La SPD e noi

di Albano Nunes* | da www.avante.pt

schroeder spdTraduzione di Marx21.it

Le celebrazioni del 150° anniversario della SPD confermano la realtà che la socialdemocrazia è oggi parte integrante del sistema di sfruttamento, oppressione e guerra imperialista.

Le celebrazioni del 150° anniversario del Partito Socialdemocratico Tedesco (SPD), il più antico e influente partito della “famiglia socialdemocratica” e uno dei più attivi e potenti strumenti politici e ideologici dell’imperialismo, meritano alcuni commenti.

1. Mentre (anche) sulla Germania incombe lo spettro della recessione, i sondaggi per le elezioni del 22 settembre collocano la SPD al più basso livello del dopoguerra. La SPD, che non appare agli occhi degli elettori come portatrice di qualcosa di diverso dalla CDU della signora Merkel, continua a pagare il prezzo della politica reazionaria di Gerhard Schröder, l’ “amico dei padroni”, una politica che ha portato a significative fratture nel partito.


2. Di qui la retorica e lo show mediatico intorno alle celebrazioni, nel tentativo di proiettare della SPD e di Peer Steinbrück, il suo “candidato a cancelliere”, un’immagine “progressista”. Questo è stato il significato che ha avuto fare di François Hollande l’ “ospite d’onore” che è arrivato al punto di lodare l’ “agenda 2010” con cui Schröder aveva scatenato la sua violenta offensiva contro i lavoratori tedeschi. Ma a poco servirà l’aiuto di colui che, pur essendo stato presentato come la grande speranza di una “svolta a sinistra” in Europa, è oggi screditato e sempre più contestato nelle strade. La stessa cosa si può dire dell’aiuto del Partito Socialista Portoghese con tirate del genere “Tra Merkel e Steinbrück c’è un fossato programmatico. Di qui passa la frontiera politica che oggi interessa l’Europa” (F. Assis, “Publico” del 23.05.13).

3. Nulla di significativo distingue le politiche della SPD e della CDU. Le differenze, semmai, sono meramente tattiche, di stile, di ritmo. Quando è necessario si dà apertamente corso a “grandi coalizioni”, espressione massima della linea di “consensi politici” e “patti sociali” che si è trasformata in politica ufficiale dell’Unione Europea (come dell’OCSE, del FM e della Banca Mondiale) e che sta per essere istituzionalizzata a forza di successivi salti federalisti. Le celebrazioni, allietate dalla presenza della cancelliera tedesca, confermano solo la realtà che la socialdemocrazia è oggi parte integrante del sistema di sfruttamento, oppressione e guerra imperialista.

4. Non c’è perciò da stupirsi che la SPD, mentre tenta di dare una “nuova vita” all’Internazionale Socialista in crisi di credibilità e perdita di influenza e nello stesso momento in cui cerca di estendere i suoi tentacoli in Africa, Asia e America Latina, riprenda la “Terza Via” di Tony Blair e includa nel suo nebuloso progetto di “Alleanza Progressista” il Partito Democratico nordamericano, con l’ambizioso obiettivo di costruire un Global Deal, vale a dire (“Publico” del 21.05.13) “un nuovo patto globale tra il capitale e il lavoro”.

5. E neppure c’è da stupirsi del fatto che le celebrazioni del 150° anniversario della SPD siano state utilizzate per gettare nuove manciate di terra sull’origine operaia e marxista del partito in cui militarono Marx e Engels, per cancellare le responsabilità storiche della SPD nello scatenamento della 1° Guerra Mondiale e nell’ascesa del nazifascismo, per nascondere l’eroico ruolo dei comunisti nella lotta liberatrice dei lavoratori e del popolo tedeschi.

6. Stando alle notizie pubblicate, José Seguro (Segretario Generale del PS Portoghese, ndt) non ha risparmiato elogi al sostegno della SPD al PS. Si comprende. Ma sarebbe opportuno ricordare che più che di sostegno si è trattato di sfacciata ingerenza negli affari interni del Portogallo; il contenuto di “Europa Connosco” (la richiesta del leader socialista portoghese Soares di sostegno e adesione avanzata alla Comunità Europea nella campagna elettorale del 1976, ndt) che in mille maniere ha combattuto la Rivoluzione di Aprile, si rivela oggi ancora più chiaro alla luce del patto di aggressione che sta rendendo un inferno la vita dei portoghesi e che sta affondando il Paese. Ciò non merita certamente gli elogi del popolo portoghese.

*Albano Nunes fa parte della segreteria del Partito Comunista Portoghese