Gli Stati Uniti stanno stringendo il cappio attorno alla Cina nella prima catena di isole

di Andrew Korybko

da https://korybko.substack.com

Traduzione di Marco Pondrelli per Marx21.it

Il Giappone è pronto a partecipare ai progetti di capacità avanzate nel secondo pilastro dell’AUKUS (IA, armi ipersoniche, guerra elettronica, droni subacquei, tecnologie quantistiche e radar di tracciamento spaziale), dopo che i ministri della Difesa dell’alleanza nella dichiarazione congiunta di lunedì, hanno segnalato il loro interesse in tal senso. La dichiarazione è stata rilasciata prima del viaggio del Primo Ministro Fumio Kishida a Washington questa settimana, che l’ha descritto come un “punto di svolta storico”, Fumio Kishida parteciperà anche al primo vertice trilaterale in assoluto con le Filippine.

La CNN ha pubblicizzato quest’ultimo evento pubblicando un articolo su come questi tre paesi si stiano unendo in seguito alle loro comuni preoccupazioni nei confronti della Cina, anche se la realtà è che la loro convergenza militare non è motivata da innocenti interessi difensivi come hanno fatto credere. Le tre dispute della Cina con il Giappone, con la sua provincia di Taiwan e le Filippine sono state presentate dall’Occidente come parte di una spinta egemonica della Repubblica Popolare per dominare l’Asia-Pacifico.

Questa impressione è stata poi sfruttata per radunare gli alleati regionali in vista di una resa dei conti sino-statunitense apparentemente inevitabile, il che spiega il recente riavvicinamento coreano-giapponese mediato dagli americani e la ritrovata possibilità che il Giappone schieri truppe nelle Filippine. Il manifesto di Kishida, condiviso durante il suo viaggio negli Stati Uniti nel dicembre 2022, ha rivelato come egli stia cercando di approfittare dellaguerra per procura tra NATO e Russia in Ucraina per ripristinare la sfera d’influenza perduta del Giappone.

Di conseguenza, la scorsa estate è apparso evidente che “la nascente alleanza trilaterale degli Stati Uniti con il Giappone e le Filippine si integrerà in AUKUS+”, con la logica dietro questa mossa di radicare l’influenza militare americana nella prima catena di isole da Giappone-Taiwan-Filippine attraverso azioni multilaterali. Il Giappone e le Filippine sono già partner degli Stati Uniti per la difesa, per cui è naturale che essi vogliano rafforzare bilateralmente la cooperazione militare sotto la loro egida, nell’ambito della cosiddetta “condivisione degli oneri”.

Per quanto riguarda Taiwan, la rivelazione del suo “Ministro della Difesa”, a metà marzo, che le forze speciali statunitensi stanno addestrando le truppe della sua nazione su una piccola isola a sole sei miglia dalla Cina continentale, dimostra che l’America sta radicando la sua influenza militare anche lì, in modo da creare un filo spinato per intervenire in un futuro conflitto. Con il Giappone e le Filippine pronti a intensificare la cooperazione militare bilaterale, è molto probabile che coinvolgano anche Taiwan, magari attraverso le loro prossime missioni delle forze speciali.

La grande tendenza strategica è che gli Stati Uniti stanno trasformando AUKUS+ in una “NATO asiatica” allo scopo di contenere la Cina nell’Asia-Pacifico, nonostante il “cessate il fuoco” informale che i leader delle due superpotenze hanno concordato durante l’incontro di metà novembre a margine del vertice APEC di San Francisco. Il motivo è quello di guadagnare tempo per posizionarsi meglio prima della loro inevitabile resa dei conti.

Mentre gli Stati Uniti stanno riattrezzando, rinnovando e ampliando completamente la loro base militare-industriale con il pretesto anti-russo, oltre a stringere il cappio di contenimento intorno alla Cina nella prima catena insulare, la Repubblica Popolare sta costruendo le proprie forze armate e diversificando le sue vulnerabili catene di approvvigionamento. L’equilibrio complessivo pende a favore dell’America, che si pensa possa lavorare per costringere la Cina a una serie di accordi sbilanciati per una “Nuova distensione”, anche se Pechino potrebbe non essere interessata.

Dopo tutto, la Repubblica Popolare sa che una guerra calda tra i due Paesi comporterebbe costi inaccettabilmente elevati per entrambi e quindi non è probabile che aderisca a proposte che subordinino in qualche modo il Paese al suo rivale sistemico solo per scoraggiare l’aggressione americana. Il rischio che un conflitto scoppi per un errore di calcolo continuerà a crescere, tuttavia, man mano che l’AUKUS+ rafforzerà ulteriormente la sua forza militare nella prima catena di isole dove si trovano le tre principali dispute marittime della Cina.

Tuttavia, la ripresa dei canali di comunicazione militare sino-statunitensi potrebbe almeno in teoria aiutare a prevenire una spirale incontrollabile verso la guerra nel caso in cui la Cina si scontri con i giapponesi, i taiwanesi e/o i filippini di AUKUS+. Tuttavia, le ultime mosse militari dimostrano che l’America si sta preparando a “Pivot (back) to Asia” una volta che la guerra per procura tra NATO e Russia in Ucraina inevitabilmente finirà, il che significa che le tensioni globali non diminuiranno presto e che la nuova guerra fredda diventerà la nuova normalità.

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