Biden e Zelensky, la Nato e l’unione europea non vogliono la pace. siamo sull’orlo dell’abisso

di Vincenzo Brandi

Il continuo invio di armi all’Ucraina, le dichiarazioni sempre più bellicose di Biden, di Zelensky, del segretario della NATO Stoltenberg e della presidente della Commissione Europea, il falco Von Der Leyen, la messa sotto accusa di chiunque freni o manifesti qualche dubbio (dal cancelliere tedesco Scholz, al Presidente italiano dell’ANPI Pagliarulo, allo stesso papa e al segretario dell’ONU Guterres), il rifiuto di esaminare qualsiasi soluzione ragionevole di compromesso che non sia la sconfitta e l’affossamento della Federazione Russa (vero scopo di questa guerra da parte degli USA che si servono degli ultra-nazionalisti ucraini), ci stanno portando sull’orlo della Terza Guerra Mondiale, che in effetti è già iniziata “a pezzetti”, per usare un’efficace espressione di papa Francesco.

In realtà questa situazione angosciosa è stata preparata da tempo ed è dovuta alla “crisi sistemica” in atto (per usare un’espressione adoperata dall’amico Piero Pagliani nelle sue lucide analisi). La crisi consiste nel fatto che gli Stati Uniti – convinti, dopo la caduta dell’URSS di essere l’unica super-potenza mondiale e di poter controllare il mondo con le loro 900 basi militari sparse in tutto il globo, le centinaia di migliaia di soldati stanziati all’estero, gli ordigni militari nucleari diffusi in vari continenti, le flotte militari che percorrono tutti gli oceani, le alleanze militari che comprendono 140 paesi della Terra (di cui la NATO è solo quella storicamente più importante), l’uso spregiudicato  e militarizzato della moneta priva di garanzie reali che hanno imposto al livello mondiale, il dollaro – hanno dovuto invece registrare la crescita di alcuni forti concorrenti: tra questi la Federazione Russa risorta dalle ceneri del crollo dell’URSS – dopo alcuni anni di crisi totale ai tempi di Gorbachev ed Eltzin – e la Cina, che in realtà è già diventata la massima potenza economica mondiale. La crisi è quindi è dovuta al fatto che da un mondo unipolare si sta faticosamente passando ad un mondo multipolare, fatto che la classe dirigente statunitense neo-con-democratica (che mischia cioè istinti bellicisti e imperialisti con la pretesa di esportare la democrazia e i diriiti umani con la forza) non può sopportare.

Ormai da 20 anni è stata quindi organizzata una campagna per l’accerchiamento e il soffocamento della Federazione Russa estendendo la NATO tutto intorno ai confini di quel paese. Basta conoscere un minimo di geografia per vedere che le basi e le batterie di missili NATO circondano a semicerchio la Russia partendo dalla Norvegia a Nord, passando per i paesi baltici, la Polonia, la Slovacchia, la Romania. Il settore Sud di questo accerchiamento doveva essere completato con l’organizzazione di due colpi di stato che hanno fatto entrare nell’ambito della NATO due paesi storicamente legati alla Russia, come l’Ucraina e la Georgia.

Il colpo di stato di destra in Ucraina del 2014 – organizzato dagli USA con l’ausilio di alcune formazioni ucraine apertamente naziste – ha fatto parte di questo piano. Il governo che si è instaurato a Kiev non ha nulla di democratico come dice la propaganda NATO: ha posto fuori legge e perseguitato i partiti di sinistra, ha perseguitato e imprigionato i militanti di sinistra ed in alcuni casi li ha massacrati come nel noto massacro di Odessa; ha mandato le sue formazioni paramilitari di destra ad attaccare e bombardare per 8 anni – con solo qualche periodo di tregua – i cittadini di lingua russa dell’Ucraina Orientale che si erano opposti al colpo di stato, ed ai quali era stata promessa dagli accordi di MINSK-II del 2015 un’ampia autonomia nell’ambito dello stato ucraino, accordi mai rispettati. Il finanziatore del presidente Zelenzky è il capitalista/oligarca Kolomoisky che è anche il finanziatore delle formazioni naziste, come il famigerato battaglione Azov, che hanno commesso crimini e stragi ai danni delle popolazioni ucraine di lingua russa e di membri di partiti di sinistra. La data di nascita del criminale Bandera che collaborò con i Nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale e fece massacrare centinaia di migliaia di Ebrei è diventata Festa Nazionale in Ucraina, mentre è stata annullata la Festa della Liberazione dal Nazismo. L’Art. 16 della nuova costituzione ucraina afferma che tra i compiti della nazione c’è quello di “preservare il patrimonio genetico del popolo ucraino”, magari con delle belle leggi razziali.

