I comunisti per una Gran Bretagna federale

scotland-independence-referendum full 600da www.communist-party.org.uk | Traduzione di Marx21.it

Un commento del Partito Comunista della Gran Bretagna dopo il referendum in Scozia.

La campagna e il risultato del referendum scozzese hanno dimostrato che abbiamo bisogno di procedere progressivamente verso un sistema democratico e federale per le nazioni della Gran Bretagna.

Anche se il popolo scozzese ha votato contro l’indipendenza, molti lo hanno fatto sulla base della promessa dell’attribuzione di maggiori poteri al Parlamento scozzese. La sostanziosa minoranza di elettori che ha votato per la piena indipendenza riflette l’ostilità sempre più diffusa che esiste verso politiche corrotte, capitaliste, di un establishment con i suoi politici corrotti e istituzioni lontane.

Tra la maggioranza degli elettori di entrambe le parti c’è stato l’evidente rifiuto delle politiche del neoliberismo, dell’austerità e delle privatizzazioni e a favore dello stato sociale e della tassazione progressiva.

Assolvere agli impegni assunti con il popolo della Scozia alla fine della campagna elettorale deve significare urgenti misure per potenziare i poteri e le competenze del parlamento di Edinburgo. Politiche simili dovrebbero essere attuate anche con l’assemblea del Galles a Cardiff.

Entrambi gli organismi dovrebbero essere in grado di proteggere e sviluppare gli interessi economici, sociali e culturali dei loro popoli, compresa la capacità di intervenire in modo decisivo nell’economia, di esercitare la sovranità popolare sui monopoli e le forze del mercato. Una parte fondamentale di questo compito è rappresentata dal rinnovato impegno alla redistribuzione del reddito fiscale in Gran Bretagna sulla base dei bisogni sociali.

Ma dovrebbe anche essere colta l’opportunità di gettare le basi di un sistema pienamente democratico e federale in Gran Bretagna con l’abolizione della Camera dei Lords e la trasformazione dei Comuni in una camera federale, dove le nazioni della Gran Bretagna abbiano pari dignità e in cui anche i parlamentari inglesi costituiscano un parlamento inglese per decidere le politiche relative a questo paese. Inoltre, come parte dello stesso processo, il parlamento di Westminster deve riportare in patria i poteri decisionali delle istituzioni democratiche dell’Unione Europea.

Le regioni inglesi dovrebbero avere le loro assemblee elette direttamente dove esiste la richiesta del popolo, con i poteri e le risorse per indirizzare lo sviluppo economico e assumere il controllo dei servizi attualmente gestiti da organismi non eletti. Le diverse caratteristiche culturali e sociali della Cornovaglia dovrebbero trovare espressione attraverso un’assemblea con poteri che rispondano alle aspirazioni locali.

Tuttavia, il decentramento regionale dovrebbe aiutare piuttosto che ostacolare il rilancio del governo locale, dove i poteri sull’educazione, la pianificazione, la politica abitativa e la tassazione locale devono essere completamente ripristinati.

Lo status speciale di cui gode il capitale monopolistico nell’Isola di Man e nelle Isole del Canale, che rappresentano paradisi fiscali e domini semi-feudali a beneficio delle grandi imprese, dovrà essere abolito. Invece, i popoli di queste isole dovrebbero essere democraticamente rappresentati nel parlamento di Westminster, con i propri parlamenti democratici rafforzati.

Poiché tutti questi cambiamenti istituzionali avrebbero il compito di rafforzare le tendenze democratiche e progressiste nella vita politica, il loro pieno potenziale potrebbe essere realizzato solo attraverso una campagna popolare di massa in Gran Bretagna guidata da un movimento sindacale unitario. Il Partito Comunista e i suoi alleati di sinistra hanno giocato un ruolo significativo nel rafforzare tale prospettiva tra gli elettori della classe operaia nel referendum scozzese.

Ora abbiamo bisogno di intensificare la sfida al dominio dei grandi imprenditori su tutti i fronti – economico, sociale, culturale e politico.

Gli obiettivi immediati devono essere indirizzati a costruire il movimento dell’Assemblea Popolare contro l’austerità e la guerra, e a favore della proprietà pubblica e della tassazione progressiva; a garantire la sconfitta della coalizione guidata dai conservatori alle elezioni generali del prossimo maggio; ad abolire il sistema di armi nucleari della Gran Bretagna; e a costruire campagne di massa contro l’adesione alle alleanze imperialiste dell’Unione Europea e della NATO.