Il Kosovo, un modello spaventoso dell’Europa di domani

da “Solidarité Internationale PCF” | Traduzione di Massimo Marcori per Marx21.it

Poverty-ibna-565x326Che ne è del Kosovo, 15 anni dopo l’intervento della NATO, e dopo cinque anni dalla sua indipendenza dai risultati tragicomici?

Sul piano economico e sociale, è un disastro. Ufficialmente, quasi il 50% della popolazione è disoccupata sui 2 milioni di abitanti che conta il paese, in una popolazione in cui il 75% ha meno di 35 anni.

Le cifre della povertà sono spaventose: un terzo della popolazione vive con meno di 1,5 dollari al giorno, fatto che pone il Kosovo tra i paesi più poveri d’Europa e del mondo.

Infernale per il suo popolo, il Kosovo è certamente un paradiso per le imprese poiché il paese ha scelto la “flat tax”, un tasso di imposizione unico per le imprese e per i redditi (alti) al 10%.

Sul piano politico, è un paese sotto tutela. Ironia dell’indipendenza di facciata. Nel 1999, il primo segno di indipendenza del Kosovo è stato quello di adottare il…marco. Il Kosovo, ha potuto però entrare in seguito nell’euro, senza essere nell’UE, un caso unico.

Il paese è ancora completamente assistito, retto dalle potenze straniere: così l’Unione europea dirige ancora la polizia, la giustizia e le dogane del paese nell’ambito dell’EULEX messo in piedi nel 2008, dopo l’indipendenza.

La KFOR della NATO, esercito di occupazione del Kosovo, si incarica ancora di seguire l’aspetto militare a partire dalla preziosa base di Bondsteel, la più grande base americana nella regione.

Sul piano umanitario, si raggiunge il colmo. Il non rispetto della minoranza serba è stato palese sulla scia dell’intervento NATO nel 1999. Soprattutto dopo l’indipendenza, il Kosovo è divenuto lo snodo di traffici di tutti i tipi, della criminalità organizzata, sotto lo sguardo impotente o complice delle “autorità”dell’UE e della NATO.

E’ ormai accertato dopo il rapporto Marty rimesso nel 2010 al Consiglio d’Europa, che i leaders dell’UCK (esercito di liberazione del Kosovo) hanno organizzato un traffico di organi internazionale a partire dalle loro scorte di prigionieri serbi barbaramente torturati e poi uccisi sommariamente.

Si conosce bene l’ipocrisia dei paesi occidentali che classificarono l’UCK come organizzazione terrorista fino alla fine degli anni 1990…prima di celebrarli come i “liberatori del Kosovo” dopo il 1999, Bernard Kouchner in testa.

Tra gli altri traffici fiorenti, si può pensare: al traffico di armi, il Kosovo è la prima filiera di armi illegali verso la Francia!; al traffico di droga, l’eroina ha finanziato lo sviluppo dell’UCK. Oggi 60 tonnellate transitano ogni anno, riportando 3 miliardi di dollari. Nel 2000, le agenzie internazionali stimavano che il 40% dell’eroina consumata in Europa provenisse dal Kosovo; infine al traffico di donne, i canali kosovari alimentano la prostituzione illegale verso l’Europa occidentale. La prostituzione si era egualmente sviluppata in modo intenso nel Kosovo a causa…dell’appetito dei soldati della KFOR che, secondo un rapporto di Amnesty International, rappresentavano il 20% dei clienti delle prostitute kosovare nel 2003. Ragazze ridotte alla schiavitù sessuale, a volte fin dall’età di 11 anni, secondo le ONG.