La Sinistra Internazionalista e l’Ucraina

Un interessante intervento che mette in luce le vere cause della guerra in Ucraina ed il tributo di sangue pagato dalle Repubbliche del Donbass. Per quanto il giudizio su Putin sia eccessivamente sbrigativo e non tenga conto della complessità della situazione in Russia, quello riportato rimane un contributo importante alla discussione

Aggiornato al 9 giugno 2022  

di Roberto Heras

Traduzione di Cuba Mambi, Gruppo di Azione Internazionalista a cura di Federica Cresci

Se facciamo una ricerca su Google sulle parole Ucraina e Sinistra, troveremo un gran numero di note pubblicate a partire da gennaio su questo tema, la Sinistra scrive ancora un altro capitolo del suo libro di divisione e questa nota non intende affondare il dito nella ferita, ma piuttosto spiegare alcuni punti che vengono manipolati da quella Sinistra solidale ed internazionalista che non smette di condannare con forza l’operazione della Russia nell’ambito della guerra ucraina.

Quante guerre ci sono in Ucraina?

In Ucraina c’è solo una guerra, e ha un nome, Zona di Operazione Antiterrorismo (ATO), questa operazione è iniziata il 26 maggio 2014 con il bombardamento della popolazione civile di Donetsk e l’uccisione da parte dell’esercito ucraino di una dozzina di civili nell’attacco su ordine del leader della giunta di Kiev che qualche tempo prima aveva inscenato un colpo di stato, usurpando il potere di fronte alla fuga del corrotto Yannucovich. Non si tratta nemmeno dei primi morti per mano del nuovo regime, perché il nazionalismo ucraino aveva già bruciato vivi dei civili nella casa dei sindacati a Odessa il 2 maggio, omicidi rimasti impuniti, e il 9 maggio l’esercito ucraino sarebbe entrato nella città di Mariupol provocando un altro massacro con i civili della città da cui è stato definitivamente espulso.

Qual è il nuovo regime?

Alla fine del 2013 si realizzano le proteste più violente che abbiamo visto in Europa in molti, molti decenni, a Kiev gruppi ultras di calcio organizzano e danno vita al Maidan, a Maidan si vedono molte distruzioni e poliziotti ucraini bruciati vivi, i media occidentali, che in Spagna condannano le proteste per aver bruciato un bidone dell’immondizia, in merito alla questione ucraina applaudono la violenza e il terrore che questi gruppi ultras esercitano nelle strade di Kiev, definendoli addirittura combattenti per la democrazia, i manifestanti stessi trasportavano litri e litri di carburante quando l’ucraino medio faticava a fare il pieno alla propria auto, era chiaro da varie fonti che qualcuno aveva finanziato tutto questo, in seguito avremmo visto sfilare molti politici e rappresentanti politici occidentali che avevano sostenuto il Maidan e infine dopo mesi di intensa battaglia e terrore da parte degli ultranazionalisti, l’ala “liberale” del nazionalismo ucraino avrebbe approfittato della fuga di Yannucovich e del vuoto di potere per organizzare un colpo di Stato formando la giunta di Kiev con a capo l’oligarca del cioccolato Petro Poroshenko.

Nazionalismo ucraino

Per capire bene questa questione, è necessario comprendere alcune particolarità del movimento nazionalista ucraino che non vengono spiegate. La questione nazista si riduce a pochi skinhead, che sono molto numerosi in Ucraina, ma la questione nazista all’interno del movimento nazionalista ucraino tocca tutto il movimento.

Nel 1929 fu fondata l’Organizzazione dei Nazionalisti Ucraini (UNO), nel 1942, nel contesto della Seconda Guerra Mondiale, si formò l’Esercito Insurrezionale Ucraino (UPA), questi movimenti riunirono gli odierni eroi dell’Ucraina, Stepan Bandera, Evgen Konovalets, Roman Shukhevych, Roman Sushko, Richard Yaryary …. Con una lunga lista di soldati ed  ufficiali al servizio della Germania nazista, il movimento nazionalista ucraino negli anni ’40 si è completamente deviato adottando l’ideologia del loro alleato Adolf Hitler, che hanno aiutato a combattere per la loro causa contro l’Unione Sovietica e il comunismo in cambio di una presunta indipendenza, e queste posizioni non sarebbero mai state abbandonate dal nazionalismo ucraino, tanto che la povera piccola Ucraina, vittima di mezzo mondo, oggi proclama di aver perso felicemente la Seconda Guerra Mondiale.

Zelensky è ebreo, non può sostenere queste idee.

Naturalmente, lo fa come il resto dei “liberali”, il fatto che Zelensky sia di origine ebraica lo scagiona tanto quanto il nazionalista ucraino che ho citato sopra, Richard Yary, che giura fedeltà alla Germania nazista, è un membro di alto rango delle Nazioni Unite e un Consigliere dello stesso Stepan Bandera, sebbene anch’egli di origine ebraica e sarebbe arrivato a ricoprire posizioni di responsabilità nella struttura nazionalista.

