Venezuela: imperialismo, proconsoli e “la legge”

venezuela lavagnaUn contributo di Mark Epstein per Marx21

Storicamente l’imperialismo si è manifestato in maniere diverse, ma ha sempre rivelato le sue fortissime connessioni allo stato del capitalismo contemporaneo, ed alle forme degli ‘sviluppi’, regressioni, e stalli anche dei rapporti interni alle nazioni o potenze capitalistiche.

Ciò che sta avvenendo riguardo l’ennesima aggressione e l’ennesimo (sinora ancora a livello di tentativo di) colpo di stato in America latina rivela molte cose sia a livello di politica interna degli Stati Uniti, sia a livello di politica internazionale.

In passato le forme dell’intervento imperialistico, soprattutto nella fase di passaggio dell’egemonia globale dal Regno Unito agli USA, si fondavano sul tentativo di rendere più opache le tattiche di intervento e manipolazione, e fondarle, per quanto possibile, sulla manipolazione dei rapporti economici, rispetto alle forme di intervento tipiche del colonialismo (inglese, francese, belga, ecc.). Il che soprattutto riguardava le forme di dominio sul medio e lungo periodo, mentre quasi sempre gli interventi immediati hanno implicato l’uso dei servizi, della forza militare, anche se non raramente anche l’uso di forze mercenarie (cf. gli interventi occidentali in Africa). Iran (colpo di stato contro Mossadegh: intervento coordinato UK-USA); Guatemala (Arbenz: USA); Grecia (alla fine della II G.M.: UK-USA); fino ad un gran numero degli interventi recenti: Libya Ghaddafi: UE-USA; Iraq Saddam: USA-NATO; Afghanistan Talebani: USA-NATO, ecc.

Forme imperialiste più camuffate

Ma in aggiunta agli interventi militari e violenti nell’immediato, si sono anche avute in tempi recenti forme più camuffate di intervento. Si è parlato di “fine della Guerra Fredda” ma in realtà questa non è mai finita, anzi… soprattutto grazie alla passività delle élite della UE: non si sa esattamente quanto attribuire ad impreparazione e smidollatezza individuali, quanto agli effetti dei decenni di colonizzazione e sudditanza dell’Europa occidentale (soprattutto a livello di apparati militari, dei servizi, ma anche a livello di istituzioni e personale politico) agli USA durante la Guerra Fredda; e quanto ad accordi taciti sui rispettivi ‘ruoli’ nella gestione di un’egemonia ‘occidentale’ globalizzante. Il risultato comunque è che la UE si è trasformata in modo da limitarsi ad un supino accodarsi, praticamente a tutti i livelli della politica internazionale, all’Impero (gli USA: uso questo termine per comodità, non certo perchè concordi con le analisi di Negri e Hardt, che trovo invece profondamente sbagliate da una molteplicità di punti di vista), in altre parole ha incarnato forme di proconsolarismo sempre più eclatanti e ‘scandalose’ (nel senso che sono contrarie, proprio da un punto di vista capitalista-borghese, agli ‘interessi nazionali’ dei membri della UE). Perché la Guerra Fredda non è mai finita? Perchè le cosiddette “rivoluzioni colorate” erano in realtà semplicemente colpi di stato camuffati, orchestrati dai servizi occidentali (il più eclatante dei quali è stato quello in Ucraina, che ha portato al potere un regime con una fortissima componente nazista), praticamente tutti nelle nazioni limitrofe alla Russia in Europa orientale; più recentemente, nell’area di dominio e sopraffazione storicamente più eclatante da parte degli USA, e cioè l’America latina, sotto il regime Obama-Shillary si sono avuti una serie di colpi di stato ‘soft’, dove cioè invece dell’uso di servizi, colpi di stato eseguiti da militari asserviti, squadroni della morte, la famigerata “School of the Americas”, ecc., si è fatto ricorso a personale dell’area giudiziario-legislativa: prima ai danni della Kirchner in Argentina, poi in Brasile ai danni del PT, con persecuzioni ai danni sia di Lula che poi di Dilma Roussef, con argomentazioni completamente pretestuose proprio anche dal punto di vista legale: con la estromissione della Roussef prima, e l’imprigionamento di Lula poi (sapendo che in base ai sondaggi avrebbe vinto contro il fascista Jair Bolsonaro).

I colpi di stato ‘soft’ tramite personale comprador degli apparati giudiziari

I colpi di stato ‘soft’ ai danni della Kirchner in Argentina, e del PT, di Lula e di Dilma Roussef in Brasile usano personale delle istituzioni giudiziarie formato e con fortissime connivenze con personale, istituti accademici, ecc. dell’Impero.

