Solidarietà con la lotta delle donne in Polonia e Slovacchia

grecia donna bandierada https://www.abrilabril.pt

Traduzione di 
Marx21.it

Più di 60 donne portoghesi, con incarichi in vari settori, denunciano gli attacchi ai diritti sessuali e riproduttivi e salutano la lotta delle donne in quei paesi.

Sono state 65 le donne che hanno aderito all’iniziativa di Sandra Pereira, parlamentare del Partito Comunista Portoghese al Parlamento europeo e della sua commissione per i diritti delle donne e l’uguaglianza di genere, che hanno promosso una lettera per esprimere solidarietà alla lotta in corso in quei paesi.


La lettera è stata firmata da donne impegnate nel campo della cultura, dell’insegnamento e della ricerca, leader di varie organizzazioni, del movimento sindacale, oltre che consigliere e deputate.

L’obiettivo di Sandra Pereira e delle restanti firmatarie è richiamare l’attenzione sulla lotta per depenalizzare l’interruzione volontaria della gravidanza e i passi indietro nei diritti sessuali e riproduttivi che si osservano in Slovacchia e Polonia.

Nell’appello, le donne portoghesi ricordano che “nella loro lotta per depenalizzare l’interruzione volontaria della gravidanza, hanno ricevuto espressioni di solidarietà da donne di diversi paesi”, che “con grande impegno e generosità si sono associate alla conquista di questo diritto in Portogallo” . E sottolineano che queste battute d’arresto comportano rischi “aumentati per le donne degli strati socialmente ed economicamente più svantaggiati”.

Di conseguenza, sono state inviate lettere alle ambasciate polacca e slovacca in Portogallo, per ribadire che si tratta di passi indietro che minano “la salvaguardia della salute, dei diritti e della dignità delle donne”.

All’Ambasciata della Slovacchia si è ricordata la discussione dello scorso autunno su diversi “emendamenti alla legge sull’interruzione volontaria della gravidanza, inclusa la possibilità che alle donne dovrebbe essere richiesto di vedere e ascoltare il feto prima di interrompere la gravidanza”, e si è accolto con favore il fatto che questo emendamento non sia stato approvato dal Consiglio nazionale, una vittoria per la lotta delle donne che hanno manifestato contro questo passo indietro.

Si ricorda all’Ambasciata polacca che “la Corte costituzionale polacca ha stabilito che l’interruzione volontaria di gravidanza per malformazione del feto dovrebbe essere vietata”, cosa che ha innescato “un’intensa e prolungata lotta da parte delle donne polacche negli ultimi tre mesi”. Tuttavia, il 27 gennaio è entrata in vigore la nuova legge, che restringe ulteriormente le procedure legali per l’accesso all’interruzione volontaria di gravidanza.

Si ricorda che nei giorni scorsi la Polonia è stata teatro di manifestazioni massicce di migliaia di donne che rifiutano queste distorsioni nei diritti sessuali e riproduttivi, con le autorità che hanno già arrestato almeno 20 manifestanti. Oltre che nella capitale, si sono svolte manifestazioni a Danzica, Cracovia, Breslavia e Katowice e in altre città più piccole.