I comunisti bielorussi sulla situazione in Ucraina

di I.V. Karpenko, Primo segretario del CC del Partito Comunista di Bielorussia

kiev polizia protesteDal n. 50 (886) del 13 dicembre 2013 di Kommunist Belarusi, giornale del PCB.

Traduzione di Flavio Pettinari per Marx21.it

Igor Vasilevich, potreste cortesemente commentarci la situazione nella nazione sorella dell’Ucraina e lo strano comportamento dei politici occidentali, come ad esempio, il ministro degli esteri polacco Radoslaw Sikorski. Secondo lei, perché costui si è detto “contento che un’altra capitale europea è rimasta senza un monumento a Lenin”?. Eppure, Vladimir Ilich ha lottato per il benessere della gente comune, per la democrazia e la giustizia sociale …

La portata della personalità di Lenin è così grande, che non può essere oscurata dalla demolizione del monumento a Kiev da parte di un ammasso di oscurantisti reazionari!


Questa non è altro che una manifestazione della paura verso Lenin, verso le sue idee! Questo odio proviene dalla disperazione della sconfitta nei confronti del progresso sociale scientificamente fondato sulla dottrina marxista- leninista. Lenin vive principalmente nel patrimonio teorico, nella moderna pratica scientifica, sociale e politica. Tutti questi “nemici” di Lenin, presentando negativamente Lenin e sostenendo la cosiddetta democrazia, in realtà sono essi stessi dei sanguinari, incapaci di comprendere e di confrontarsi con opinioni e idee diverse dalle loro, incapaci di condurre un dibattito politico civile. Essi sono talmente intolleranti da essere disposti a distruggere i loro avversari ideologici nel senso letterale del termine. E’ spaventoso da immaginare cosa sarebbero capaci di fare, se arrivassero al potere.

Eppure tutto ciò nella storia è già avvenuto, nel periodo dell’occupazione tedesco-fascista. Quando, con il pretesto della lotta contro il dominio sovietico, i nazionalisti ucraini di Bandera andarono a servire i fascisti, ed si dimostrarono “particolarmente capaci” nella distruzione fisica non solo dei comunisti e dei comandanti dell’Armata Rossa, ma anche dei civili: ebrei, russi, bielorussi, polacchi ecc.. E oggi la schizofrenia nazionalista, in una forma particolarmente perversa, è già evidente nei loro discendenti.

E’ ovvio che la storia non insegna nulla neanche ai politici occidentali contemporanei. Costoro, così come in passato, alimentano gli atteggiamenti nazional-sciovinisti in diversi paesi, come negli anni ’30 del XX° secolo in Germania, che portarono Hitler al potere e lo istigarono fino a provocare la Seconda Guerra Mondiale. Da qui proviene l’entusiasmo esasperato del signor Sikorski, ministro degli esteri polacco, che già da tempo si è dimostrato non solo come un nemico di tutto ciò che è riconducibile ai soviet, ma anche un ardente russofobo. La storia e il popolo polacco lo terranno in considerazione ancora per un po’. Forse queste nostre considerazioni sono diametralmente opposte, ma una cosa la so per certo: ci vorrà del tempo, e il monumento di Lenin a Kiev sarà ripristinato, ma un monumento a Sikorski nel centro di Varsavia, non ci sarà mai. Non si tratta della portata, né della personalità, piuttosto si tratta di un’anomalia storica, come una statua di bronzo di Bandera a Lvov.