La Grecia e le vergini offese

grecia europadi Ângelo Alves, Commissione Politica del Partito Comunista Portoghese (PCP)

da avante.pt

Traduzione di Mauro Gemma per Marx21.it

Nell’aprile 2010 il popolo greco è stato trascinato con la forza dalle “pressioni” dei “mercati”, del Fondo monetario internazionale e dell’Unione europea, e per mano del Pasok e poi di SYRIZA, nella tragedia voluta della Troika. Nell’assemblea della Repubblica, PCP ed PEV sono stati gli unici partiti a votare contro il cosiddetto “prestito” alla Grecia.

Il “programma” ora finisce, formalmente. Come nei casi irlandese e portoghese, l’Unione europea lancia un’altra campagna sull’ “uscita pulita”. Le tracce della mancanza di rispetto per la sovranità e la distruzione economica e sociale lasciate da questi patti aggressivi e dalle loro politiche (trasposte, nel frattempo, nelle “regole” dell’UE e dell’euro) parlano da sole. In effetti, è una truffa parlare di “uscita” quando il Portogallo e la Grecia, tra gli altri, continuano ad essere soggetti a ricatti, pressioni, interferenze e costrizioni, ora rivestiti di altri abiti.

I carnefici del popolo greco parlano di successo. E in effetti c’è un successo: delle banche, in particolare delle banche tedesche, che hanno tratto profitto e continueranno a trarre profitto da tali “prestiti”; delle grandi multinazionali che si sono appropriate dei settori strategici e dei servizi pubblici; del grande padronato, che ha visto le leggi sul lavoro di questi paesi distruggere i diritti fondamentali dei lavoratori; del grande capitale che ha risucchiato le riforme, i salari e i sostegni sociali per continuare a garantire i suoi abbondanti profitti.

Ma il successo di costoro ha rappresentato la disgrazia dei popoli che si fa sentire ancora oggi. Il messaggio di Mario Centeno e di altri funzionari dell’UE è un insulto, un atto di cinismo. Ma non c’è da meravigliarsi, fa parte della propaganda a cui l’Unione europea ci ha abituato e deriva dalla sua natura di classe. Ciò che è scioccante è che alcuni che non hanno nemmeno detto una parola all’epoca, che hanno sostenuto quel patto di aggressione e che continuano a sostenere le politiche dell’Unione europea, ora si presentano come vergini offese dal tenore di questi messaggi. Devono farlo, per ingannare chi ha la memoria meno attenta.