Un “segreto” ben conservato

india demonetizzazionedi Norbert Haering* | da rwer.wordpress.com

Traduzione di Lorenzo Battisti per Marx21.it

Washington è dietro il brutale esperimento indiano dell’abolizione della maggior parte delle banconote.

Per molte settimane l’India è stata attraversata da grandi proteste contro l’abolizione delle banconote più grandi decisa dal Governo Modi. Protagonisti di queste proteste sono i due partiti comunisti e i sindacati a loro vicini. Marx 21 ha deciso di tradurre questo articolo che mostra chiaramente i legami stretti che sussistono tra l’attuale governo e istituzioni governative americane, e come queste abbiano svolto un ruolo essenziale in questo processo che ha colpito duramente gli strati più poveri della popolazione, che ancora oggi basano la propria sopravvivenza sull’economia informale e sul contante. (Lorenzo Battisti)

All’inizio di Novembre, senza preavviso, il governo indiano ha dichiarato invalide le due più grandi banconote in circolazione, abolendo oltre l’80% in valore del denaro circolante. Tra la commozione e lo scandalo che questo ha causato, nessuno sembra aver notato il ruolo decisivo che ha giocato Washington in tutto questo. Ed è sorprendente, poiché il ruolo di Washington è stato nascosto solo superficialmente.

Il Presidente americano Barack Obama (ancora in carica, quando è stato scritto l’articolo, NdT) ha dichiarato che la collaborazione con l’India è una priorità della sua politica estera. La Cina deve essere messa ai margini. Nel contesto della collaborazione, l’agenzia americana per lo sviluppo USAID ha negoziato un accordo di cooperazione con il Ministero indiano della Finanze. Una di queste ha dichiarato l’obiettivo di restringere l’uso del contante in favore dei pagamenti digitali, in India e nel mondo.

L’8 Novembre, il Primo Ministro indiano Narendra Modi ha annunciato che le due più grandi banconote non potevano essere più usate per i pagamenti con effetto quasi immediato. I possessori potevano recuperare il proprio valore solamente mettendole in un conto corrente bancario prima che il breve periodo di grazia terminasse. La quantità di denaro contante che le banche erano autorizzate a distribuire ai clienti individuali è stata fortemente ridimensionata. Circa la metà degli indiani non ha un conto corrente bancario e molti non hanno nemmeno una banca nelle vicinanze. L’economia è largamente basata sul contante. Così è seguita una grave scarsità di contante. Quelli che ne hanno sofferto di più sono stati i poveri e i più vulnerabili. Hanno aggiunto loro ulteriori difficoltà nel guadagnarsi la propria povera vita nel settore informale o nel pagare beni essenziali e servizi, quali il cibo, le medicine, o gli ospedali. Il caos e le frodi hanno regnato da Dicembre in poi.

Nemmeno quattro settimane prima di questo assalto agli indiani, USAID aveva annunciato il lancio di “Catalyst: Inclusive Cashless Payment Partnership” (Partnership per i pagamenti senza contanti inclusivi NdT), con l’obiettivo di effettuare un salto quantistico nei pagamenti senza contanti in India. L’annuncio del 14 Ottobre afferma che Catalyst “segna la prossima fase della collaborazione tra USAID e il Ministero delle Finanze indiano per facilitare l’inclusione finanziaria universale”. L’annuncio non appare (più ?) nella lista dei comunicati stampa del sito di USAID. Nemmeno filtrando con la parola “India”. Per trovarlo sembra che si debba sapere che esista, e trovarlo tramite una ricerca web. Infatti, questi ed altri annunci, che sembravano prima piuttosto noiosi, sono diventati ora molto più interessanti e rivelatori dopo l’8 Novembre.

Leggendo l’annuncio con il senno di poi, diventa ovvio che Catalyst e la collaborazione di USAID con il Ministero delle Finanze, da cui Catalyst è nato, non sono altro che fronti che sono stati usati per essere capaci di preparare l’assalto a tutti gli indiani che usano banconote senza generare sospetti. Anche il nome Catalyst suona molto più inquietante, una volta che si sa quello che è successo il 9 Novembre.

Il direttore del Progetto di Incubazione di Catalyst è Alok Gupta, che era Amministratore Delegato del World Resources Institute a Washington, che ha USAID come sponsor principale. É anche uno dei membri fondatori del gruppo che ha sviluppato Aadhaar, il sistema tipo Grande Fratello per l’identificazione biometrica.

Secondo il report dell’Indian Economic Times, USAID si è impegnata a finanziare Catalyst per tre anni. L’ammontare del finanziamento resta segreto.

