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki propone il passo finora impensabile di imporre sanzioni personali contro più di 2 milioni di russi, tutti membri di Russia Unita. E non concedere più visti Schengen per i cittadini russi, tranne per quei nostri compatrioti che lasceranno il paese una volta per tutte.

E questa è la nostra nuova realtà, il nuovo mondo dopo il 24 febbraio. E la versione ucraino-occidentale degli eventi di Bucha si inserisce perfettamente nel quadro di questo mondo.

Possiamo indignarci per questo, cercare di confutare le accuse, trovare incongruenze logiche e tracce di montaggio nelle storie dei canali televisivi ucraini, ma in Occidente, ahimè, questo non convincerà quasi nessuno. Dopo il 24 febbraio, per l’élite politica occidentale e per la maggioranza dei giornalisti, il tempo dei semitoni è passato – c’è solo il bianco e il nero. C’è il male assoluto, ed è per definizione colpevole di tutto – non ha alcuna possibilità di giustificazione. E non è chiaro se ci sia una via d’uscita da questa situazione. Logicamente, dobbiamo combattere il male finché non sarà sconfitto. Ma come possiamo farlo se ha armi nucleari nel suo arsenale? E la vittoria difficilmente può essere ottenuta senza una guerra mondiale. L’umanità è in una situazione di stallo e non c’è ancora una via d’uscita.

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