La differenza tra la risposta degli Stati Uniti e della Cina al COVID-19 è sbalorditiva

usachina bandieredi Vijay Prashad e John Ross

da https://mronline.org

Traduzione di Marco Pondrelli per Marx21.it

Questo articolo è stato prodotto da Globetrotter, un progetto dell’Independent Media Institute.

Nel nuovo libro del giornalista del Washington Post Bob Woodward, Rage, sono riportate le interviste che ha fatto a febbraio e marzo al presidente degli Stati Uniti Donald Trump sul coronavirus. Trump ha ammesso che il virus era virulento, ma ha deciso di minimizzare il suo pericolo. “Volevo sminuirlo sempre”, ha detto Trump, “perché non voglio creare il panico”. Nonostante mesi di avvertimenti da parte delle autorità cinesi, Trump e il suo segretario alla salute Alex Azar non sono riusciti a prepararsi alla pandemia globale.

Gli Stati Uniti continuano ad avere il maggior numero totale di casi di COVID-19. Il governo continua ad agitarsi rispetto all’aumento del numero di casi. Nessuno Stato del paese sembra immune alla diffusione della malattia.

Nel frattempo, in Cina, da quando il virus è stato battuto a Wuhan, il governo ha dovuto semplicemente contenere epidemie localizzate su piccola scala; nell’ultimo mese, la Cina ha avuto zero casi di COVID-19 trasmessi all’interno del paese. Martin Wolf ha scritto sul Financial Times del 31 marzo che la Cina è riuscita a “mettere sotto controllo la malattia nell’Hubei e ad arrestarne la diffusione in Cina”. Non c’è mai stata un’epidemia in Cina. È più preciso definirla un’epidemia di Hubei.

Misurare la vita delle persone

Mentre Trump ha mentito ai suoi cittadini sulla malattia, il presidente cinese Xi Jinping ha detto che il suo governo avrebbe “messo le persone al primo posto”. La Cina ha frettolosamente subordinato le sue priorità economiche al compito di salvare vite umane.

Come conseguenza di un approccio basato sulla scienza, il governo cinese ha spezzato la catena dell’infezione molto rapidamente. All’inizio di settembre, questo Paese di 1,4 miliardi di abitanti contava 85.194 casi di COVID-19 e 4.634 morti (l’India, con una popolazione paragonabile, contava 4,8 milioni di casi e 80.026 morti; l’India perde ogni settimana più vite umane del totale dei decessi in Cina).

Gli Stati Uniti, invece, contano 198.680 morti e 6,7 milioni di casi. In numeri assoluti, i decessi negli Stati Uniti sono circa 43 volte quelli della Cina e il numero di casi è circa 79 volte superiore.

Il governo degli Stati Uniti, a differenza di quello cinese, ha esitato a creare una serrata e a mettere alla prova la popolazione. Ecco perché, in termini pro capite, i decessi negli Stati Uniti sono circa 186 volte superiori a quelli della Cina e i casi sono circa 343 volte superiori.

Il tentativo razzista di Trump di dare la colpa alla Cina è un puro diversivo. La Cina ha contenuto il virus. Gli Stati Uniti non sono riusciti a farlo. L’enorme numero di morti degli Stati Uniti è “Made in Washington”, non “Made in China”.

Misurare l’economia

Nel primo trimestre del 2020 il prodotto interno lordo (PIL) cinese è diminuito del 6,8% rispetto all’anno precedente. Grazie alla rapida eliminazione della trasmissione interna del virus, la ripresa economica in Cina è stata rapida. Nel secondo trimestre, il PIL cinese è aumentato del 3,2% rispetto allo stesso periodo del 2019. Il Fondo Monetario Internazionale prevede che la Cina sarà l’unica grande economia a registrare una crescita positiva.

