Il moto ondoso dei mercati

borse personedi Demostenes Floros | da abo.net

Brexit, cronaca internazionale e l’avanzata della domanda di greggio hanno generato nuove oscillazioni nelle quotazioni del petrolio che subisce anche le ultime decisioni delle istituzioni monetarie internazionali

A giugno i prezzi del petrolio sono stati caratterizzati da una forte volatilità. In particolare, il Brent Crude North Sea ha aperto a 49,68 dollari al barile e ha chiuso a 49,71 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate ha aperto a 48,87 dollari al barile e ha chiuso a 48,36 dollari al barile. Nell’ultima parte del mese e ad inizio luglio il barile viene scambiato, in media, a 45-46 dollari al barile a causa dell’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea e per altri eventi internazionali che hanno destato nei mercati la preoccupazione che tale situazione possa influire negativamente sulla già fragile economia globale e quindi rallentare la domanda mondiale di petrolio. 

Nonostante il fallimento del vertice Opec del 2 giugno a Vienna, in cui gli Stati membri non sono riusciti a trovare un accordo né sul congelamento della produzione né sul ritorno a un tetto di produzione, entrambe le qualità hanno raggiunto il loro picco mensile l’8 giugno, stabilendo i rispettivi record da ottobre 2015 di 52,72 dollari al barile e da luglio 2015 di 52,08 dollari al barile. Probabilmente questa tendenza al rialzo registrata a inizio giugno è dovuta alla dichiarazione rilasciata da Janet Yellen, governatore della Federal Reserve statunitense, la quale “intende innalzare i tassi di interesse solo gradualmente, trattenendosi dallo specificare qualsiasi lasso di tempo, prendendo le distanze dalla sua posizione del 27 maggio scorso nella quale annunciava tale misura nei mesi a venire”. 

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