Referendum contro i Trattati Europei. Si può fare, anche in Italia

referendum trattati uedi Sergio Cararo | da Contropiano.org

Pubblichiamo come contributo alla discussione

Era il 21 marzo dello scorso anno quando una delegazione del movimento politico [email protected] entrò alla Presidenza della Camera dei Deputati per consegnare un dispositivo che chiedeva – e consente – un referendum di indirizzo costituzionale sui Trattati Europei sottoscritti arbitrariamente dai governi italiani che si sono succeduti dal 1992 a oggi. Si trattava di quei “governi di tecnocrati” che firmarono il Trattato di Maastricht (che comportò subito la “terapia d’urto” del governo Amato, 90.000 miliardi di lire di tagli, tasse, imposte, blocco dei salari, privatizzazioni), un trattato del 1992 che includeva la nascita dell’Unione Monetaria che diventerà otto anni dopo l’Eurozona.

Maastricht, Two Pack, Six Pack, Fiscal Compact, Semestre Europeo, obbligo di pareggio in bilancio in Costituzione, Trattato di Dublino. Una lunga serie di misure micidiali e di vincoli che hanno portato da tredici anni a questa parte il paese in recessione, la disoccupazione giovanile al 43%, due milioni di posti di lavoro persi, aumento continuo e non diminuzione del debito pubblico, tagli alle spese sociali nella sanità, nella scuola e nella previdenza sociale, privatizzazioni e svendite di industrie, banche e servizi strategici.

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