La responsabilità storica di SYRIZA, il momento del KKE

javierparradi Javier Parra, Segretario generale del Partito Comunista del Pais Valenciano – PCE*

da www.larepublica.es | Traduzione di Maria Muñoz per Marx21.it

Riceviamo dalla Spagna e volentieri pubblichiamo come contributo al dibattito sul risultato delle elezioni in Grecia e le prospettive che si aprono. Il compagno Javier Parra è anche membro della direzione nazionale del Partito Comunista di Spagna e tra i fondatori del giornale online larepublica.es (http://www.larepublica.es/)

Come comunista, se fossi greco, sicuramente militerei nel KKE e questa domenica il mio voto sarebbe stato per loro. Detto questo devo dire che, dopo aver saputo dei risultati elettorali, mi sono enormemente rallegrato per la vittoria di Syriza, e ho condiviso la gioia delle migliaia di persone che festeggiavano in piazza Klafthmonos. Mi sono commosso nel vedere quella piazza piena di bandiere rosse, molte delle quali comuniste; piazza che ospitava persino qualche bandiera tricolore della Repubblica spagnola. E ‘stato sicuramente un momento unico nella storia dell’Europa degli ultimi decenni, che ha aperto le porte a un futuro alternativo per un paese castigato e distrutto dal fascismo economico e minacciato socialmente dalla crescita del fascismo politico. Un momento unico anche perché ha aperto la porta alla speranza di cambiamento nei paesi del sud della Europa, compresa la Spagna.


L’eventuale vittoria di Syriza ha suscitato grandi aspettative, tante quante le speculazioni su come Syriza stessa o il KKE si sarebbero comportati al momento di dover trovare punti di incontro nel caso fosse stato necessario. Certo è che i messaggi che sono arrivati da entrambe le parti non erano incoraggianti, soprattutto a causa di due visioni opposte su temi come il pagamento del debito, l’euro, la NATO e la politica da intraprendere per fronteggiare le oligarchie greche: problemi che di certo non sono di poca importanza.

Passata la sbornia della serata elettorale, la mattina del 26 gennaio prende corpo la notizia del patto fra SYRIZA (Coalizione della Sinistra Radicale) e il partito di destra ANEL (Greci Indipendenti), forza politica con cui il partito di Tsipras condivide una visione comune riguardo alle politiche di austerità che però non prevede la messa in discussione del rapporto con l’euro e il pagamento del debito. Patto che permette a Syriza di non essere alla mercé del KKE, la cui linea politica non sembra oggi giorno da essa condivisa. L’annuncio però, almeno in un primo momento non venuto da SYRIZA, bensì da ANEL, che ha dichiarato il suo appoggio a SYRIZA, forse con l’intenzione di ostacolare il processo di un possibile accordo fra SYRIZA e il KKE.

Il punto è che Syriza, dopo il patto con ANEL, non è più condizionata dal sostegno del KKE, ma è prigioniera di sé stessa e delle proprie contraddizioni: accettando di governare con il voto di fiducia della destra, Syriza di fatto accetta di seguire la medesima linea di austerità finora percorsa in Grecia, invece di guardare a sinistra e negoziare con il KKE per dar vita ad una opposizione reale alla politica dell’Unione europea e all’euro. IlKKE, nel frattempo, ha la possibilitàdi dimostrareche la sua analisi è corretta, echel’unica via d’uscita per la classe operaiae le classi popolari greche,è la rottura con l’Europa dell’euro, la NATO e lo scontro con le oligarchie greche e il fascismo da loro alimentato.

In ogni caso, nulla sarà deciso oggi o domani, e la battaglia delle urne dovrà proseguire nelle lotte per le strade e nei luoghi di lavoro. Il futuro della Grecia e dell’Europa si deciderà nei prossimi mesi, da un lato attraverso le scelte politiche che farà il nuovo governo guidato da Alexis Tsipras, che dovrà decidere fra la sottomissione, l’accettazione o lo scontro con l’Unione europea. D’altro canto il futuro si deciderà attraverso la mobilitazione sociale nelle strade atta a dettare un’agenda politica a favore della classe operaia e delle masse popolari.

La vittoria di Syriza, se non comporta una ripresa della sovranità popolare, la rottura con le richieste della troika e il miglioramento delle condizioni di vita dei lavoratori e delle classi popolari, può determinare una rapida ascesa delle posizioni fasciste e xenofobe come quella di Alba Dorata. Pertanto il ruolo svolto dal KKE sarà cruciale al fine di forzare Syriza a uno scontro con l’Unione europea, con le oligarchie e i fascisti (anche attraverso la messa al bando dei loro partiti ed organizzazioni).

Non sembra che nel breve periodo le posizioni di SYRIZA e del KKE siano facilmente conciliabili. Pertanto, solo la lotta sociale nelle strade, l’organizzazione nei luoghi di lavoro, gli scioperi e le mobilitazioni popolari, possono portare i due partiti a posizioni più sincrone.

Oggi più che mai è essenziale in Grecia un forte partito comunista, organizzato e battagliero. Al di là delle critiche (più o meno fondate) verso il KKE, una cosa è certa: il Partito comunista non ha mai mentito al popolo greco. Il KKE è stato per 96 anni una forza politica integerrima, e ha svolto un ruolo chiave nella lotta sociale in difesa dei lavoratori, contadini, artigiani, pensionati, studenti….

Per questi motivi in molti siamo convinti che il KKE sarà all’altezza di questo nuovo momento politico, mantenendo viva la tensione e la mobilitazione nelle strade e tenendo a bada il fascismo greco, e speriamo che il governo di Syriza – che è quello che ha più responsabilità in questo momento – sia capace di creare le condizioni per un eventuale l’avvicinamento con i comunisti che abbia come fine quello di non cedere alle pressioni dell’élite greca ed europea.

Pertanto, nonostante le gioie e i dispiaceri che potranno manifestarsi nei giorni a venire, voglio ribadire le mie congratulazioni per la vittoria di SYRIZA, e allo stesso tempo anche che la mia convinzione che il KKE oggi può e deve svolgere un ruolo chiave nel futuro della Grecia e l’Europa è più forte che mai.

*http://www.partitcomunista.es/