Bielorussia: in queste pagine, la documentazione delle menzogne e falsificazioni della realtà, a cui siamo incessantemente sottoposti in occidente

di Enrico Vigna

Mentre i “precettori” occidentali della democrazia e dell’umanitarismo, quotidianamente disquisiscono e ricattano affamandoli, paesi e popoli, tre dei loro vassalli, Polonia, Lituania e Ucraina, calpestano e violentano qualsiasi minimo valore di umanità. Arrestando, bastonando, sparando gas lacrimogeni su anziani, donne e bambini, schierando carri armati e forze speciali, elicotteri, cani, facendo morire di fame e freddo alcune migliaia di profughi, in fuga dalle guerre da essi provocate. La vituperata Bielorussia agisce diversamente… 

Da un lato hanno bombardato e devastato i paesi di provenienza di questi profughi, dall’altro hanno imposto sanzioni alla Bielorussia e violato accordi bilaterali, compresi quelli relativi alla cooperazione transfrontaliera, e ora, per motivi di loro convenienza, chiedono al governo bielorusso di attenersi a quegli impegni che essi violano. Questo è ciò che viene spacciato quotidianamente nei nostri media occidentali, dalla stampa alle trasmissioni TV. E’vergognoso e completamente amorale. Viene persino vietato ad alcuni gruppi per i diritti umani polacchi e lituani di portare aiuti umanitari. In TV il politologo bielorusso Shpakovsky, così ha denunciato l’operato dei Paesi UE: “… Le condizioni climatiche nella nostra regione per gli immigrati dal Medio Oriente sono estremamente rigide. Donne e bambini possono morire di freddo e il numero di morti e feriti si amplierà. Le parti polacca e lituana trattano questi profughi nel senso letterale di  fascismo…”.

Due differenti modi di affrontare una tragedia umanitaria. L’UE:

  • Il presidente della Polonia ha introdotto lo stato di emergenza nei territori confinanti con la Bielorussia, l’esercito e la polizia sono stati coinvolti nella protezione del confine. Truppe ed equipaggiamenti militari sono stati inviati al confine con la Polonia. Si tratta di circa 15 mila soldati.
  • Il governo polacco ha dichiarato che al confine con la Bielorussia, combatteranno l’immigrazione illegale con l’aiuto dei carri armati Leopard.
  • l ministro degli esteri polacco, R.Sikorski ha ufficialmente chiesto alla NATO di dispiegare due squadre di combattimento di 5mila uomini a supporto delle forze locali. Da notare che la NATO ha appena mandato in Polonia già 950 soldati e 12 F-16  e altri 450 militari saranno mandati nei tre paesi baltici, come ha riportato Il Post.   
  • Il parlamento ucraino ha proposto di introdurre lo stato di emergenza in caso di minaccia con i migranti, al confine con la Bielorussia
  • L’ex presidente ucraino Poroshenko ha chiesto di schierare le truppe al confine con la Bielorussia
  • L’esercito lettone ha iniziato esercitazioni militari senza preavviso al confine con la Bielorussia, con la partecipazione di quattro brigate della Guardia Interna, ha riferito l’agenzia LETA e S. Brale, rappresentante delle forze armate nazionali lettone (NAF). L’ex ministro della Difesa lettone Pabriks, ha confermato che le esercitazioni erano collegate alla crisi al confinedi Lettonia, Lituania e Polonia con la Bielorussia.
  • A Kiev è stato decretata l’introduzione dello stato di emergenza nelle regioni confinanti con la BielorussiaLe forze di sicurezza ucraine hanno deciso di “distruggere” tutti coloro che si fingono migranti
  • La Gran Bretagna aiuterà la Polonia a rafforzare la recinzione al confine con la Bielorussia
  • I soldati polacchi continuano a perpetrare una pressione psicologica sui rifugiati, usano altoparlanti, proiettori e luci stroboscopiche e ignorano anche le richieste di fornire assistenza alle persone che si trovano sul territorio polacco direttamente alle barriere polacche. Un elicottero militare polacco sorvola continuamente nei pressi del campo a bassissima quota. Atterra sulla piattaforma vicino al filo spinato per pochi secondi, poi si alza in volo. Questo ha un solo scopo: esercitare una pressione psicologica sui rifugiati. I bambini iniziano a piangere per il suono forte e l’aria che alza la polvere, la cenere, i rami  , le  foglie che volano nei loro occhi. 

