Mozione del PdCI Toscana contro la messa al bando del Partito Comunista di Ucraina

Di seguito il testo presentato dal consigliere del PdCI Paolo Marini al Consiglio Regionale della Toscana. Un’iniziativa concreta di solidarietà da prendere ad esempio 

pc ucraina bandieraSig. Presidente del Consiglio

Firenze, 29 luglio 2014.

Oggetto: Moz.in merito alla paventata possibilità di messa al bando del Partito Comunista in Ucraina.

Il Consiglio Regionale della Toscana,

visto

che la Corte distrettuale amministrativa di Kiev ha dato inizio al processo, il cui risultato finale dovrebbe essere la messa al bando del Partito Comunista Ucraino e dei suoi simboli,

visto altresì

che, come sostiene il segretario del Partito Comunista Ucraino, Petro Simonenko, il segnale per la persecuzione del Partito Comunista fu dato da Turchinov, che all’epoca agiva come presidente ad interim dell’Ucraina, e che ora ha assunto la presidenza della Rada Suprema e che dal momento in cui capo dello Stato è diventato Poroshenko, anch’egli ha sostenuto la disposizione data da Turchinov al ministero della giustizia di preparare il processo per la proibizione del partito,

tenuto conto

che le accuse all’indirizzo del Partito Comunista assumono un carattere generale, poiché costoro hanno dichiarato che il Partito Comunista è “nemico dell’Ucraina”, che “sostiene i separatisti”, che è “agente di Putin” e allo stesso tempo è stato rinfacciato persino il referendum nazionale, che il Partito Comunista aveva promosso al tempo di Yanukovich, con il quale il popolo dell’Ucraina avrebbe dovuto esprimersi sul corso futuro della politica estera del Paese,

tenuto conto anche

che con il procedimento avviato dal Ministero della Giustizia si cerca di dimostrare che il Partito Comunista di Ucraina avrebbe violato l’articolo 5 della legge dell’Ucraina sui partiti, cioè di avere violato la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina,

tenuto conto inoltre

che le prove raccolte dal Ministero della Giustizia non sono serie e addirittura sfiorano il ridicolo, poiché si basano su notizie e informazioni riportate da terzi, e persino su citazioni distorte, tra le quali la presenza di due “ribelli” e “terroristi” che avrebbero dichiarato di essere “rappresentanti del Partito Comunista”, 

considerato

che  tutto ciò è assurdo, dal momento che il Partito Comunista ha sempre chiesto la cessazione del confronto armato, pronunciandosi da sempre per un regolamento pacifico, chiedendo la cessazione del fuoco e l’apertura di negoziati, e per questo i comunisti ucraini sono stati accusati di istigare alla guerra per dare la possibilità ai separatisti, che agirebbero con il sostegno di Mosca, di rafforzarsi sul piano militare, 

considerato inoltre

che la sede centrale del Partito Comunista Ucraino è stata occupata e saccheggiata dagli “attivisti del Majdan” in febbraio, che gli uffici sono stati incendiati a Lutsk, Chernigov e in altri luoghi e tuttora la polizia non ha ancora fatto sgomberare l’edificio,

considerato altresì

che da mesi i militanti e gli iscritti del partito sono fatti oggetto di attacchi in Ucraina occidentale e in corrispondenza degli eventi del Majdan sono cresciuti di intensità con  irruzioni anche nelle loro case, che alcuni di loro sono stati prelevati ed è stato chiesto loro di rinunciare all’appartenenza al partito e che lo stesso segretario Simonenko, dopo aver partecipato a un dibattito televisivo, è stato attaccato da un gruppo di persone, per cui ha dovuto abbandonare lo studio attraverso l’uscita di emergenza, ma queste persone hanno continuato la loro aggressione, hanno bloccato la sua automobile, fracassandole i vetri, e hanno gettato “bottiglie Molotov”, i deputati del partito fascista “Svoboda” lo hanno spintonato fuori dalla tribuna parlamentare della Rada e così hanno fatto anche con altri membri del gruppo,

considerato infine

che in tutto il mondo si sta registrando il sostegno e la solidarietà nei confronti del Partito Comunista Ucraino, soprattutto da parte dei partiti comunisti, e che c’è la volontà, da parte del segretario Simonenko di appellarsi alla Corte Europea per la difesa dei diritti dell’uomo di Strasburgo, perché per i comunisti ucraini hanno valore proprio quegli stessi diritti dell’uomo, che li si accusa continuamente di violare, 

esprime

il proprio sdegno nei confronti del parlamento ucraino per la sua volontà di procedere alla messa al bando del Partito Comunista di Ucraina,

la propria condanna per i vili attacchi che il segretario Simonenko e i militanti e iscritti al Partito Comunista di Ucraina stanno subendo da tempo da parte di frange fasciste e criminali al soldo del governo ucraino,

la propria solidarietà al partito, al suo segretario e a tutti gli iscritti, sostenendone la loro lotta e il loro impegno contro il governo fascista di Ucraina,

auspica

che il parlamento ucraino receda dalla propria volontà di mettere al bando il Partito Comunista, facendo prevalere il senso di democrazia e i valori della pluralità e del dialogo civile.  

Il Consigliere Regionale

Paolo Marini