Ue-Grecia, la mediazione impossibile

da contropiano.org

Nell’Unione Europea la democrazia è stata “superata”, anche se resta come straccio retorico buono per ogni occasione. Lo abbiamo scritto con chiarezza diverse volte, fin dall’”invasione” della Troika, nel novembre del 2011, quando un governo nauseabondo, votato alla truffa, fu rimosso e sostituito da un altro obbediente in toto alle prescrizioni sovranazionali.

Non si era mai visto, infatti, un governo nazionale mettere nero su bianco, in un documento fatto arrivare ai giornali, l’intimazione ad un altro governo di “rinunciare alle promesse elettorali”; ovvero di non rispettare il mandato raccolto dai suoi cittadini. Non è un dettaglio contabile o un vezzo intellettuale “progressista”: è il fondamento del sistema occidentale moderno, liberale, “normale”.

Questo è avvenuto. Il governo Merkel intima al governo Tsipras di scordarsi tutto il programma per cui è stato eletto, indicando invece le misure che dovrebbe prendere: accettare ancora la guida della Troika (il trio di funzionari nominato da Bce, Ue e Fmi che non ne hanno azzeccata una, aggravando la tragedia greca), privatizzare tutto, tagliare la spesa pubblica e l’amministrazione dello Stato, rispettare il pareggio di bilancio e ripagare i creditori. Punto.

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