L’Ucraina, la Georgia e gli apprendisti stregoni

da www.piccolenote.it

Yatseniuk tymoshenko«Credo che sia Yats quello con l’esperienza economica, di governo»: è un passaggio della telefonata intercettata, mandata in tutto il mondo tramite Youtube, nella quale Victoria Nuland spiegava i suoi desiderata per l’Ucraina a un funzionario Usa. Yats, come lo chiama amichevolmente l’ambasciatrice Usa a Kiev, è Arseniy Yatseniuk ed è, coincidenza, il nuovo leader dell’Ucraina liberata dall’oppressore russo, eletto direttamente da piazza Maidan.

Avrà problemi, Yatseniuk, perché si trova ad affrontare emergenze di non poco conto. Anzitutto c’è la questione economica: lo Stato è sul lastrico e servono soldi, tanti soldi, per evitarlo. Il Fondo monetario internazionale si è offerto di aiutare, stante la scarsa liquidità dell’Europa, ma come al solito chiede in cambio lacrime e sangue, come si traduce in lingua volgare la formula «riforme strutturali». Se i finanziamenti del Fmi basteranno a evitare il disastro è tutto da vedere. Anche perché al crollo economico, l’Ucraina è sull’orlo del default, si accompagna a una situazione sociale esplosiva.


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