Grecia ed Europa

kke corteo giovanidi Ângelo Alves* | da www.avante.pt

Traduzione di Marx21.it

Quando il PCP affermava, già alcuni anni fa, che la “crisi dei debiti sovrani” era l’espressione dell’approfondimento della crisi strutturale del capitalismo, e perciò, anche una crisi dell’Unione Europea, dei suoi pilastri e fondamenti, era ben consapevole del carattere globale di questa affermazione.

La crisi economica nell’Unione Europea continua e continuerà, essendo lo scenario più plausibile quello di una stagnazione economica prolungata accompagnata da tassi di interesse e inflazione prossimi allo zero. Sono figure insospettabili come Larry Summers (1) ad affermare che: “la Zona Euro dovrà affrontare tensioni e sfide sostanziali per il resto del decennio” (2), parlando di “stagnazione secolare”.

Frutto di una poderosa offensiva di sfruttamento e regressione sociale, la crisi sociale segna oggi la realtà dell’UE. La disoccupazione persistente e sempre più strutturale è lì, con 133 milioni di poveri, sempre più giovani, e con le stridenti e crescenti disuguaglianze riconosciute nella recente relazione dell’OCSE.

Ma la crisi non finisce qui. Come avevamo previsto, i pilastri stessi dell’UE sono messi in causa, la sua autentica natura emerge e l’attacco diretto alla democrazia e alla sovranità dei popoli si intensifica. Ha inizio – con una tranche di 300 milioni – l’emorragia di 1,7 miliardi di euro per il popolo della Grecia in un solo mese. Il governo greco, stretto nella tenaglia del ricatto politico e dell’asfissia finanziaria, e cercando di far fronte alle proprie contraddizioni, divisioni ed esitazioni, tenta di fare ciò che la realtà dimostra essere impossibile: “un accordo che leghi il rispetto del verdetto del popolo greco al rispetto delle regole che reggono la zona Euro” (3).

La questione greca è economica, ma è anche e soprattutto politica e ideologica, e questo perché la crisi nella e dell’Unione Europea non è meramente economica, ma ha a che vedere con la questione centrale del potere, sul piano nazionale e internazionale. Uno dei consiglieri di Merkel ha affermato che qualsiasi cedimento al Governo di Atene rappresenterebbe un “azzardo morale” dal momento che “la Grecia deve tornare agli accordi che il governo precedente aveva negoziato”, e concludendo che è più pericoloso un cedimento alla volontà del popolo greco che lo scenario Grexit (uscita della Grecia dalla Zona Euro) (4). Queste dichiarazioni dicono quasi tutto sul punto a cui è arrivato il caso greco. Dimostrano anche la profondità della crisi di legittimità politica dell’Unione Europea e il ricatto e l’attacco diretto alla democrazia che le “istituzioni” attuano. Le contraddizioni del processo di integrazione capitalista sono acutissime, e alimentano l’arroganza e le politiche di imposizione. Non si mascherano più i metodi: i signori dell’UE e del FMI (Merkel, Hollande, Juncker, Draghi e Lagarde) si sono riuniti a Berlino per decidere i termini dell’ultimatum alla Grecia. Ma questa violenza politica, questo disprezzo esplicito della volontà dei popoli sta conducendo ad altre manifestazioni della crisi: in particolare alla crisi del sistema di rappresentanza borghese così ben espressa nelle recenti elezioni in Spagna, Italia e Gran Bretagna. Una crisi politica, dei sistemi politici e della sovrastruttura politica dell’UE che a sua volta si sviluppa nel quadro dell’approfondimento delle contraddizioni all’interno del campo imperialista.

Tutti dicono che i prossimi giorni e settimane saranno decisivi per l’Europa. Non sappiamo se sarà così, come non sappiamo quale sarà l’esito del recente scontro tra il Regno Unito e l’asse Parigi-Berlino. Ma una cosa è certa: le crisi nell’UE si approfondiscono e confermano ciò che il Partito Comunista Portoghese afferma: un’altra Europa nascerà dalle rovine di un processo di integrazione capitalista esausto, contrario ai diritti dei popoli.

1. Rettore dell’Università di Harvard, ex Segretario di Stato del Tesoro di Bill Clinton e consigliere economico di Barack Obama.
2. O Observador – 25/05/2015
3. Alexis Tsipras – Le Monde – 01/06/2015
4. Diario Economico – 27/05/2015

* Ângelo Alves è membro della Commissione Politica del CC del Partito Comunista Portoghese