Le sanzioni a Mosca costano all’Ue due milioni di posti di lavoro

da Contropiano.org

Seguendo l’insensata strategia di scontro frontale con Mosca sulla quale insistono gli Stati Uniti e la sua quinta colonna nell’Europa Orientale, i governi dell’Unione Europea hanno approvato ieri la proroga fino al 31 gennaio del 2016 delle pesanti sanzioni economiche e diplomatiche imposte alla Russia e giustificate come rappresaglia per la ‘illegale’ annessione della Crimea e di Sebastopoli da parte della Federazione Russa dopo il colpo di stato filoccidentale che a Kiev aveva, nel febbraio del 2014, portato al potere una giunta ultranazionalista sostenuto dalla Nato.

“Come stabilito dal Consiglio europeo del 19 marzo 2015, l’Ue continua a condannare l’annessione illegale della Crimea e di Sebastopoli da parte della Federazione russa e resta vincolata alla politica del non riconoscimento”, si legge nel comunicato reso noto dalla presidenza di turno lettone dell’Ue. Le sanzioni prorogate vietano, recita il provvedimento: l’importazione di prodotti della Crimea o di Sebastopoli nell’Ue; gli investimenti in Crimea o a Sebastopoli; il divieto di realizzare servizi turistici e, per le navi da crociera europee, di attraccare nei porti della penisola nel mar Nero, se non in caso d’emergenza; l’esportazione di certi beni e tecnologie alle compagnie della Crimea o per l’uso in Crimea, nei campi del trasporto, telecomunicazioni, energia, petrolio e risorse minerarie; l’assistenza tecnica e i servizi ingegneristici legati alle infrastrutture.

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