…In una nota il Ministero della Difesa della Bielorussia ha annunciato che in tutto questo, non vede la volontà di risolvere una crisi, bensì la volontà della Polonia e dei paesi NATO a scatenare un conflitto.

Mentre i paesi cosiddetti “civili e “democratici”…come si autonominano da soli, di fronte ad una crisi umanitaria, vicina al disastro, come quella creatasi ai confini della Bielorussia, soprattutto essendoci centinaia di bambini e anziani: ecco come si comporta il “regime” antidemocratico e dittatoriale di Minsk. Questi sono FATTI non opinioni.

Vorrei ricordare agli smemorati o distratti creduloni occidentali che, tutto queste viene fatto dopo anni di ricatti, sanzioni, pressioni, attacchi denigratori, che hanno reso più difficile la vita della popolazione bielorussa, ma nonostante questo, il popolo bielorusso ed il suo governo, hanno messo da parte le loro difficoltà e stanno facendo la loro parte di paese civile e solidale con questi sventurati, privandosi di qualcosa per UMANITA’ e CIVILTA’… quelle vere e tangibili. 

La Croce Rossa bielorussa su indicazione del Governo centrale ha lanciato da settimane una campagna di raccolta cibo, acqua, vestiti e coperte, da consegnare come aiuto umanitario ai migranti al confine bielorusso-polacco quotidianamente. Così come vengono portati ai profughi ogni giorno pacchi alimentari, che includono prodotti come carne in scatola, salsicce, stufato, dolci e frutta, kit igienici. In soli 5 giorni sono già state consegnate 18,6 tonnellate di cibo.

Solo dalla CRB sono stati forniti aiuti umanitari per : 

-18,6 tonnellate di cibo, compreso il latte – 7 tonnellate di prodotti da forno, pane e dolciumi

 – 5,5 tonnellate di carne in scatola – 2 tonnellate di verdure in scatola 

– 0,8 tonnellate di salsicce  – 1,3 tonnellate di frutta – 0,8 tonnellate di alimenti per l’infanzia 

– 1,2 tonnellate, acqua potabile – 7 tonnellate di vestiti invernali 

 – 3200 unità  coperte – 760 unità di tende.

In questo impegno umanitario si sono unite la Federazione internazionale delle società della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, l’Organizzazione internazionale per le migrazioni, l’UNHCR, la comunità afgana in Bielorussia,  nonché l’industria alimentare e leggera della regione di Grodno, la zona di confine. In particolare, molte imprese della regione hanno aderito all’azione umanitaria: “Grodnohlebprom“, attraverso l’impianto di confezionamento della carne di Slonim, “Grodnomyasomolprom”.

Quotidianamente gli aiuti umanitari finora sono consistiti in una media di:
5300 litri di acqua potabile, 2 tonnellate di prodotti a base di carne varia, 1000 prodotti da forno  e dolciumi, 1200 unità di abbigliamento e calze, 1000 mele per circa 200 kg, 100 vestiti caldi e 51 coperte di lana.

Durante una conferenza governativa l’11 novembre, il capo dello Stato bielorusso A. Lukaschenko aveva anche proposto di portare i bambini dei rifugiati in strutture sanitarie della regione. Ma molte madri hanno rifiutato e hanno chiesto di essere assistite nei campi al confine, quelle che hanno accettato saranno trasferite nel centro di recupero Svitanok del distretto di Grodno, che potrà ospitare fino a 200 persone, comprese persone con disabilità. “…Gli abbiamo detto che potranno andare nelle nostre strutture sanitarie con i loro figli. Le donne incinte e i bambini sono il problema numero uno. Non possiamo abbandonarli. Soprattutto i bambini. Almeno lì saremo in grado di fornire loro una doccia calda e cibo…”, ha detto Lukashenko.

Il ministro della Pubblica Istruzione della Bielorussia I. Karpenko, ha annunciato che si stanno selezionando insegnanti, educatori volontari, “… per offrire ai rifugiati un’opportunità, in modo che almeno i bambini non stiano al confine in quelle condizioni nel campo, ma in condizioni più accettabili “, ha affermato Karpenko.

