I comunisti portoghesi commentano il risultato delle elezioni in Grecia

Joao-Ferreira-CDUda www.pcp.pt | Traduzione di Marx21.it

Dichiarazione di João Ferreira, parlamentare europeo del Partito Comunista Portoghese (PCP)

Il PCP ritiene che i risultati delle elezioni greche rappresentino una sconfitta dei partiti che, al servizio del grande capitale, hanno governato la Grecia e che, con l’Unione Europea, sono responsabili per la politica di disastro economico e sociale che è stata imposta al popolo greco, e che si sono tradotti ora nella riduzione della percentuale ottenuta insieme da Nuova Democrazia e dal PASOK.

Rappresentano anche una sconfitta per coloro che nel quadro dell’Unione Europea hanno cercato, attraverso inaccettabili pressioni, ricatti e ingerenze, di condizionare l’espressione elettorale del profondo malcontento e della volontà di cambiamento politico del popolo greco.

I risultati elettorali esprimono il rifiuto della politica imposta dai successivi “programmi di aggiustamento” accordati con la troika, di intensificazione dello sfruttamento dei lavoratori, di distruzione dei diritti del lavorativi e sociali, di negazione delle più elementari ed essenziali condizioni di vita, di declino economico e di rinuncia alla sovranità, sotto i dettami dell’Unione Europea e dell’Euro.

Il rifiuto del corso di impoverimento e di disastro economico e sociale, e la volontà di cambiamento della politica si sono tradotti nella vittoria di SYRIZA che è stata la forza politica più votata.

Il Partito Comunista di Grecia ottiene un risultato che contribuirà al proseguimento della lotta che sviluppa in difesa degli interessi dei lavoratori e del popolo greco e contro le politiche che, al servizio del grande capitale e dell’imperialismo, tanta sofferenza hanno imposto alla Grecia.

Il PCP mette in guardia dalle manovre di coloro che, nel quadro dell’Unione Europea hanno cercato, come del resto hanno già annunciato, di assicurare il proseguimento dell’essenziale della politica di impoverimento e disastro economico e sociale in Grecia e la continuazione del dominio dell’Unione Europea e del suo direttorio di grandi potenze, guidato dalla Germania.

Nel ribadire la sua solidarietà ai lavoratori e al popolo greco, il PCP sottolinea che saranno loro a dare, con la lotta, la risposta ai propri bisogni e interessi e a ottenere la realizzazione delle proprie legittime aspirazioni a una vita migliore, alla dignità e alla sovranità, decidendo, senza alcuna ingerenza, il proprio presente e futuro.

Per il PCP la soluzione dei gravi problemi economici e sociali che affliggono l’insieme dei paesi nell’Unione Europea esige la rottura con le politiche, gli strumenti e i meccanismi dell’integrazione capitalista che li generano. Solo questo corso permetterà il rispetto effettivo dei sentimenti che il popolo greco ha ora manifestato.

In Portogallo, tale corso passa necessariamente per la rottura con la politica di destra e per una politica patriottica e di sinistra che, tra le altre scelte fondamentali, passa attraverso la rinegoziazione del debito in accordo con gli interessi nazionali; attraverso la preparazione del Paese alla sua liberazione dal dominio dell’Euro; attraverso una decisa politica che punti sulla produzione nazionale; attraverso il rafforzamento del potere di acquisto dei lavoratori e del popolo; attraverso il controllo pubblico dei settori strategici, in particolare il settore finanziario; attraverso la difesa e la promozione dei servizi pubblici; attraverso la lotta all’ingiustizia fiscale; per una politica che affermi il primato degli interessi del Paese e la difesa della sovranità e indipendenza nazionali.

In Portogallo, in presenza del corso dello sfruttamento, dell’impoverimento e del declino nazionale, spetta al popolo portoghese con la sua lotta e il suo voto aprire un cammino legato ai valori di Aprile e, per parte sua, il PCP presenta soluzioni per il Paese ed è pronto ad assumere tutte le responsabilità che il popolo portoghese intenda affidargli.

E’ con fiducia che il PCP riafferma che nessun ostacolo sarà insormontabile se affrontato da un popolo deciso ad assumere nelle proprie mani il suo presente e il suo futuro.

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