Badal Malick era il Vice Presidente del più importante sito di acquisti on line, Snapdeal, prima di essere nominato Direttore Generale di Catalyst. Così ha commentato:

“La missione di Catalyst è quella di risolvere i problemi della coordinazione multipla che hanno bloccato la penetrazione dei pagamenti digitali tra i commercianti e tra i consumatori a basso reddito. Non vediamo l’ora di creare un modello sostenibile e replicabile. (…) Sebbene ci siano stati (…) una spinta concertata per i pagamenti digitali da parte del Governo, c’e ancora un ultimo miglio da percorrere per quanto riguarda l’accettazione da parte dei commercianti e i temi del coordinamento. Vogliamo portare un approccio olistico a questi problemi”.

Dieci mesi dopo

Il problema della coordinazione multipla e il tema dell’ecosistema del denaro che Malick ha menzionato è stato analizzato da un report che USAID ha commissionato nel 2015 e che ha presentato a Gennaio 2016 nel contesto della collaborazione contro le banconote con il Ministero delle Finanze indiano. Il comunicato stampa di questa presentazione manca anch’esso dalla lista dei comunicati stampa di USAID. Il titolo dello studio era “Oltre il contante”.

“I commercianti, come i consumatori, sono intrappolati nell’ecosistema del contante, che inibisce il loro interesse” nei pagamenti digitali, si dice nel rapporto. Poiché pochi accettano i pagamenti digitali, pochi consumatori vi sono interessati, e poiché pochi consumatori usano i pagamenti digitali, pochi commercianti lo ritengono interessante. Dato che banche e fornitori di pagamenti richiedono commissioni per l’equipaggiamento da usare o anche solo per provare i pagamenti digitali, è necessario un forte impulso esterno per raggiungere un livello di penetrazione delle carte che crei un mutuo interesse da parte da entrambe le parti nell’opzione di pagamenti digitali.

Si è scoperto in Novembre che il cosiddetto “approccio olistico” per creare questo impulso consisteva nel distruggere l’ecosistema-contante per un tempo limitato e per prosciugarlo poi lentamente, limitando la disponibilità di contante da parte delle banche per i clienti individuali. Poiché l’assalto doveva essere una sorpresa per raggiungere i suoi pieni risultati, lo studio “Oltre il contante” e i protagonisti di Catalyst non potevano descrivere apertamente i loro piani. Hanno usato un espediente furbo per nascondersi e per essere in grado di fare apertamente le operazioni necessarie, anche quella di consultare esperti. Hanno continuamente parlato di un esperimento regionale sul campo che stavano visibilmente pianificando.

“L’obiettivo è quello di prendere una città e di aumentare i pagamenti digitali di dieci volte in 6-12 mesi” ha detto Malick meno di quattro settimane prima che la maggior parte del contante fosse abolito in tutta l’India. Per non limitarsi a una sola città nella preparazione, lo studio “Oltre il contante” e Catalyst continuano a parlare di un arco di regioni che stanno prendendo in esame, chiaramente per decidere successivamente quale sarebbe la città migliore o la regione per il loro esperimento sul campo. Solo in Novembre è diventato chiaro che l’India intera sarebbe stata il vitello da ammazzare nel percorso globale per mettere fine al ricorso al contante. Leggendo le affermazioni dell’Ambasciatore Jonathan Addleton, Direttore di Missione per USAID in India, con il senno di poi, diventa chiaro quello che aveva annunciato sommessamente dicendo quattro settimane prima:

“L’India è in prima linea nello sforzo globale per digitalizzare le economie e creare nuove opportunità economiche che si estendano alle popolazioni “difficili da raggiungere”. Catalyst sosterrà questi sforzi concentrandosi sula sfida di assicurare acquisti giornalieri senza contante”

Veterani della guerra ai contanti in azione

Quali sono le istituzioni dietro questo decisivo attacco al contante? Nella presentazione del suo studio USAID ha dichiarato: “Oltre 35 organizzazioni internazionali, americane ed indiane, hanno collaborato con il Ministero delle Finanze e con USAID in questa iniziativa”. Sul sito catalyst.org si può vedere che esse sono prevalentemente fornitori di IT (tecnologia dell’informazione) e fornitori di servizi di pagamento che vogliono ricavare soldi dai pagamenti digitali o dai dati da essi generati. Molti sono veterani di quello che un alto dirigente della Bundesbank ha chiamato “la guerra al contante di istituzioni finanziarie “interessate””. Includono Better Than Cash Alliance, the Gates Foundation (Microsoft), Omidyar Network (eBay), the Dell Foundation Mastercard, Visa, Metlife Foundation.