Il Senatore bielorusso Liskovich, delegato dal governo all’organizzazione e al monitoraggio costante della situazione dei profughi, ha dichiarato che la massima attenzione sarà rivolta ai bambini, perché “…Se ci prendiamo cura dei bambini, allora avremo un futuro. Sia noi bielorussi come popolo, che i rifugiati. Perché così ci potrà essere pace e serenità nella società in cui viviamo…”.

All’esercito bielorusso è stato ordinato il montaggio delle tende e il controllo della distribuzione degli aiuti, su ordine del presidente. 

Le autorità bielorusse hanno anche organizzato mediante l’esercito, la fornitura collettiva di acqua e legna secca da ardere ai profughi, con la gestione della tendopoli  regolamentata, allestendo posti riscaldati per i bambini e donne, oltre a un ufficio di assistenza legale.

Le guardie di frontiera bielorusse hanno anche aggiustato una protesi di un ragazzo rifugiato senza gambe. Nel campo profughi c’è un bambino curdo, di circa cinque anni, che ha due protesi al posto delle gambe. I genitori hanno raccontato che il bambino ha perso le gambe dopo un incidente e che a casa non sono riusciti a trovare uno specialista che desse la possibilità al figlio di camminare. Per questo vogliono andare da parenti in Germania. Nel campo le protesi si erano rotte e le guardie di frontiera bielorusse le hanno riparate. Mentre le parti polacca, lituana e ucraina vessano e umiliano in ogni modo possibile i rifugiati al confine, la parte bielorussa sta cercando di fornire loro tutto ciò di cui hanno bisogno.

In questo slancio umanitario popolare tutte le organizzazioni socio-politiche della società bielorussa hanno organizzato campagne per la raccolta di aiuti umanitari per le migliaia di persone che sono bloccate al confine bielorusso-polacco. Dalla Croce Rossa bielorussa a Belaya Rus, dall’Unione delle donne bielorusse all’Unione giovanile repubblicana, dai Veterani ai Sindacati, dal Partito Comunista e la sua sezione giovanile, dalle Chiese bielorusse alla Tavola rotonda delle forze democratiche di Voskresensky e diverse altre organizzazioni sociali.

L’Unione delle donne bielorusse ha raccolto nei primi due giorni 7,5 tonnellate di acqua e cibo per i rifugiati. In un comunicato hanno scritto che le donne bielorusse non potevano rimanere indifferenti al problema dei rifugiati. Si dai primi giorni sono state tra le prime ad andare al confine.  “Siamo state tra i primi a trovarci nel campo spontaneo dei richiedenti asilo al confine bielorusso-polacco. L’enorme numero di bambini e donne fa una grande impressione. Riuscite a immaginare 500 bambini? Siamo arrivate e abbiamo detto: rappresentiamo l’Unione delle donne bielorusse, vogliamo dare latte, mele, biscotti ai bambini più piccoli. Alcuni con un traduttore, altri ci hanno parlato in inglese. Tutti hanno fatto la stessa domanda: “Quando ci sarà permesso di attraversare il confine?” Purtroppo noi, da parte nostra, non possiamo rispondere a questa domanda. E tutti ci hanno detto: “Dove sono i nostri diritti, perché non proteggono i nostri diritti di richiedenti asilo? Non vogliamo andare in Polonia, ma in Germania, Francia”.

Questo l’APPELLO  lanciato nei primi giorni dall’ “Unione delle donne bielorusse“, sulla situazione alla frontiera

