Okinawa in piazza contro gli stupratori americani

di Anna Mazzone | da mondo.panorama.it

okinawa proteste usaGiappone sotto shock dopo lo stupro di una donna commesso da due marines

Ad Okinawa sembra di essere tornati ai tempi della guerra, o subito dopo. Migliaia di giapponesi sono scesi in piazza per chiedere la chiusura della base navale americana dopo lo stupro ai danni di una donna, commesso da due soldati di 23 anni.

“No rape, no Base”, No agli stupri, no alla base. Questo uno dei tanti slogan contro la base di stanza Usa nell’Impero el Sol Levante, che dalla scorsa settiamna è al centro di un vero e proprio putiferio mediatico. I vertici del governo nipponico hanno espresso a Washington tutta la loro rabbia per lo stupro commesso il 16 ottobre scorso, e chiedono che i due marines, che sono stati arrestati, vengano puniti con una pena esemplare.

Ma questo alla gente di Okinawa non basta. La base militare americana è da decenni al centro di controversie e di malumori. I giapponesi del luogo chiedono che gli americani tornino a casa e che smantellino la loro postazione nel Pacifico, che per loro ha ancora il sapore di un colonialismo da vincitori.

Secondo la polizia i due soldati Usa, Browning e Dozierwalker (entrambi di 23 anni) avrebbero stuprato una donna sull’isola principale di Okinawa, causandole anche dolorose ferite sul collo. Tutto ciò è accaduto il 16 ottobre scorso, alla vigilia della fine del servizio dei due marines nella base militare americana in Giappone.

Adesso bisognerà capire se i due militari hanno premeditato lo stupro, sperando poi di farla franca una volta partiti alla volta di Guam il giorno successivo, o se si è trattato invece di un bestiale raptus momentaneo.

Sono circa 26mila i militari americani nella base di Okinawa e nel fine settimana, a seguito delle proteste di massa dei giapponesi, il comandante della base ha imposto una notte di coprifuoco ai soldati e a tutto il perosnale americano di stanza in Giappone, onde evitare vendette e ritorisioni.

Lo stupro ha riportato alla memoria un’altra tragica violenza, accaduta nel 1995, quando una gang americana stuprò una bambina di 12 anni. Anche allora in tanti chiesero alle truppe Usa di abbandonare il Paese.

La comunità di Okinawa denuncia il fatto che dal 1972, da quando esiste la base Usa ad Okinawa, ci sono stati circa 5.700 crimini commessi dagli americani sull’isola. Un dato allarmante, che adesso i cittadini dell’isola non vogliono pià veder crescere.