Perchè e come l’Euro va eliminato

di Domenico Moro per Marx21.it

italiasprofonda 5001. Una crisi di straordinaria gravità perché strutturale

Non ha senso parlare di ripresa economica, di lotta alla disoccupazione, di difesa del welfare e della democrazia in Italia o in Europa senza fare i conti con l’euro e senza assumere una posizione chiara in merito. Né è possibile procrastinare un tale chiarimento perché i dati ci dicono che quella in corso è la crisi economica più grave dal ’29, se non dall’unificazione d’Italia.

Nel 2013 il Pil italiano è risultato inferiore del 7 per cento rispetto al 2007, ultimo anno pre-crisi. L’indice della produzione industriale, fatto 100 nel 2007, è risultato ancora a quota 75 nel 2013. Eppure, a sei anni dall’inizio delle crisi precedenti, negli anni ’70 e ’90, l’indice era risalito rispettivamente a 105 e a 120 punti rispetto all’indice 100 del rispettivo anno pre-crisi. Secondo l’ufficio studi di Confindustria, il nostro Paese ha già distrutto un quinto della sua capacità manifatturiera. Intanto, tra 2001 e 2011 gli addetti alla manifattura sono diminuiti di quasi un milione di unità, pari al -20 per cento. 


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