Ci sono precise strategie per cercare di minimizzare l’impatto e l’attenzione mediatica verso questi tipi di colpo di stato (perchè meno ‘violenti’, almeno a livello superficiale). Occorre aggiungere che, come precedentemente nel caso della “School of the Americas”, dove gli USA hanno addestrato squadroni della morte, torturatori, putschisti, corpi militari asserviti all’Impero, in questi casi recenti di colpi di stato ‘soft’, il personale ‘giudiziario’ coinvolto ha quasi sempre fortissimi legami con istituzioni statunitensi. Per esempio nel caso dei procuratori brasiliani come Dallagnol, essi si sono addirittura formati presso atenei statunitensi. Il livello eclatante di manipolazione a livello delle élite è espresso in maniera plateale nella figura del giudice Sergio Moro, responsabile dell’imprigionamento di Lula in Brasile, e che Jair Bolsonaro (che ha vinto le elezioni grazie a questa manovra) ha subito elevato al rango di Ministro della Giustizia.

A livello intermedio tra gli interventi più classicamente violenti e queste nuove forme più camuffate e ‘soft’ si situano i colpi di stato contro il presidente Zelaya in Honduras nel 2009 (organizzato dalla Clinton), partito con ordini dalla Corte Suprema, ma eseguito dall’esercito ed eseguito con la cattura e rapimento di Zelaya, poi ‘estromesso’ via aereo (in pigiama), che segue modalità piuttosto simili ai colpi di stato ai danni di Bertrand Aristide ad Haiti.

Il caso del Venezuela

Il caso attuale del Venezuela si differenzia quindi leggermente dai casi ‘soft’ più recenti perchè segue le routine (almeno negli stadi iniziali) più classiche degli interventi duri, dei servizi e militari degli USA in America latina. Stadi iniziali che usano armi economiche (in questo caso, parte di un trend sempre più dominante della politica estera dell’Impero, le sanzioni), seguite da manovre e dichiarazioni addirittura plateali, a livello del farsesco, per cercare di installare la marionetta di turno (Juan Guaidò in questo caso). Il fatto di considerare avvenuto un cambiamento di leader, e di rovesciamento delle istituzioni, semplicemente perchè l’Impero lo ha dichiarato tramite diktat plateali, è abbastanza sintomatico. L’altra parte del processo di sovvertimento economico è ora ovviamente l’uso, platealmente strumentale, di ‘aiuti’ che non solo sono un’inezia ridicola rispetto alla gravità dei rimedi che sarebbero necessari, ma che sono platealmente mandati prima a regimi sudditi (la Colombia in questo caso), ma che in modo quasi farsesco nella sua trasparenza, sono solo strumenti per tentare di dare qualche ‘arma’ a Guaidò per ‘legittimarlo’. In altre parole un livello di cinismo, violazioni del diritto internazionale e di crimini di guerra con pochi precedenti; la tortura di intere nazioni avviene prima costruendo lo sfacelo economico tramite sanzioni e boicottaggi, poi adescando coloro che hanno ridotto al limite e dando ‘aiuti’ alle loro marionette mercenarie.

Guaidò da parte sua, richiamandosi invece a questo filone di colpi di stato ‘soft’ ha cercato di invocare l’accusa di “corruzione” contro Maduro. La stessa accusa appunto usata nei colpi ‘soft’ in Argentina e Brasile (quando in realtà le marionette degli USA in loco in Brasile, come Michael Temer, erano quelle di gran lunga più corrotte, come alla fine avevano dovuto ammettere persino i procuratori brasiliani: ma questi fatti non hanno affatto portato alle ripercussioni politiche equivalenti a quelle che avevano colpito il PT, Lula e la Roussef: perchè? Ma è ovvio: perchè ciò che conta sono le ‘protezioni’ imperiali…).

Motivi ed obiettivi dei colpi di stato ‘soft’ precedenti quello in Venezuela

Le ragioni dei colpi ‘soft’, invece che più ‘classici’ e ‘duri’ in Argentina e Brasile si basano su alcune considerazioni importanti:

a) sono le economie di gran lunga più importanti dell’America latina, ed a questo punto nei processi di globalizzazione non hanno ancora lo status di ‘rispetto’ diplomatico dato alle nazioni ‘occidentali’ o a grandi potenze meno asservite come quelle dei BRICS (di cui appunto, il Brasile faceva parte), ma non possono nemmeno essere trattate come nazioni ‘minori’ considerate come “banana republics”;

b) i colpi sono stati orchestrati durante il regime Obama/Shillary che si è sempre distinto per una particolare ipocrisia e ‘raffinatezza’ nell’uso delle macchinazioni e dei soprusi e delle coperture propagandistico-retorico relative: quindi si è cercato in tutti i modi di preservare delle apparenze ‘legali’, un tipo di camuffamento diverso, ma analogo (come aspirazione a giocare a livelli di ‘legittimazione’ più elevati), alle “rivoluzioni di colore”;