“Noi, donne bielorusse, facciamo appello a tutte le donne del mondo, alle organizzazioni femminili e per i diritti umani, ai governi nazionali e a tutti coloro che non sono indifferenti alla situazione al confine bielorusso-polacco. Un gran numero di cittadini del Medio Oriente che aspirano all’Unione europea sono in una trappola migratoria. Da alcuni decenni, la comunità Occidentale ha imposto la sua democrazia ai popoli del Medio Oriente, ponendosi come conduttore di valori “veri” e di un modo di vivere “corretto”. Credendo sinceramente in questo, molte persone hanno lasciato la loro terra natale e tutto ciò a cui erano attaccati con il cuore e l’anima. Tuttavia, sulla strada per una vita migliore, i migranti affrontano una dura realtà. Non ricevendo l’approvazione per attraversare il confine polacco, le persone sono costrette a vivere all’aperto da giorni, rannicchiate sul terreno umido e ghiacciato, accendendo fuochi per riscaldarsi. A causa del freddo non riescono a dormire la notte, non hanno scorte di acqua potabile e cibo, vestiti e scarpe per il maltempo. Molte persone iniziano ad ammalarsi, hanno bisogno di medicinali e dell’aiuto di medici specialisti. Allo stesso tempo, i migranti non sono disposti a tornare indietro. Insistono instancabilmente sul fatto che rimarranno sul confine polacco fino alla fine, anche se sono destinati a perire. Noi donne bielorusse non possiamo essere indifferenti a ciò che sta accadendo e rimanere indifferenti. Dopotutto, siamo gli eredi di coloro che hanno vissuto tutti i disagi e le difficoltà di guerre che non sono state scatenate da noi e non per colpa nostra. Con il latte materno, ci è stato dato un sentimento di compassione per il dolore umano e solidarietà con chi è in difficoltà. Siamo profondamente addolorate che donne incinte, bambini piccoli, anziani soffrano nelle nostre vicinanze, che le persone diventino ostaggi di giochi e manipolazioni politiche, non potendo influenzare il proprio destino. Noi cittadine e cittadini della Bielorussia, che sappiamo in prima persona cosa sono la fame, il freddo e la devastazione, vediamo oggi, nel 21° secolo, cose simili accanto al nostro Paese.   

Le donne bielorusse dichiarano a gran voce l’inammissibilità del trattamento disumano delle persone, come dimostrato dalla parte polacca. È disumano e impietoso, è una violazione di tutte le norme e regole internazionali che operano nei paesi civili. Dobbiamo mettere una barriera alle menzogne che si stanno riversando verso il nostro paese, il nostro popolo e la sua leadership.

Chi, se non noi donne, con la nostra caratteristica misericordia e compassione, può rivolgersi alla comunità mondiale con una domanda sulla, credo, catastrofe umanitaria che sta avvenendo ai confini della Bielorussia e della Polonia? Vorrei che l’Unione Europea e le autorità polacche che hanno ascoltato questi appelli, inizino a porre fine alle loro politiche e ad avviare finalmente un processo negoziale.  Noi siamo al loro fianco, vicine alle donne e agli uomini costretti a lasciare la loro patria sperando di sopravvivere, e restiamo unite nella solidarietà.

I ragazzi dell’Unione giovanile repubblicana bielorussa hanno consegnato aiuti umanitari e portato assistenza umanitaria ai rifugiati al confine con la Polonia

I volontari del BRYU hanno consegnato aiuti umanitari ai profughi del campo costruito al confine bielorusso-polacco. Più di 500 persone hanno subito circondato il mezzo per procurarsi cibo per i propri figli. Nella calca che poteva danneggiare qualcuno, i soldati del servizio di frontiera hanno contribuito a evitare spiacevoli conseguenze. Nel primo viaggio formato da nove mezzi, sono stati scaricate 5-6 tonnellate di vestiti e cibo.  

Il primo segretario del Comitato regionale di Grodno dell’Unione giovanile repubblicana bielorussa, A. Yesin, ha dichiarato: “.. I migranti sono in condizioni disumane, dormono per terra, hanno un disperato bisogno di cibo, acqua e medicine. Non possiamo farci da parte e siamo pronti a fornire tutta l’assistenza possibile che dipende da noi. L’attuale situazione al confine è un flagrante atto di disumanità. Abbiamo visto con i nostri occhi quanto soffrono le persone comuni che si trovano in quella situazione difficile. Persone che volevano solo vivere bene e in modo che nessuno interferisse con il loro loro modo di vivere. Ora non hanno più niente: nessuna casa, nessuna possibilità di trovarne una nuova, questo perché qualcuno, in occidente pensa di poter decidere chi può vivere bene e chi congelare nella fredda foresta….”.

Uno studente della Università statale di Grodno, D. Gavruk, ha condiviso le sue impressioni su ciò che ha visto: “…Questa è forse la emozione più forte che ho provato nella mia vita. Non ho mai visto così tante persone affamate che non hanno il potere di aiutare se stesse e i loro bambini. L’avevo visto solo nei film, ma non pensavo che una simile realtà potesse esistere a soli 20 chilometri da Grodno. Con le persone dall’altra parte del filo spinato che stanno solo a guardare… È disumano fare questo alle persone!…”.

