Il Vertice dei Paesi membri dell’ALBA-TCP all’Avana

di Fabio Marcelli

da https://patriagrande.it

Comincia oggi, martedì 14 dicembre 2021, all’Avana, il Vertice dei Paesi membri dell’ALBA-TCP, l’Alleanza Bolivariana dei Popoli della Nostra America – Trattato di commercio dei popoli, fondata esattamente diciassette anni fa, il 14 dicembre 2004, da Fidel Castro e Hugo Chavez sempre nella capitale della Repubblica di Cuba. Ne fanno oggi parte, insieme a Cuba e Venezuela, altri otto Stati dell’area latinoamericana e caraibica e cioè Bolivia, Nicaragua, Dominica, Antigua e Barbuda, San Vicente e Granadinas, Santa Lucía, San Cristobal e Nieves, Granada.

L’ALBA/TCP in questo periodo ha svolto egregiamente varie funzioni importanti. Ha promosso l’integrazione tra gli Stati dell’America Latina contribuendo in modo determinante alla nascita della CELAC, la nuova organizzazione continentale che raggruppa tutti gli Stati della regione. Ha elaborato un nuovo modello di integrazione che non è di stampo economicista ma prende adeguatamente in considerazione esigenze, diritti e istanze partecipative dei popoli. . Ha concorso al pieno recupero della democrazia in Bolivia dopo il colpo di Stato militare del novembre 2019. E’ stato in prima fila nella lotta al neoliberismo e in quella alle ingerenze imperialiste.

Tale ultimo fronte di lotta ha assunto un’importanza primordiale nel corso degli ultimi due anni, che hanno visto l’inasprimento del bloqueo e delle sanzioni contro gli Stati che per primi hanno promosso l’ALBA e cioè Cuba, Nicaragua e Venezuela. L’inasprimento di queste pressioni, di per sé contrarie al diritto internazionale da vari punti di vista, in quanto ingerenze lesive della sovranità degli Stati, nonché dell’autodeterminazione e dei diritti umani dei popoli colpiti, ha coinciso colla fase iniziale della pandemia COVID che ad oggi ha fatto oltre 5.275.993 vittime nel mondo.

L’impatto della pandemia nei Paesi considerati è stato tuttavia nettamente inferiore a quello che purtroppo si è registrato altrove e anche questo può essere considerato un significativo successo dell’ALBA-TCP, veicolo di cooperazione e solidarietà tra i Paesi che ne fanno parte e anche ben oltre le loro frontiere, come dimostrato dall’operato esemplare delle brigate mediche cubane e dalla diffusione dei vari vaccini prodotti a Cuba.

Il presidente cubano Miguel Diaz-Canel, nell’intervento di apertura dell’incontro, ha sottolineato la circostanza che esso possa svolgersi nuovamente in presenza, che va indubbiamente valorizzata come ulteriore conferma del successo delle politiche intraprese per contrastare la pandemia. Diaz-Canel si è poi soffermato sulle recenti elezioni svoltesi in Nicaragua e in Venezuela, che hanno visto la netta prevalenza delle forze progressiste schierate senza esitazioni per l’affermazione della sovranità popolare e del diritto all’autodeterminazione e il rilancio dell’integrazione regionale latinoamericana.

In un messaggio affidato a Twitter, il presidente venezolano Nicolas Maduro ha a sua volta esaltato l’alleanza tra Cuba e Venezuela, sottolineando come mai si era vista una fraternità tanto profonda tra due popoli e affermando che i due Stati rafforzano le alleanze per la protezione e la difesa integrale dei popoli, dando vita a uno Stato di benessere sociale.
Il presidente nicaraguense Daniel Ortega, dal canto suo, ha insistito sulla pervicacia dei disegni imperialisti degli Stati Uniti, i quali, dalla Dottrina Monroe in poi , avanzano pretese di dominio su tutta l’area latinoamericana e caraibica.

Ne è scaturito un diffuso sentimento antiimperialista che, in Nicaragua, ha conosciuto varie fasi di sviluppo, a partire dalla vittoriosa resistenza di Augusto Cesar Sandino contro gli invasori statunitensi, fino all’assassinio dello storico leader avvenuto il 21 febbraio 1934, e la successiva instaurazione della tirannia somozista, fino al suo rovesciamento da parte degli insorti sandinisti il 19 luglio del 1979, i cui frutti continuano oggi a germogliare nel Paese, contro il quale tuttavia l’amministrazione di Washington continua ad ordire manovre destabilizzatrici.

Infine, il presidente boliviano Luis Arce ha condannato le vessazioni alle quali, dopo il colpo di Stato del novembre 2019, furono sottoposti i cooperanti cubani che operavano nel settore della salute, ricordando come i golpisti avessero scatenato una campagna diffamatoria contro di loro e ne avessero illecitamente arrestati e maltrattati taluni.
Proprio queste vicende boliviane dimostrano come obiettivo principale delle forze reazionarie che vogliono continuare a tenere i popoli della Patria Grande in uno stato di povertà, oppressione e sfruttamento sia il boicottaggio della cooperazione e dell’integrazione fra di loro, di cui l’ALBA-TCP rappresenta fin dalla sua nascita uno degli strumenti principali che va oggi esteso e rilanciato.