Uno sciopero massiccio investe tutta l’India

da Partito Comunista dell’India (Marxista)
Traduzione dall’inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

sciopero haldia
Il porto di Haldia il giorno dello sciopero
La classe operaia in ogni regione dell’India ha aderito in massa allo sciopero generale indetto per il 28 febbraio 2012 da tutti i sindacati confederali (BMS, INTUC, AITUC, HMS, CITU, AICCTU, AIUTUC, HMS, TUCC, LPF, SEWA) e da tutte le federazioni dei lavoratori delle telecomunicazioni, della difesa, delle banche e assicurazioni, del settore pubblico e degli uffici e i dipartimenti del governo centrale e dei singoli stati, ecc. L’azione nazionale unita che ha visto l’adesione di tutti i sindacati è stato un evento storico a cui hanno partecipato 100 milioni di lavoratori in tutti i settori dell’economia. I sindacati confederali si congratulano con la classe operaia per il loro massiccio sostegno alla mobilitazione. Lo sciopero generale del 28 febbraio 2012 è il quattordicesimo sciopero generale a partire dal 1991 contro le disastrose conseguenze dovute al sistema di politiche neoliberiste filo-aziendali, con le ripercussioni su stipendi e tenore di vita della massa delle persone lavoratrici nonché sull’economia nazionale.

Questo quattordicesimo sciopero generale si distingue per aver concretizzato per la prima volta nella storia dell’India indipendente, l’unione di tutti i sindacati del paese attorno un’unica piattaforma di rivendicazioni. Questa unità ha portato a un ulteriore ampliamento della piattaforma di lotta nella fase preparatoria dello sciopero e all’adesione di numerosi sindacati indipendenti e non affiliati provenienti da tutti i settori dell’economia. Lavoratori nel settore pubblico e in quello privato e in settori sindacalizzati e non, si sono uniti allo sciopero in modo massiccio facendone l’azione rivendicativa più significativa negli annali del movimento sindacale indiano. I lavoratori del paese, che fanno funzionare il motore dell’economia producendo ricchezza per la nazione, generando entrate per le tesorerie e profitti per gli imprenditori hanno alzato la loro voce di protesta e di allarme contro l’indifferenza del governo sui problemi degli stipendi e del tenore di vita dei lavoratori e contro le sue politiche economiche anti-operaie.

Le richieste principali dello sciopero generale nazionale erano: 1) misure concrete per contenere gli aumenti dei prezzi; 2) misure concrete per collegare la tutela dell’occupazione con un pacchetto di incentivi agli imprenditori; 3) applicazione rigorosa di tutte le leggi fondamentali sul lavoro, senza alcuna eccezione o esenzione, e severe misure punitive per la violazione delle leggi sul lavoro; 4) copertura contributiva universale per i lavoratori in settori informali senza alcuna restrizione e la creazione di un fondo nazionale di previdenza sociale, con risorse adeguate, in linea con la raccomandazione di NCEUS (National Commission for Enterprises in the Unorganised Sector/Commissione Nazionale per le Imprese nel Settore Non-Organizzato) e del comitato parlamentare permanente sul lavoro; 5) un alt al disinvestimento nei PSU (Public Sector Undertaking/Imprese nel Settore Pubblico) centrale e statale; 6) divieto di subappaltare posti di lavoro a tempo indeterminato; stipendi e tutele per i lavoratori a contratto pari a quelli dei lavoratori regolari dello stesso settore/azienda; 7) modifica della legge sui salari minimi per garantire una copertura universale, indipendentemente da altre tabelle in vigore, e la fissazione del salario minimo legale a non meno di Rupie 10, 000 (circa € 150) al mese; 8) revoca di tutti i tetti agli stipendi e sull’ammissibilità dei premi di produzione e al fondo di previdenza; aumento del trattamento di fine rapporto; 9) assicurare la pensione a tutti i lavoratori; 10) registrazione obbligatoria dei sindacati entro un termine di 45 giorni e ratifica immediata delle convenzioni dell’ILO n. 87 e n. 98 [diritto a organizzare e diritto alle trattative collettive].

Infischiandosene della campagna malevola orchestrata dai dirigenti e dai politici sottomessi agli imprenditori e dalle loro agenzie di propaganda, la risposta dei lavoratori allo sciopero in tutti gli stati del paese è stata un record storico in termini di numero di partecipanti e ampiezza di settore. Oltre che in Kerala, Bengala occidentale e Tripura, vi è stato un blocco in Assam, Manipur e nella maggioranza dei distretti in Karnataka e numerosi distretti in Jharkhand, Rajasthan e Andhra Pradesh, con i trasporti pubblici fermi e negozi e mercati chiusi. In molti località in Bengala occidentale, Jammu, Kashmir e Assam, i lavoratori in sciopero hanno subito atrocità brutali dalla polizia e anche arresti in massa. Oltre agli attacchi della polizia, i lavoratori in sciopero in Bengala occidentale sono stati aggrediti da teppisti scatenati dal partito al potere per rompere lo sciopero.
 