ma soprattutto:

c) perchè per distruggere i movimenti di sinistra che avevano guadagnato parecchio terreno in America latina negli ultimi decenni, e grazie appunto all’importanza di Argentina e Brasile (membro dei BRICS) nel sostenere delle posizioni più indipendenti in politica estera per l’intero continente, era necessario prima distruggere la sinistra in questi due paesi ‘trainanti’ che rendevano possibile in parte l’estendersi di movimenti di sinistra ed in parte anti-capitalistici a livello continentale. Usare dei colpi di stato più eclatanti rischiava di ottenere l’effetto opposto a quello desiderato, creando contraccolpi popolari, a livello delle classi oppresse, in difesa di questi regimi meno direttamente asserviti. Per questa ragione si può ben affermare che senza i colpi ‘soft’ di Obama, il colpo ‘duro’ plateal-teatrale che viene montato dai gerarchi del regime Trump contro il Venezuela non sarebbe stato possibile.

Dettagli su Guaidò e Venezuela

Per quanto riguarda la ‘costruzione’ della marionetta alla plastica Guaidò (nella UE la ‘costruzione’ di una candidatura abbastanza analoga sarebbe quella di Emanuel Macron in Francia), vedi i seguenti articoli (in inglese) qui e qui; per un’ottima analisi della situazione economica in Venezuela da parte di uno dei migliori economisti non prezzolati attivi oggi (Michael Hudson) vedi qui.

Ragioni e dinamiche interne all’Impero risultanti nel colpo di stato contro il Venezuela

Ma la platealità del tentativo di golpe in corso da parte dell’Impero contro il Venezuela rivela anche molte altre cose rispetto alla disinformazione divenuta ‘normale’ nei media oligarchici, sia imperiali, sia quelli proconsolari della UE.

Primo: in realtà gli aspetti di Trump che irritavano le fazioni dominanti oligarchiche dell’Impero erano soprattutto due:

a) che rispetto al regime Obama-Shillary, Trump fosse, appunto, più plateale, e che quindi le manovre dell’Impero per formalizzare un dominio globale totale, equivalente, come obiettivo, anche se non in tutte le modalità per raggiungerlo, ai sogni del Tausend Jahre Reich del regime nazista, diventassero troppo trasparenti, e quindi passibili di maggiore resistenza da parte di popolazioni sia di regimi ‘alleati’ (idest proconsolari-asserviti, come la UE), o di regimi sottoposti (come la maggior parte delle nazioni in via di sottosviluppo nel resto del mondo);

b) che voleva avere migliori rapporti con la Russia (cosa inammissibile per tutte le fazioni dominanti delle istituzioni della National Security State, e quindi nella ‘faccia’ privata-aziendale delle stesse, per la Military-Industrial-Security Complex): ragione per la quale Robert Mueller, già famoso per aver approvato tortura ed aggressione in Iraq in base alle inesistenti ‘weapons of mass destruction’, ma anche per il suo ruolo nell’impedire delle indagini serie riguardo il ruolo della FBI nell’assecondare le manovre del mafioso Whitey Bulger a Boston (caso reso famoso nella versione ‘fiction’ da Martin Scorsese nel film “The Departed”) trascina da ormai 2 anni e mezzo una indagine priva di qualsiasi fondamento evidente, semplicemente come ‘minaccia ricattatoria’ contro la presidenza Trump per ‘rigare dritto’ in politica estera secondo le linee tracciate dai Neocon e le altre fazioni dominanti nella National Security State.

È per questo motivo che la fazione ‘Democratica’ della Duopoly, o secondo la variante di Gore Vidal la “one-party system with two right wings” (partito unico con due ali destre), ha sempre favorito tutte le manovre aggressive del regime Trump (Iran, ora Venezuela, escalation della guerra economica con la Cina, ecc. ecc.), ha criticato tutti i tentativi vagamente diplomatici o di ‘ritirata’ (anche parzialissima) da zone di intervento militare (Siria, Afghanistan, Corea del Nord, ecc.), come anche, sebbene secondo modalità che partivano da fondamenti ‘economici’, di ritirata condizionale rispetto ai finanziamenti ed appoggi per la NATO.

