La Bulgaria che vuole la Pace, la neutralità e contro la NATO

di Enrico Vigna

A novembre e dicembre, guidate dall’Associazione “Madri contro la guerra”, in oltre 20 città del paese balcanico si sono svolte proteste, presidi e marce per la pace, per la neutralità del paese, contro la fornitura di armi all’Ucraina e contro la NATO.

In Bulgaria, migliaia di persone sono scese in piazza per la Campagna nazionale per la pace e la neutralità, chiedendo che il governo del paese smetta di fornire armi all’Ucraina. La campagna, che si è svolta a Sofia e in più di 20 città della Bulgaria, oltre ad un presidio davanti all’Ambasciata bulgara a Londra, è stata organizzata dall’Associazione civile “Madri contro la guerra”. I partecipanti hanno chiesto al governo bulgaro di annullare la decisione di fornire assistenza militare all’Ucraina, poiché ciò potrebbe trascinare l’esercito bulgaro nella guerra.

Nei volantini di convocazione si afferma: “Il popolo bulgaro è categoricamente contrario alla fornitura di armi all’Ucraina. Gli Stati Uniti e l’Europa vogliono fornire armi, hanno già svuotato i loro arsenali. Gli Stati Uniti vogliono la guerra contro la Russia. Siamo con la Russia, che oggi protegge il mondo…Il conflitto tra i due popoli fratelli è istigato dall’esterno. Siamo anche preoccupati per il fatto che l’Assemblea nazionale bulgara sia dominata da persone dalla mentalità aggressiva…”, ha affermato uno degli attivisti.

All”iniziativa civile c’erano anche madri ucraine e russe, anch’esse contro la guerra a favore di negoziati di pace.

Nei comizi si è ribadito che il governo di Sofia dovrebbe sollecitare Kiev a fermare i combattimenti e ad accettare una soluzione pacifica del conflitto. Secondo i manifestanti, la fornitura di armi all’Ucraina non porterà alla pace, anzi, continuerà a intensificare le tensioni in tutta Europa.

Madri Contro la Guerra” ha anche iniziato a raccogliere firme con una petizione per una risoluzione pacifica del conflitto militare e il rifiuto di inviare armi all’Ucraina, nonché per il mantenimento della neutralità della Bulgaria. La petizione sarà presentata all’Assemblea popolare (Parlamento), al Consiglio dei ministri e al Presidente della Bulgaria.

Va sottolineato che nello scorso ottobre il presidente bulgaro Rumen Radev, aveva rifiutato di firmare una dichiarazione adottata da nove presidenti di paesi dell’Europa centrale e orientale, che hanno dichiarato di sostenere un percorso di adesione alla NATO di Kiev, dopo la sua richiesta.

La petizione contro la guerra presentata nelle manifestazioni consiste in:

1. L’Assemblea nazionale non dovrebbe adottare ulteriori decisioni sulla fornitura di assistenza militare e tecnico-militare all’Ucraina

2. Il Consiglio dei ministri impugni dinanzi alla Corte costituzionale la decisione dell’Assemblea nazionale del 03.11.2022. per fornire supporto militare e tecnico-militare all’Ucraina e rafforzare le capacità di difesa della Bulgaria, promulgato nella Gazzetta di Stato n. 89/2022, per violazione del principio di separazione dei poteri e sequestro da parte dell’Assemblea nazionale dei poteri del Consiglio dei ministri ex art. 105 par. 1 e par. 2 della Costituzione della Repubblica di Bulgaria.

Il Consiglio dei Ministri non attui la decisione dell’Assemblea Nazionale del 03.11.2022. per fornire supporto militare e tecnico-militare all’Ucraina e rafforzare le capacità di difesa della Bulgaria, promulgato nella Gazzetta di Stato n. 89/2022 fino a quando la Corte Costituzionale non si pronuncerà sulla sua conformità alla Costituzione, per non rendersi complice della sua violazione.

3 Il Consiglio dei ministri si adoperi per intraprendere tutte le azioni possibili, attraverso le istituzioni europee competenti e le organizzazioni internazionali per l’avvio di negoziati di pace, la cessazione delle ostilità e la soluzione pacifica del conflitto militare.

I cittadini si sono radunati davanti all’Assemblea nazionale a Sofia per esprimere la loro protesta contro l’invio di armi in Ucraina, per una risoluzione pacifica del conflitto, oltre che contro l’invio di personale militare nel conflitto militare. Tutte le forze politiche sono state invitate ad unirsi ai cittadini davanti al Parlamento, ed alcuni parlamentari, soprattutto del PSB (Partito Socialista Bulgaro), di “ Vazrazhdane”, “Alzati Bulgaria ed altri personalmente, hanno partecipato in piazza.

