Riforma agraria a Pyongyang

da www.oltre-confine.it

coreanordIl governo della Corea del nord è pronto a varare la prima riforma agraria della sua storia. La notizia non è ancora ufficiale – l’Assemblea suprema del popolo si riunirà oggi –, ma diverse fonti locali l’hanno confermata ai media stranieri: i contadini non saranno più costretti a consegnare tutto il raccolto allo stato, ma potranno tenerne una parte – si dice addirittura tra il 30 e il 50 per cento del totale – per la propria sussistenza e per venderla nei mercati locali. Nelle intenzioni delle autorità di Pyongyang, gli agricoltori saranno incentivati a produrre di più e meglio, risolvendo in parte i problemi di denutrizione della popolazione e l’incontrollato aumento dei prezzi (quello del riso sarebbe raddoppiato tra giugno e agosto). Inoltre, si ridurrebbe la quantità di generi alimentari importati dalla Cina. Infatti, fin dal 1990 – anno della terribile carestia da cui l’economia del paese non si è più ripresa – la Corea del nord ha bisogno ogni anno di circa 5 milioni di tonnellate di grano e patate per sfamare la popolazione.

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