Le proposte dei comunisti per la risoluzione del conflitto nell’Est dell’Ucraina

simonenko ukraine02 11Intervista a Petro Simonenko | da www.kpu.ua

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Per la risoluzione del conflitto nell’Est dell’Ucraina è indispensabile interrompere l’ATO (l’operazione “antiterroristica” in corso per iniziativa del governo golpista di Kiev, ndt), ritirare i combattenti dalle postazioni permanenti e sedersi al tavolo dei negoziati. Lo ha dichiarato il leader del Partito Comunista di Ucraina al corrispondente di GolosUA.

“Poiché nel territorio del Donbass operano diverse forze politiche e organizzazioni sociali, al tavolo dovrebbero essere rappresentati tutti i gruppi parlamentari, i rappresentanti delle amministrazioni locali, i leader informali delle comunità, i rappresentanti dei collettivi di lavoro, gli attivisti sindacali. Insieme si dovrebbe definire l’elenco delle questioni di fondo, elaborare i percorsi e i meccanismi per arrivare alla loro risoluzione. Insieme dobbiamo modificare la Costituzione e creare il terreno legislativo per far uscire l’Ucraina dalla profonda crisi politica, economica e umanitaria”, ha affermato Petro Simonenko.

Il leader del KPU ha ricordato la “tavola rotonda”, iniziata alla vigilia delle elezioni presidenziali. Secondo Petro Simonenko, questa “tavola rotonda”, in realtà, era solo un’imitazione, una foglia di fico nella campagna elettorale presidenziale, per continuare sotto la sua copertura le operazioni punitive nel territorio delle regioni di Donetsk e Lugansk.

“Non è un caso che a quella “tavola rotonda” non siano stati invitati i deputati comunisti, come da noi proposto per esaminare temi specifici: il rafforzamento dei poteri e delle prerogative delle comunità territoriali, la riforma del sistema giudiziario, l’attribuzione al russo dello status di lingua statale. Naturalmente, queste “tavole rotonde” sono una presa in giro del paese e dei cittadini”, ha sottolineato Petro Simonenko.

Il leader comunista ha anche osservato che, nel discorso inaugurale del Presidente non sono state date risposte alla domanda su come egli intenda ricercare la pace.

“Anche nel suo discorso, pronunciato il 7 giugno, è risuonata la tesi del decentramento, ma ancora una volta non è stata data risposta in merito a quali meccanismi attivare per realizzarlo. Solo il processo negoziale al livello più ampio, come ho detto prima, può portare a un risultato positivo. Il popolo dell’Ucraina non deve spargere sangue in una guerra civile”, ha concluso Petro Simonenko.