La Better Than Cash Alliance

La  Better Than Cash Alliance (L’Alleanza meglio del contante), che include USAID tra i membri, è menzionata per prima per una ragione. È stata fondata nel 2012 per restringere il contante su scala globale. Il segretariato ha sede presso il United Nations Capital Development Fund (UNCDP) a New York, cosa che potrebbe trovare un senso nel fatto che questa povera e piccola organizzazione delle Nazioni Unite era contenta di avere la Fondazione di Bill Gates in uno dei suoi due esercizi precedenti e la fondazione MasterCard come suo donatore più generoso.

I membri dell’alleanza sono grandi istituzioni degli Stati Uniti che avrebbero beneficiato maggiormente dal restringimento del ruolo del contante, per esempio società di carte di credito come Mastercard e Visa, ma anche istituzioni americane i cui nomi ricorrono spesso nei libri sulla storia dei servizi segreti degli Stati Uniti, cioè la Fondazione Ford e USAID. Un importante membro è anche la Fondazione Gates. Omidyar Network del fondatore dei Ebay Pierre Omidyar e CitiBank sono importanti sostenitori. La maggior parte di queste sono individualmente anche collaboratori dell’attuale USAID-India-Initiative per mettere fine alla dipendenza sul contante in India ed oltre. L’Iniziative e il programma Catalyst sembrano poco più che delle estensioni della Better than Cash Alliance, rafforzata dalle organizzazioni indiane ed asiatiche con forti interessi in una forte diminuzione del contante.

La Banca Centrale indiana e i Chicago Boys del FMI

La collaborazione per preparare il divieto di utilizzo della maggior parte del contante in India coincide più o meno con il mandato di Raghuram Rajan a capo della Banca Centrale indiana dal Settembre 2013 al Settembre 2016. Rajan è stato, ed ora è di nuovo, un professore di economia all’Università di Chicago. Dal 2003 al 2006 è stato capo economista del Fondo Monetario Internazionale a Washington (questo è un punto del suo Cv che condivide con un altro soldato della guerra al contante, Kenneth Rogoff). È membro del Gruppo dei Trenta, un’organizzazione che raggruppa rappresentanti di alto livello delle maggiori istituzioni finanziarie mondiali per condividere opinioni e progetti con i presidenti delle più importanti banche centrali, a porte chiuse e e senza verbali. Diventa sempre più chiaro che il Gruppo dei Trenta è uno dei coordinamenti principali nella guerra al contante. I suoi membri includono altri soldati come Rogoff e Larry Summers ed altri.

Raghuram Rajan ha ampie ragioni di aspettarsi un’ulteriore salita nei ranghi più alti della finanza internazionale così come ha ragioni di giocare anche a Washington. È già stato presidente della American Finance Association e destinatario del premio Fisher-Black per la ricerca finanziaria. Ha vinto premi retribuiti di Infosys per la ricerca economica e di Deutsche Bank per l’economia finanziaria così come il premio Financial Times/Goldman Sachs per il miglior libro di economia. È stato nominato indiano dell’anno dal NASSCOM e banchiere centrale dell’anno da Euromoney e dalla rivista “The Banker”. È considerato un possibile successore di Christine Lagarde alla testa del FMI, ma si può certamente attendere di essere considerato per posti di vertice nella finanza internazionale.

Come governatore della Banca Centrale era molto rispettato e ammirato dal settore finanziario, ma poco apprezzato dai manager del settore produttivo, nonostante la sua attitudine per la deregolazione e per le riforme economiche. La ragione principale erano le sue politiche monetarie restrittive che ha introdotto e fortemente difeso. Dopo essere stato fortemente criticato dai ranghi del partito di governo, ha dichiarato a Giugno che non avrebbe cercato un secondo mandato a Settembre. Più tardi ha detto al New York Times che avrebbe voluto restare, ma non per un intero mandato, e che il Premier Modi non aveva accettato. L’ex Ministro del Commercio Swamy ha detto nel momento della partenza di Rajan che questa avrebbe reso felice molti industriali:“sicuramente lo volevo fuori dal posto di presidente, e ho l’ho detto chiaramente al primo ministro, l’ho detto il più chiaramente possibile. (…) i suoi ascoltatori sono essenzialmente in occidente, e il suo ascoltatore in India è la società occidentale trapiantata. Gente veniva in delegazione a casa mia chiedendomi di fare qualcosa”.

