La Polonia è appena stata battuta dalla Germania

di Andrew Korybko

da https://oneworld.press/

Traduzione di Marco Pondrelli per Marx21.it

La Polonia continua ad accumulare perdite strategiche successivamente alla fusione confederale de facto con l’Ucraina. In primo luogo, Zelensky ha detto ai partecipanti al vertice di Davos di questa settimana che possono letteralmente prendere il controllo di qualsiasi “particolare regione dell’Ucraina, città, comunità o industria” che vogliono, il che suggerisce che non si sente a suo agio con i suoi alleati polacchi che controllano completamente il suo Paese. Poi il Primo Ministro polacco Morawiecki ha chiesto alla Norvegia di sovvenzionare parzialmente il progetto geopolitico del suo Paese con l’Ucraina, presumibilmente perché Varsavia si è resa conto che l’Occidente guidato dagli Stati Uniti difficilmente le darà parte dei circa 300 miliardi di dollari di beni esteri russi che ha sequestrato ed invece userà quei fondi per acquistare maggiore influenza a Kiev attraverso lo schema appena proposto da Zelensky.

Dopo essere stata presa in giro dall’Ucraina e dall’Occidente guidato dagli Stati Uniti, la Polonia viene ora presa in giro dalla Germania. Il presidente polacco Duda ha affermato proprio l’altro giorno che Berlino si è rimangiata la parola di sostituire i carri armati del suo Paese inviati all’Ucraina con carri armati Leopard 2A7 di ultima generazione, dopo che il mese scorso era stato riferito che Varsavia aveva dato a Kiev letteralmente la metà del suo arsenale (200 su 400). La Germania ha negato che un accordo di questo tipo sia stato scolpito sulla pietra e ha ricordato che si è limitata a dire che avrebbe preso in considerazione la richiesta della Polonia, ma che in ogni caso ciò avrebbe richiesto molto tempo anche se avesse accettato, poiché avrebbe dovuto produrli da zero. Il suo portavoce ha anche detto che la Germania ha solo 50 dei carri armati richiesti dalla Polonia, quindi è chiaro che non può fornirne più di 200 al suo vicino.

Queste tre perdite strategiche di fila, letteralmente una dopo l’altra e giorno dopo giorno, dimostrano che la Polonia si sta facendo prendere in giro da tutti. I suoi cosiddetti “alleati” sapevano che avrebbero potuto facilmente manipolare la leadership del Paese per farle fare tutto ciò che volevano in Ucraina, facendo leva sulla loro nostalgia per la restaurazione del Commonwealth polacco-lituano, da tempo perduto. Accecato da questi desideri, il partito al potere “Diritto e Giustizia” (PiS, secondo l’abbreviazione polacca) ha ceduto l’autonomia strategica della Polonia ad altri e ha eseguito con entusiasmo i loro ordini. Si aspettavano di ricevere un prestigio che avrebbero poi potuto sfruttare per ingannare la loro base sempre più insoddisfatta, che temono possa “disertare” votando per partiti genuinamente nazionalisti durante le elezioni dell’autunno 2023 per protestare contro l’ucrainizzazione del Paese da parte del PiS.

La fredda realtà si sta ora imponendo: tutti stavano approfittando della nostalgia imperiale della leadership polacca per manipolarla e indurla a fare i loro interessi in Ucraina. La Polonia ha assorbito oltre 3,5 milioni di rifugiati ucraini nell’arco di soli tre mesi e ha concesso loro il diritto di cittadinanza de facto (che comprende prestazioni sociali molto generose) affinché non invadessero i Paesi dell’Europa occidentale come la Germania. Ha poi inviato letteralmente metà dei suoi carri armati in Ucraina prima di fondersi con il suo vicino in una confederazione de facto, nella speranza di esercitare un”egemonia su di esso, eppure Zelensky li ha appena presi in giro chiedendo all’élite del World Economic Forum di prendere letteralmente il controllo di qualsiasi “particolare regione dell’Ucraina, città, comunità o industria” che desiderano, il che eroderà l’influenza polacca in Ucraina.

È molto probabile che la Polonia abbia fatto per l’Ucraina ancora più di quanto sia stato reso noto pubblicamente, il tutto finanziato con i fondi duramente guadagnati dai contribuenti. Varsavia si aspettava irrealisticamente che l’Occidente guidato dagli Stati Uniti consegnasse la parte del leone dei 300 miliardi di dollari rubati alla Russia, in modo che la Polonia potesse assumere un ruolo guida nella ricostruzione dell’Ucraina, ma qualsiasi osservatore obiettivo sapeva che avrebbe preferito tenerli per sé, anche per finanziare i propri progetti corrotti nel Paese attraverso l’ultimo schema di Zelensky. La leadership polacca si ritrova ora a fare la figura dello scemo del villaggio dopo che tutti l’hanno manipolata così facilmente per farle eseguire i propri ordini in Ucraina, cosa di cui il popolo polacco sta diventando sempre più consapevole e potrebbe quindi punire il PiS alle urne durante le elezioni dell’autunno 2023.

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