Per la Federazione Russa il fatto che l’Ucraina rimanesse uno stato neutrale e rispettasse i diritti dei cittadini russofoni era una linea rossa che non poteva essere superata. Si noti che fino al 2014 per 25 anni i Russi avevano pienamente rispettato la sovranità e i confini dell’Ucraina rimasta neutrale tra NATO e Russia. Il caso attuale è il caso contrario a quello del 1962 quando Kennedy minacciò la Terza Guerra Mondiale se i Sovietici avessero installato i missili a Cuba (stato peraltro pienamente sovrano e formalmente in diritto di farsi installare i missili). In quel caso si arrivò per fortuna ad un accordo. I Sovietici rinunciarono all’installazione dei missili a Cuba e gli USA ritirarono i loro missili posti al confine tra Turchia e URSS.  Ma nella crisi attuale le moderate proposte per scritto fatte dalla federazione Russa il 15 dicembre 2021 – che prevedevano solo la continuazione della neutralità ucraina e l’attuazione degli accordi sul diritto all’autonomia delle regioni orientali russofone – sono state respinte con arroganza da Biden e Zelensky e l’aggravamento della crisi è stato inevitabile.

Attribuire – come fa la stupida propaganda occidentale – il precipitare della crisi alle mire del criminale, macellaio, dittatore, “nuovo zar” Putin è una sciocchezza. Nessuno dice che il governo di Putin (peraltro eletto in regolari elezioni con una larga maggioranza) sia un governo di sinistra. Esso rappresenta il tipo di capitalismo che si è instaurato in Russia dopo la caduta dell’URSS. Non viene mai ricordato che il principale partito di opposizione in Russia non è un partito filo-occidentale, ma è il Partito Comunista della Federazione Russa (PCFR) che ha un consenso di circa il 15% e contesta la politica socio-economica interna del governo Putin da sinistra. Ma nel momento in cui il paese si trova in grave pericolo ed è impegnato in una lotta che i Russi vedono come una lotta per la sopravvivenza, tutti i partiti (tranne qualche minima formazione liberale filo-occidentale) e la grande maggioranza dei cittadini russi si sono stretti intorno a Putin. Gli oppositori pagati dalla CIA, come il gruppetto che fa capo a Navalny, hanno importanza solo sui giornali occidentali ma non contano niente in Russia.

I nostri governanti europei, tra cui si distinguono per la loro solerzia Draghi, Mattarella e quelli del PD, continuano irresponsabilmente a mandare armi e spingere alla guerra, fino all’ultimo Ucraino e alla completa distruzione di quel paese.  Non si rendono nemmeno conto che la maggioranza della popolazione mondiale è rappresentata da governi che si tengono fuori dalla mischia: non solo la Cina, che mantiene ottimi rapporti con la Russia, e che speriamo possa fare opera di mediazione con la sua saggezza millenaria, ma anche paesi come l’India, il Pakistan, l’Indonesia, il Sudafrica, il Messico, l’Argentina, persino il Brasile. La Russia da parte sua non può tirarsi indietro. Finora ha usato una parte minima della sua forza militare ma potrebbe reagire con durezza ad un’escalation. Speriamo che il buon senso prevalga e che si arrivi ad un accordo, altrimenti anche noi Europei dovremo svegliarci dal nostro sonno beato e trovarci invischiati anche noi in una lotta per la vita.