L’inizio del nuovo regime

Il nuovo regime iniziò con le riforme dello Stato per adattarlo alle posizioni del nazionalismo, che portarono alla messa fuori legge del comunismo, all’eliminazione di tutti i monumenti storici sovietici, alla messa fuori legge della bandiera della vittoria, alla messa fuori legge della bandiera dell’Unione Sovietica, alla messa fuori legge dell’inno comunista, sovietico e della RSS ucraina… Ovviamente con la messa al bando del comunismo, diamo per scontato che si sia capito che sono iniziate le persecuzioni e le sparizioni dei suoi militanti, credo che a questo punto potrei fermarmi e dare per scontato che si sia capito perché una persona di sinistra non dovrebbe mai schierarsi a favore dell’Ucraina, ma la cosa non si è fermata lì, nel 2022 il Presidente Zelensky ha messo fuori legge tutti i partiti di sinistra. Dal 2014 al 2022 il nazionalismo ucraino è riuscito a mettere fuori legge tutta l’opposizione, mentre il suo presidente appariva sugli schermi dei parlamenti borghesi di tutta Europa, e i parlamentari di ogni colore lo applaudivano, e la persecuzione dei militanti comunisti si estendeva a tutti i civili che non prendevano le armi per difendere il nuovo regime.

Gli accordi di Minsk

Un’altra questione che viene continuamente omessa quando si parla di questa guerra è il ruolo della Russia e della Bielorussia durante questi 8 anni. Il 5 settembre 2014, Minsk, Bielorussia, Russia e OSCE portano l’Ucraina, Lugansk e Donetsk al tavolo per arrivare a un primo trattato di pace e al cessate il fuoco, i rappresentanti firmano e alla fine l’accordo si rompe con il tentativo di riprendere l’aeroporto internazionale di Donetsk da parte dell’esercito ucraino, che ne aveva perso il controllo 2 giorni prima dell’incontro a Minsk e della firma dell’accordo. L’unica cosa che gli Stati Uniti (la NATO) fecero fu far firmare l’Ucraina all’epoca, e in seguito, ciò significò avere crediti per le armi e l’addestramento militare dei suoi soldati.

Il 12 febbraio 2015, Minsk, il quartetto di Normandia, Germania, Russia, Francia e Ucraina, l’Ucraina si impegna nuovamente e sottoscrive gli accordi, due giorni dopo la firma l’esercito ucraino, bombarda Dabaltsevo e tenta di assassinare il leader della RPD nella stessa città, la tregua viene nuovamente violata in meno di una settimana e l’Ucraina aumenta l’intensità dei suoi attacchi sul Donbass.

Tutti i tentativi di fermare questa guerra in modo pacifico non hanno mai funzionato, per l’Ucraina e la NATO questa guerra sarebbe finita solo con lo sradicamento dell’intera popolazione del Donbass che non voleva sottomettersi al nuovo regime nazionalista.

L’operazione russa

Dopo otto anni di osservazione dal confine, nel febbraio 2022 la Russia inizia le sue operazioni nell’ambito della guerra in Ucraina. Si cerca di fare la caricatura di un settore della sinistra per non condannare l’inizio dell’operazione e addirittura la manipolano dicendo come siamo adoratori della guerra. Prima di tutto desidero dire che non siamo adoratori della guerra, i movimenti antimperialisti come internazionalisti, con cui collaboro, inviano aiuti umanitari in Donbass dal 2014. Si sono formati comitati in tutta la Spagna e sono state organizzate carovane antifasciste che portavano beni di prima necessità alla popolazione, noi siamo tutt’altro che adoratori della guerra, anzi da 8 anni denunciamo la guerra, la persecuzione dei comunisti e delle minoranze in Ucraina mentre gli altri, che ora danno lezioni, tacevano.

Il fatto che la Russia stia intervenendo in Ucraina fa sì che la si voglia trasformare automaticamente in una “guerra interimperialista”, ma la verità è che gli interessi della Russia in Ucraina non sarebbero così tanti quando dal 2011 sta cercando di entrare nell’UE e l’unica responsabile del mancato ingresso è l’UE stessa che diffida del Paese slavo a causa della sua elevata corruzione. Infatti la Russia ha offerto alla NATO che l’Ucraina sia un Paese neutrale che funga da ponte tra la Russia e l’Europa, qualcosa di simile al Kazakistan e alla via della seta cinese, mentre l’obiettivo della NATO è quello di piazzare armi a lunga distanza e basi con soldati a pochi chilometri da Mosca, esponendo senza motivo l’intera umanità a morire nel calore nucleare di una terza guerra mondiale.

Questo significa che Putin è buono, comunista o nostro alleato?

No, Putin è un dittatore nazionalista borghese di destra che detta legge in un regime istituito all’inizio degli anni ’90 dall’Occidente dopo il crollo dell’Unione Sovietica, un regime noto come democrazia borghese che ha un modello economico capitalista e che è presente anche negli altri Stati dell’Unione Europea, Stati Uniti, Australia, Canada, dove il comunismo come in Russia è legale, a differenza dell’Ucraina, anche se è vero che comunisti, anarchici e combattenti sociali sono repressi come in ogni democrazia borghese, compresa quella in cui “Podemos” fa parte del governo che ha alcuni incarcerati per testi di canzoni, tweet, esiliati…

Speriamo che ora che abbiamo spiegato loro che non siamo adoratori di Putin e che ci sono più vittime dell’Ucraina, scrivano altre mille note e articoli ma questa volta per spiegarci come si può essere di sinistra ed essere così desiderosi di mostrare solidarietà a un regime fascista e non ai comunisti ucraini e alla popolazione che è stata sotto le bombe di quel regime per 8 anni, perché parlare di Putin e della Russia ora va bene, ma sono stati in silenzio per 8 anni e ora la loro unica alternativa per fermare la guerra è che la Russia smetta di attaccare l’esercito ucraino, chi ha bisogno di nemici con una sinistra come questa. Penseranno al Donbass.

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