Mikhail Orda, presidente della Federazione dei sindacati bielorussi ha denunciato che “l’Unione Europea umilia cinicamente le persone che fuggono da guerre e devastazioni, da esse create.

“…Le persone che fuggono dalla guerra, fuggendo dalla fame, dalla devastazione, hanno detto chiaramente dove stanno andando: in Germania, Francia, Gran Bretagna, in quei paesi che hanno con loro un debito, per i loro stati distrutti. Ma l’Europa, invece dell’aiuto che sono obbligati a fornire in base al diritto internazionale, tratta cinicamente le persone. Questo è un atteggiamento fascista. Oggi, i politici europei e polacchi, come nel secolo scorso, dividono nuovamente le persone in razze superiori e inferiori, in coloro che hanno il diritto di vivere nel calore e nella prosperità e in coloro che devono soffrire dietro il filo spinato. Dov’è l’umanesimo di cui l’Unione europea ripete continuamente, dove sono i suoi valori, di cui tanto parlano? Avvelenare i bambini con il gas al peperoncino e osservare in silenzio la sofferenza delle persone? Questa situazione ha confermato ancora una volta: In questa situazione, l’FSB fornisce assistenza umanitaria ai migranti, che oggi aiutano coloro che hanno perso la casa per colpa dei politici occidentali, poiché i sindacati sono un’organizzazione che sostiene le persone e dà una mano nei momenti difficili, fondata sulla solidarietà…L’atteggiamento di umanità nei confronti delle persone caratterizza la nostra nazione: è nel sangue e nella mentalità dei bielorussi. Anche durante la Grande Guerra Patriottica, quando non c’era nulla, la gente condivideva i pochi beni di cui era in possesso. E questa e semplicemente la verità. Gli europei, che erano in cattività dopo la guerra, oggi ricordano con gratitudine come i bielorussi hanno condiviso con loro l’ultimo pezzo di pane…Oggi agiamo seguendo gli insegnamenti tramandatici dai nostri antenati, che le  trasmisero alle vecchie generazioni  di bielorussi , che a loro volta le hanno trasmesse a noi: Se le persone sono nei guai, hanno bisogno di aiuto! E noi ci siamo!”, ha concluso M. Orda. 

La Federazione dei sindacati bielorussi non è rimasta indifferente e si è attivata da subito per raccogliere materiale umanitario tra i lavoratori e nelle aziende per i profughi. 

Il sindacato delle aziende del rame, del commercio, delle cooperative dei lavoratori e dei consumatori, insieme al Belkoopsoyuz hanno riempito un primo convoglio di macchine, con 3.000 pacchi alimentari, acqua potabile, pane, pasta, salsicce, dolci.

DICHIARAZIONE del Comitato Centrale e del Consiglio del Partito Comunista della Bielorussia

