L’ISIS nel Kosovo e nei balcani liberati e democratizzati dalla NATO

da www.civg.it

Queste scritte inneggianti agli islamisti dell’Isis e ai terroristi indipendentisti albanesi dell’AKSH, con il messaggio “Il Califfato sta arrivando”, erano apparse lo scorso anno sui muri di cinta del monastero ortodosso di Decani, nel Kosovo. Le scritte sono visibili anche a 300 metri dall’ingresso del monastero, il più importante della chiesa ortodossa serba, che è sotto protezione dell’Unesco, e tuttora protetto da check point, filo spinato e automezzi militari delle forze internazionali.

Il video dell’Isis diffuso il 4 giugno, relativo alle strategie del Califfato verso la regione balcanica, non fa altro che ufficializzare ciò che analisti militari, studiosi, osservatori e giornalisti ( quelli ovviamente, che possiedono onestà intellettuale e indipendenza dai media occidentali), da anni segnalano, documentano e denunciano, cioè che dalla distruzione della Jugoslavia in poi in quelle regioni, si è insediata una realtà legata all’estremismo fondamentalista ed integralista, che ormai è parte ben radicata di quegli Stati e che ha un influenza su decine di migliaia di persone. 

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