Condizioni e prospettive per la Svizzera della Nuova Cooperazione

svizzeradi Aris Della Fontana

L’articolo è stato pubblicato in #politicanuova (ottobre 2015) – quadrimestrale marxista di approfondimento edito dal Partito Comunista della Svizzera Italiana 

1. La crisi di sovraccumulazione del centro: un presupposto

L’«Età dell’oro del capitalismo» , il quarto di secolo successivo alla ricostruzione del secondo dopoguerra, che vide l’«integrazione dell’Europa occidentale nel regime di dominio e di accumulazione statunitense», fu una «fase di espansione materiale» alquanto rilevante. Ma negli «anni cruciali 1968-73»  s’ebbe un «inceppamento del meccanismo di accumulazione» , e con ciò una flessione del tasso di profitto del capitale (produttivo): «tecnostrutture sovradimensionate» determinavano bassa redditività, data la «generalizzazione delle strutture del capitalismo delle grandi imprese all’intero centro dell’economia-mondo»  e data la «crescita esponenziale degli investimenti nella produzione e nel commercio», che portavano a un’intensificazione delle pressioni concorrenziali. La profittabilità fu compromessa anche dall’incremento vertiginoso del costo del petrolio e dalla rigidità salariale (e reddituale). Questa «crisi spia»  del regime di accumulazione (euro-)statunitense creò i presupposti per la spinta verso la conquista di posizioni sui mercati mondiali e dunque per la «multinazionalizzazione». Ma fu anche il tempo per una radicale riconfigurazione delle modalità di accumulazione. 

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