“…Dal primo giorno sosteniamo che la Bulgaria non partecipi alla guerra, che non esporti armi, che la Bulgaria sia il paese della pace, che i problemi vengano risolti in modo democratico, e non attraverso sofferenze, omicidi e invio di armi. È chiaro cosa vogliono i nostri elettori ed è per questo che sono qui oggi…”, ha dichiarato ai giornalisti in piazza, il ​​vicepresidente del gruppo parlamentare PSBGeorgi Svilenski.

“…Vogliamo che la Bulgaria si prenda prima cura di se stessa, dei propri figli e delle persone in difficoltà nel paese. Inviare equipaggiamento militare, quando non ne abbiamo abbastanza per il nostro esercito, è sbagliato e contro gli interessi del paese…”, ha dettoMilena Horozova, tra le organizzatrice dell’iniziativa.

Anche a Veliko Tarnovo, Svishtov e Gorna Oryahovitsa hanno aderito all’iniziativa “Marcia tutta bulgara per la pace e la neutralità”.A Veliko Tarnovo la gente si è radunata davanti al monumento “Madre Bulgaria” per manifestare di essere contraria all’invio di aiuti militari all’Ucraina e di non essere d’accordo con la decisione dell’Assemblea nazionale. “…L’invio di armi all’Ucraina non porterà alla pace, ma a un’escalation delle tensioni in tutta Europa, questo conflitto tra i due popoli fratelli è alimentato dall’esterno e ciò che ci preoccupa è che l’Assemblea nazionale bulgara sia dominata da persone dal pensiero aggressivo“, ha affermato Tatiana Ilieva.

Protesto sia contro la guerra che contro l’introduzione dell’euro senza referendum, perché entrando nell’eurozona prenderemo le attività e le passività degli Stati membri“, ha dichiarato Petko Ganchev di Veliko Tarnovo

“Le armi non sono una soluzione che può portare alla pace, solo i negoziati di pace possono aiutare“, ha sottolineato Tatiana Dimitrova del villaggio di Vardim. “Affinché ci sia la pace, né l’una né l’altra parte in questo conflitto possono essere sostenute, l’interesse nazionale dello stato bulgaro deve essere affrontato in modo sensato“, ha affermato Ilia Iliev di Gorna Oryahovitsa.

Durante le manifestazioni si sono anche raccolte firme di una petizione per avviare entro i prossimi due anni negoziati per l’uscita dall‘Unione Europea.

Secondo uno degli iniziatori della protesta a Varna, Georgi Velikov…la decisione dell’Assemblea nazionale di sostenere l’Ucraina con aiuti militari ci coinvolge in un conflitto con il quale il nostro Paese non ha nulla e non dovrebbe avere nulla a che fare. La Bulgaria deve accogliere le persone che hanno sofferto, aiutarle, inviare aiuti umanitari, ma non interferire…”, ha affermato Velikov, sottolineando che appoggia la protesta, anche perché è un insegnante e questo gli fa pensare a quale sarà il futuro dei bambini nel Paese.

La protesta è rivolta a quei 175 deputati del parlamento bulgaro che sono riusciti a votare questa decisione per l’aiuto militare all’Ucraina, il che è estremamente preoccupante. Vogliamo la pace. Non vogliamo l’invio di armi a nessun paese. Da nessuna parte la pace è stata ottenuta con le armi. L’invio di armi dalla Bulgaria all’Ucraina significherebbe anche un probabile coinvolgimento di soldati. Nel testo della decisione che hanno votato non c’è scritto aiuto tecnico militare, solo aiuto militare. Questo è estremamente preoccupante. Chi ci garantirà che non verrà inviato personale militare? Questa decisione sarà affrontata dalla Corte Costituzionale“, ha detto una degli organizzatrici, Zheni Dimitrova.

Vera Ivanova presidente del comitato bulgaro di iniziativa per la difesa dei bambini e disabili “Il sistema ci sta uccidendo“, ha presentato ufficialmente le principali richieste della mobilitazione: “Colloqui di pace e negoziati per fermare le ostilità in Ucraina dove stanno morendo cittadini innocenti. NO all’invio di armi e soldati. Neutralità della Bulgaria. Abbiamo ricevuto molto sostegno, è giunto il momento che coloro che governano, coloro che sono nell’Assemblea nazionale, ascoltino la gente, ascoltino le madri e sentano realmente ciò che la gente vuole“.

Tra i sostenitori ufficiali dell’iniziativa “Madri contro la guerra” si sono schierate la giornalista Anna Zarkova, l’allenatrice di ginnastica ritmica Neshka Robeva, la direttrice dell’ospedale psichiatrico nazionale la dott.ssa Tsveteslava Galabova, la storica e docente Iskra Baeva, la leader di “Alzati Bulgaria” Maya Manolova, l’attrice Elena Aleksieva. Anche la rappresentante della Bulgaria al Parlamento europeo, Elena Yoncheva, ha sostenuto l’iniziativa.

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