Il Comitato Centrale e il Consiglio del Partito Comunista di Bielorussia esprimono profonda preoccupazione per l’attuale situazione ai confini occidentali della Repubblica di Bielorussia. Le leadership degli stati vicini, contando sul sostegno dei loro protettori di Washington e Bruxelles, hanno intrapreso una strada di scontro con la Bielorussia. Il motivo dell’escalation di tensione è la situazione creata dal governo di Varsavia al confine del nostro stato. Le azioni ostili della Polonia hanno trovato sostegno negli Stati baltici, negli Stati Uniti e nell’Unione europea e in Ucraina. Tutti i tentativi di accusare Minsk e Mosca, di creare una crisi migratoria al confine dell’UE sono infondati. La Repubblica di Bielorussia non ha mai provocato e non intende provocare incidenti di frontiera, pertanto respinge categoricamente tali provocazioni. A questo proposito, è pertinente notare che ogni responsabilità nella situazione attuale è interamente degli Stati Uniti d’America e dei loro alleati della NATO, inclusa la Repubblica di Polonia. Non è stata la Repubblica di Bielorussia a scatenare i sanguinosi massacri in Iraq e Afghanistan, in Libia e in Siria. Non è stata la Repubblica di Bielorussia a distruggere l’economia e le infrastrutture sociali di questi stati, provocando così una catastrofe umanitaria. Non è stata la Repubblica di Bielorussia a promettere di accogliere sul suo territorio tutti coloro che cercano una vita pacifica e prospera in Germania. Non è la Repubblica di Bielorussia che usa metodi disumani e barbari per risolvere i problemi dell’immigrazione clandestina. Pertanto, tutti i tentativi di non ammettere la responsabilità da parte degli sati che hanno creato questa situazione, sono semplicemente una cinica continuazione della politica del neocolonialismo e della soddisfazione dei propri interessi geopolitici attuata  con uno dei metodi più barbari: la violenza. I comunisti bielorussi esprimono la loro forte protesta contro le azioni della dirigenza ufficiale della Repubblica di Polonia e degli Stati baltici, nonché dei funzionari dell’Unione europea e degli Stati Uniti. È inaccettabile una retorica ostile nei confronti della pacifica Bielorussia, basata su una serie di insinuazioni prive di fondamento e che è diventata la norma nel comportamento dei paesi dell’Occidente collettivo. Chiediamo di fermare l’escalation della situazione al confine, di smettere di utilizzare a tal fine, metodi molto discutibili per combattere l’immigrazione illegale, di fermare la violenza contro le persone indifese: donne e bambini, anziani e disabili. Di fermare tutti gli attacchi contro lo Stato sovrano bielorusso e attenersi nelle azioni dalle norme normalmente accettate del Diritto internazionale.                        Partito Comunista di Bielorussia

I militanti comunisti hanno iniziato una campagna di raccolta fondi e materiali, con la sezione di Grodno per affermare una solidarietà concreta ai rifugiati.mia 

Le principali confessioni religiose della Bielorussia si rivolgono ai politici europei e ai credenti, sulla crisi dei migranti

Il 12 novembre i leader delle quattro maggiori confessioni della Repubblica di Bielorussia, hanno rivolto un appello ai politici degli Stati europei e ai credenti, in relazione alla crisi dei migranti al confine bielorusso-polacco. Il documento è stato firmato dal metropolita Veniamin di Minsk e Zaslavl, esarca patriarcale di tutta la Bielorussia, dall’arcivescovo Jozef Staniewski, metropolita di Minsk e Mogilev della Chiesa cattolica romana, dal mufti dell’Associazione religiosa musulmana Abu-Bekir Shabanovich e dal rabbino capo dell’Associazione dei Comunità ebraiche progressiste in Bielorussia Grigory Abramovich.

“I tragici eventi legati alla crisi dei rifugiati, che si sta attualmente svolgendo sulla terra bielorussa amante della pace e sofferente per il dolore umano, il dolore di migliaia di persone congelate al confine dei nostri stati, ci hanno spinto a rivolgerci a voi…Noi, i leader delle maggiori confessioni della Repubblica di Bielorussia, facciamo appello ai politici degli Stati europei economicamente sviluppati e prosperi. Non è colpa di queste persone se hanno lasciato le loro terre d’origine fuggendo dalle ostilità, in cerca di un destino migliore per sé e per i propri figli. Queste persone stanno cercando la strada per un loro futuro più buono in Europa attraverso la Bielorussia. Persone di tutte le nazionalità e religioni vogliono vivere sotto un cielo pacifico e vedere i sorrisi sui volti dei bambini…Ogni persona creata a immagine e somiglianza di Dio, ha il diritto di essere ascoltata e compresa, di vivere in pace, di avere fiducia nel suo futuro e nel futuro dei suoi figli…Invitiamo i politici, tutti i credenti e le persone semplicemente premurose d’Europa a mostrare saggezza, misericordia e compassione, per salvare le persone che sono senza casa, in uno stato di disperazione. Preghiamo tutti per la più rapida risoluzione della situazione. Preghiamo che queste persone ricevano non solo speranza e consigli, ma anche l’aiuto necessario e l’opportunità di realizzare le loro aspirazioni.”, afferma il documento dei capi delle maggiori confessioni della Repubblica di Bielorussia.

In tutti i luoghi di culto di ogni fede, è cominciata una raccolta fondi per aiutare i rifugiati al confine…considerandolo un dovere morale, unirsi alla causa per aiutare i profughi che sono in questo momento in Bielorussia.