Lo sciopero ha colpito in modo duro le normali attività nelle aree industriali del capitale nazionale a Delhi e nelle regione intorno alle città di Faridabad e Gurgaon, dove un grande numero di fabbriche sono state investite dalla massiccia adesione all’agitazione.
 
La partecipazione allo sciopero ha coperto quasi tutti i settori strategici dell’economia come pure il settore informale:
 
– Nel settore finanziario, che comprende le banche e le compagnie di assicurazione, lo sciopero è stato quasi totale in tutto il paese coinvolgendo circa 2 milioni di operai e impiegati.
– Tutte le unità centrali del settore pubblico e le principali unità industriali nel settore privato a Bangalore e Mysore sono state completamente paralizzate a causa dello sciopero.
– Tutti i porti di Kolkata, Mumbai, JNPT, Chennai, Tutikorin, Visakhapatnam, Pradeep e Kochi e tutti i tre porti di Gujarat sono scesi in sciopero totale. Anche al porto di Haldia, colpito da atti di terrore, lo sciopero ha avuto un impatto visibile.
– Oltre 10 milioni di dipendenti dei governi locali, insegnanti, impiegati del settore pubblico e dipendenti di amministrazioni e società in quasi tutti gli stati del paese, con poche eccezioni, hanno partecipato allo sciopero in modo massiccio. Anche nel Bengala occidentale i dipendenti statali, sfidando le minacce e l’azione intimidatoria dal governo locale, hanno risposto alla chiamata allo sciopero in modo magnifico.
– Anche i dipendenti del governo centrale in tutto il paese hanno partecipato allo sciopero in massa. Nel settore della difesa circa l’80% dei lavoratori hanno scioperato.
– Dei 600.000 lavoratori nelle miniere di carbone di nove aziende (ECL, BCCL, CCL, SECL, NCL, WCL, CMPDIL, ecc.) la maggioranza ha aderito alla sciopero. Nella miniera di Singareni, lo sciopero è stato parziale. Anche fuori della zona dell’estrazione del carbone, che si estende intorno a Jharkhand, Orissa, Chhattisgarh, e Madhya Pradesh, lo sciopero è stato quasi totale.
– Lo sciopero dei lavoratori e impiegati delle telecomunicazioni nel colosso BSNL è stato al 70% in tutto il paese.
– Nell’intero settore petrolifero – esplorazione, produzione, raffinamento e commercializzazione – lo sciopero è stato totale nelle zone orientale, nordorientale e meridionale del paese, e oltre il 70% nell’India occidentale e settentrionale.
– Nell’industria siderurgica, lo sciopero è stato massiccio tra i lavoratori a contratto in tutte gli otto impianti. Tra i lavoratori regolari, hanno scioperato il 90% dell’acciaieria di Vizag, l’85% nello stabilimento di Salem Steel, e il 70% nell’acciaieria di Alloy Steels a Durgapur. Nella fabbrica di Durgapur Steel e quella IISCO, circa il 50% degli operai hanno scioperato, mentre a Rourkela la percentuale è stata intorno al 40%. A Bokaro e Bhilai, lo sciopero è stato parziale tra i lavoratori regolari.
– Nel settore delle piantagioni lo sciopero è stato massiccio nelle zone orientale e meridionale e parziale in Assam.
– La partecipazione dei lavoratori nel settore informale è stata massiccia: i lavoratori ai forni di mattoni, i portatori di fardelli in testa, gli arrotolatori di sigarette e i lavoratori nei mercati. Hanno organizzato blocchi ferroviari e blocchi stradali in tutto il paese.
– Moltissimi lavoratori del settore edile, sia del settore organizzato che quello non organizzato, hanno aderito allo sciopero. Tutti i progetti idroelettrici in costruzione nello stato di Himachal Pradesh erano fermi.
– Circa 1,5 milioni di anganwadi [donne paramedico che operano in zone rurali fornendo assistenza neonatale e ai bambini fino a 6 anni; fanno anche programmi di informazione sulla nutrizione, allattamento, ecc., ndt] di tutto il paese hanno partecipato allo sciopero.
– Diversi centinai di migliaia di pescatori e dell’indotto della pesca hanno partecipato allo sciopero in ogni parte del paese.
– I lavoratori dei trasporti, sia dal settore pubblico che privato, hanno partecipato allo sciopero in modo strepitoso in diversi stati.
– Un’alta percentuale dei lavoratori nel settore dell’energia elettrica ha aderito alla mobilitazione nella maggior parte degli stati.
– La stragrande maggioranza del milione e mezzo dei delegati medici del paese erano in sciopero. 

Il CITU si congratula con i lavoratori per la loro massiccia risposta allo sciopero in tutto il paese in e in ogni settore di attività. Il CITU saluta l’eroica resistenza degli scioperanti alle minacce e alle tattiche intimidatorie del governo statale al potere e dei teppisti da loro assoldati per spezzare lo sciopero in Bengala occidentale a cui estendiamo tutta la solidarietà.
 
Pubblicato su Tapan Sen