Grexit o un nuovo asse con Russia e Cina?

di Luigi Mazza | da www.lacittafutura.it

Mentre la Grecia aspetta i 7,2 miliardi di euro promessi a febbraio e che ancora non arrivano, la crisi di liquidità mette a rischio anche il pagamento degli stipendi. Il governo greco prova a non cedere e si guarda intorno per trovare nuovi alleati interessati a investire in Grecia: questo inedito asse potrebbe fruttare subito 15 miliardi. 

Uno spettro si aggira per l’Europa, e non è il comunismo ma la Grexit: l’uscita della Grecia dall’Euro, il default. La notizia è sempre la stessa e – come è noto – viene rimessa in circolazione ogni volta che Atene prova a opporsi ai pressing tedeschi su riforme e misure di austerity, senza le quali i rubinetti del prestito vengono chiusi. 

Ma il fatto è che adesso la Grecia è in grave crisi di liquidità: nelle casse di Atene ci sono appena 2 miliardi di euro e, dopo la scadenza dell’8 aprile scorso della tranche di 460 milioni di euro da restituire al Fondo Monetario Internazionale, altre scadenze incombono: non solo un altro miliardo circa da ridare al FMI come parte del piano di salvataggio del 2010, ma soprattutto il pagamento degli stipendi statali. 

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