Dopo Mein Kampf, il libello (2034) sullo sterminio è rivolto questa volta contro i cinesi.

di Daniele Burgio, Massimo Leoni e Roberto Sidoli

Quasi un secolo fa era purtroppo emerso dai letamai della storia l’orrendo Mein Kampf di Hitler, libercolo nel quale ancora nel 1925 si invitava apertamente alla distruzione di ebrei, comunisti e popoli slavi: un piano folle trasformatosi tuttavia in dura realtà e in un oceano di sangue e cenere.

Vi sono stati poi i genocidi di Hiroshima e Nagasaki con le loro ceneri radioattive, prodotte dall’imperia-lismo USA nell’agosto del 1945 contro un Giappone ormai pronto alla resa, soprattutto contro l’Unione Sovietica. 

Ora ricominciano sfortunatamente a rimbombare con forza i tenebrosi tamburi occidentali su una nuova guerra mondiale, di natura atomica e destinata a colpire principalmente la popolazione cinese.

Nel famigerato romanzo intitolato “2034”, infatti, i bombardieri statunitensi durante un conflitto militare aperto con la Cina Popolare riescono nell’abominevole e genocida impresa di sganciare ordigni nucleari sulla metropoli di Shanghai, distruggendone completamente e provocando in poco tempo l’uccisione di circa trenta milioni di cinesi, ivi comprese donne e bambini. 

Dimentichiamo per sempre i nomi degli autori del romanzo, per favore, ma invece teniamo bene a mente il messaggio politico da loro veicolato: al fine di distruggere la potenza cinese con il pretesto di “liberare” Taiwan, i falchi e le tendenze più aggressive dell’imperialismo statunitense minacciano ormai di uccidere decine di milioni di cinesi.

Si tratta solo di un libretto di fantapolitica, si potrebbe obiettare. 

Ma non sono invece fantapolitiche le informazioni riportate recentemente dal famoso giornalista americano Bob Woodward, secondo le quali “per due volte negli ultimi mesi dell’amministrazione Trump, il capo di stato maggiore dell’Esercito degli Stati Uniti, il generale Mark A. Milley, ha temuto che le azioni del presidente potessero scatenare una guerra con la Cina e si è mosso personalmente con urgenza per evitare il conflitto armato. A svelare le due telefonate segrete avute dal generale Milley con la sua controparte cinese, il generale Li Zuocheng dell’Esercito Popolare di Liberazione, è “Peril”, il nuovo libro del giornalista Bob Woodward (vincitore del Pulitzer per l’inchiesta sullo scandalo Watergate) e del veterano reporter del Washington Post Robert Costa”.[1]

Purtroppo non è fantapolitica il concretissimo, misterioso e inquietante “incidente” in cui è incorso il sommergibile nucleare statunitense denominato Connecticut nel Mar Cinese Meridionale agli inizi di ottobre di quest’anno: un “incidente” così grave da provocare il siluramento dello stesso comandante del sommergibile Connecticut e di due dei suoi più stretti collaboratori. 

Bisogna fermare i propagandisti di una nuova guerra atomica su scala mondiale: si devono neutralizzare i seminatori di odio e di guerre di sterminio. Questo è il compito principale dell’attuale fase storica, per il genere umano e per i nostri futuri discendenti

Note:

  1. D. D’Angelo, “Usa e Cina con Trump sull’orlo della guerra nucleare/ “Capo esercito l’ha sventata”, www.ilsussidiario.net