Come ha fatto l’economia cinese a riprendersi così rapidamente? La risposta è chiara: il carattere socialista dell’economia. A luglio, gli investimenti statali cinesi erano del 3,8 per cento superiori al livello di un anno fa, mentre gli investimenti privati sono ancora del 5,7 per cento al di sotto del 2019. La Cina ha utilizzato il suo potente settore statale per uscire dalla recessione. Ciò spiega la macro-efficienza del settore statale.

A metà agosto, la rivista teorica del Partito comunista cinese Qiushi (Seeking Truth) ha pubblicato un discorso di Xi Jinping, in cui affermava: “il fondamento dell’economia politica cinese può essere solo un’economia politica marxista, non basata su altre teorie economiche”. I principi fondamentali di questo sono “il pensiero dello sviluppo incentrato sulle persone”. Questo è stato il fondamento della risposta del governo alla pandemia e la risposta economica in questo contesto contesto.

Trump, nel frattempo, ha chiarito molto chiaramente che la sua amministrazione non avrebbe condotto nulla di simile ad un blocco nazionale; è sembrato che la sua priorità fosse quella di proteggere l’economia rispetto alle vite americane. Già a marzo, quando non c’era alcun segno che la pandemia potesse essere controllata negli Stati Uniti, Trump annunciò: “L’America sarà di nuovo e presto aperta agli affari, molto presto”.

Disastro negli Stati Uniti

Politiche inefficienti negli Stati Uniti hanno portato a tassi di infezione da COVID-19 incontrollati. I protocolli di base – mascherine e disinfettanti per le mani – non sono stati presi sul serio. E l’impatto sull’economia statunitense è stato catastrofico.

Gli Stati Uniti hanno chiarito che non avrebbero perseguito nulla che si avvicinasse a un approccio incentrato sulle persone. L’enfasi di Trump era di mantenere l’economia aperta, in gran parte perché rimane dell’opinione che la sua vittoria elettorale arriverà attraverso il portafoglio; il costo umano di questa politica è ignorato. Gli Stati Uniti hanno avuto solo mezzo blocco, pochi test e pochi tracciamenti dei contatti.

Il PIL degli Stati Uniti nel secondo trimestre è sceso del 9,5 per cento rispetto all’anno precedente. Non ci sono indicazioni di un forte miglioramento. Il FMI stima che la contrazione economica degli Stati Uniti sarà di circa il 6,6% per l’anno in corso. Il “rischio futuro”, scrive il FMI, “è che una larga parte della popolazione statunitense dovrà affrontare un importante deterioramento del tenore di vita e notevoli difficoltà economiche per diversi anni a venire”. La perturbazione avrà implicazioni a lungo termine. Questi problemi sono esposti chiaramente dal FMI: “prevenire l’accumulo di capitale umano, erodere la partecipazione della forza lavoro o contribuire al disordine sociale”. Questo è l’esatto opposto dello scenario che si sta delineando in Cina.

È come se vivessimo su due differenti pianeti. Su un pianeta, c’è indignazione per l’ipocrisia per quello che Trump ha detto a Woodward ed indignazione per il collasso sia del sistema sanitario che dell’economia, con una dura strada da percorrere per ricostruire entrambi . Sull’altro pianeta, la catena dell’infezione è stata interrotta, sebbene il governo cinese rimanga vigile e sia disposto a sacrificare la crescita economica a breve termine per salvare le vite dei suoi cittadini.

L’attacco di Trump alla Cina, le sue minacce di decoupling degli Stati Uniti verso la Cina, i suoi schiamazzi razzisti sul “virus cinese”, tutto questo è una spacconata progettata come parte di una guerra di disinformazione per delegittimare la Cina. Xi Jinping, nel frattempo, si è concentrato sulla “doppia circolazione”, che significa misure interne per aumentare il tenore di vita ed eliminare la povertà, e sull’iniziativa “Belt and Road”; entrambe queste misure ridurranno la dipendenza cinese dagli Stati Uniti.

I due pianeti potrebbero cominciare ad allontanarsi, mentre uno si muove in direzione del futuro, l’altro è fuori controllo.