Doveva succedere un disastro

Se Rajan era coinvolto nella preparazione di questo assalto per dichiarare illegale la maggior parte delle banconote indiane – e dovrebbero esserci pochi dubbi che, dati i suoi collegamenti personali e istituzionali e l’importanza delle Banca Centrale nella fornitura di contante – aveva ampie ragioni per restare lontano dai riflettori. Dopotutto nessuno di quelli fortemente coinvolti nella materia si sarebbe stupito che ciò sarebbe finito nel caos e in grosse difficoltà, specialmente per la maggioranza povera e rurale degli indiani, che erano segnalati come i presunti beneficiari di questo mal nominato percorso di “inclusione finanziaria”. USAID e i suoi collaboratori avevano analizzato a fondo la situazione e avevano scoperto nello studio “oltre il contante” che il 97% delle transazioni erano fatte in contanti e che solo il 55% degli indiani ha un conto in banca. Hanno anche trovato che anche di questi conti correnti, solo il 29% era stato usato negli ultimi 3 mesi.

Tutto questo era ben conosciuto e era chiaro che l’abolizione improvvisa del contante averebbe causato problemi grossi e anche esistenziali per molti commercianti e produttori e a molte persone in remote regioni senza banche. Quando fu attuato, è diventato ovvio quanto fossero false le promesse di inclusione finanziaria della digitalizzazione dei pagamenti e del restringimento del contante. Semplicemente non c’è altro mezzo di pagamento che possa competere con il contante nel permettere a tutti quelli che affrontano tali dure difficoltà di partecipare ad un’economia di mercato.

Tuttavia, per Visa, Mastercard e altri fornitori di servizi di pagamento, che non sono toccati da questi problemi esistenziali delle vaste masse, l’assalto al contante probabilmente diventerà un grande successo, in un forte progresso dei pagamenti digitali in una regione prova. Dopo questo caos e con tutte le perdite che hanno dovuto sopportare, tutti i commercianti che se lo possono permettere, sicuramente accetteranno pagamenti digitali in futuro. E i consumatori, che hanno visto restringersi la quantità di contante che possono ottenere dalle banche, useranno l’opportunità di pagare con le carte, a grande beneficio di Visa, di Mastercard e degli altri membri della Better than cash Alliance.

Perché Washington sta combattendo una guerra globale al contante

Gli interessi affaristici delle aziende americane che dominano il settore delle telecomunicazioni e dell’informatica e dei sistemi di pagamento sono ragioni importanti per lo zelo del governo americano nella spinta a ridurre l’uso del contante a livello mondiale, ma non è l’unica ragione e potrebbe non essere la più importante. Un altro motivo è il potere di sorveglianza che accompagna l’aumento dell’uso dei pagamenti digitali. Le organizzazioni dell’intelligence americana e le compagnie tecnologiche possono sorvegliare tutti i pagamenti internazionali attraverso le banche e possono monitorare la maggior parte del flusso generale di dati digitali. I dati finanziari tendono ad essere i più importanti e di maggior valore.

Ancora più importante, lo stato del dollaro come moneta mondiale di riferimento e il dominio delle imprese americane nella finanza internazionale fornisce al governo americano un tremendo potere su tutti i partecipati al sistema finanziario formale senza contante. Rende tutti conformi alle leggi americane piuttosto che alle loro locali o alle regole internazionali. Il giornale tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung ha recentemente pubblicato una notizia che descrive come è stato che un impiegato (tedesco) della impresa di factoring Geran, compiendo un lavoro completamente legale con l’Iran, sia stato messo sulla lista americana dei terroristi, che significa che sarà a loro chiuso la maggior parte del sistema finanziario e pure perché alcune imprese della logistica non trasporteranno più il loro materiale. Una grande banca tedesca è stata costretta a licenziare, su richiesta USA, diversi dipendenti che non avevano fatto niente di sbagliato o illegale.

Ci sono molti altri esempi. Qualsiasi banca attiva a livello internazionale può essere ricattata dal governo Usa ad eseguire i suoi ordini, poiché la revoca della licenza per eseguire i propri affari negli Usa o in dollari significa di fatto farla chiudere. Pensate alla Deutsche Bank, che ha negoziato con il Tesoro Usa per mesi se pagare una multa di 14 Miliardi di dollari e probabilmente o fallirà oppure si arriverà a 7 Miliardi e sopravviverà. Se hai il potere di provocare una bancarotta delle più grandi banche o di grandi paesi, hai il potere anche sui loro governi. Questo potere attraverso il dominio sul sistema finanziario e i dati associati è già tra noi. Meno contante usiamo, più diffuso e tranquillo sarà, poiché l’uso del contante è la via principale per scampare a questo potere.

* Co-Fondatore della  World Economics Association e giornalista economico ed ex-opinionista economico del giornale tedesco Handelsblatt. Vincitore 2014 del premio della Keynes-Gesellschaft)