Per il prezzo del petrolio l’accordo sulla Siria batte il bluff di Bernanke

di Demostenes Floros | da temi.repubblica.it

Dati il calo dell’offerta, il lieve aumento della domanda e la disponibilità di liquidità legata al quantitative easing della Fed, l’oro nero potrebbe costare molto di più. Grazie all’intesa tra Usa e Russia non è così.

A settembre, il dollaro si è deprezzato nei confronti dell’euro – in data 19/9, il cambio ha toccato quota 1,3545 €/$, massimo dal 1° febbraio – in conseguenza del mantenimento della politica del quantitative easing da parte della Federal Reserve. Al contempo, i prezzi del Brent e del Wti sono diminuiti tra i 5/6 dollari al barile ($/b) sulla scia dell’accordo – tuttora fragile nonostante il voto unanime in sede Onu – raggiunto tra Stati Uniti e Federazione Russa sul dossier Siria.

Le stime fornite dall’International Energy Agency il 12 settembre confermano un debole incremento della domanda globale di petrolio proiettata fino a fine 2013 (+895mila barili al giorno, b/d), comunque leggermente più solido se paragonato con il dato di luglio (+785mila b/d).


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