Il proconsolarismo sempre più abbietto e sfacciato della UE, che è ormai pienamente complice nella distruzione del sistema di diritto internazionale, ma solidale al loro disprezzo reale per le forme anche minime di democrazia, anche solo procedurale-formale

Specularmente il colpo di stato in Venezuela rivela il grado di abbietto proconsolarismo, in realtà virtualmente senza precedenti, della UE. Non solo la UE ai suoi vertici istituzionali (e ovviamente soprattutto nei paesi asserviti alla NATO e volenterosamente iper-succubi degli USA, come quelli dell’Europa orientale), ma anche la schiera delle sue nazioni dominanti (Germania, Francia, UK per ora, ecc.) si è subito accodata all’Impero in questo colpo di stato, nonostante la forma particolarmente eclatante ed aggressiva che ha preso. Non solo: si è comportata come strumento iper-servile dell’Impero nel cercare di minare, impedire, e travisare gli sforzi di mediazione (mediazione che è sempre una posizione molto troppo poco di principio rispetto all’aggressione statunitense, ma che almeno a livello pragmatico cercherebbe di alleviare la situazione economica immediata in Venezuela e cercherebbe di evitare nell’immediato una escalation militare) intrapresi da Messico (Lopez Obrador) ed Honduras a Montevideo (con l’appoggio anche dei paesi dell’area caribica). Per un breve filmato su questi tentativi e i tentativi di sabotaggio UE tramite la cosiddetta International Contact Group vedi qui. Ma vedi anche le ultimissime notizie dal Venezuela riguardo questi guerrafondai e golpisti particolarmente vili della UE: qui.

Lo scherno con il quale i vertici della UE (cioè soprattutto la Commissione Europea ed i vari burocrati della stessa risma in altri enti non democraticamente eletti o soggetti a controlli responsabilizzanti) vedono qualsiasi forma di democrazia anche solo procedurale (confrontare tutti i modi nei quali ha cercato di impedire referendum in singoli paesi riguardo l’entrata; riguardo i diritti all’autodeterminazione, come nel caso della Catalonia, o della Scozia finchè la UK era ancora parte centrale della UE stessa, ecc. ecc.) è ben nota. Il modo nel quale si è accodata a questo tentativo di colpo di stato in corso, così come i modi nei quali ha accondisceso al colpo di stato in Ucraini ai tempi, dimostra a chiunque abbia occhi per vedere e cervello per intendere e cuore per sentire (solidarietà, giustizia, ecc.) quanto la UE sia un corpo proconsolare, strumento del capitale finanziario neoliberale, e quanto poco rappresenti alcunchè di democratico, di ‘progressista’ o di internazionalista in qualsiasi senso reale del termine, e non in quelli retorico-camuffati di un ‘cosmopolitismo’ puramente propagandistico e di facciata.

Le ragioni per il repechage di Elliott Abrams, ed il contrasto tra il coraggio e la difesa di principi dei ‘piccoli’ (Bolivia) vs. Il prezzolato proconsolarismo della UE

L’Impero ha promosso Elliott Abrams, già ultra noto per le sue manovre a favore di tutti i generali di tendenze fasciste in America latina (Rios Montt in Guatemala sopra tutti, con le sue stragi ed eccidi), ma soprattutto a favore dei Contra in Nicaragua ed America centrale, che portò, persino in un sistema istituzionale così corrotto come quello statunitense a livello delle alte sfere governativo-imperiali, alla sua condanna in termini legali per il ruolo avuto durante lo ‘scandalo’ Iran-Contra, a responsabile del governo per ‘manovrare’ la situazione contro il Venezuela. E la UE appunto sottoscrive con il suo assenso questo livello di sopruso e di farsa… La ragione della scelta di Abrams da parte del regime Trump, è dovuta a vari motivi, in parte perchè Trump, pur di salvare il trono, si è sempre più totalmente arreso alle fazioni Neocon ora alleate fortemente con i ‘Democratici’, ma soprattutto perchè sta mandando un messaggio, appunto minatorio-totalitario ad altri regimi meno asserviti della zona, tra cui appunto Cuba e Nicaragua. Nonostante questi livelli di sopruso, ricatto ed intimidazione, un paese davvero povero, ma decisamente fiero nella parte di indipendenza che è riuscito a difendere come la Bolivia di Evo Morales (vedi qui) è riuscito a dimostrare una continua indipendenza e a difendere quel poco di diritto internazionale rimasto (al contrario dell’Ecuador dello ueber-rinnegato Lenin Moreno, vs. il suo predecessore Rafael Correa, e si confronti il ruolo di Moreno nei tentativi di sabotaggio della protezione offerta a Julian Assange di Wikileaks), al contrario appunto dei proconsoli della UE, che sia a livello di singole nazioni, ma soprattutto come ente sovranazionale, disporrebbero di ben altri poteri sia militari, che economici che diplomatici per contrastare questo ennesimo sopruso del diritto internazionale da parte dell’Impero. Ed il ruolo di Morales e della Bolivia danno in parte ragione (almeno nella componente che riguarda i “populismi di sinistra” dell’America latina) all’analisi di Carlo Formenti ne La variante populista.

Certo Federica Mogherini, e a livello di facciata la UE, parla dell’importanza degli accordi con l’Iran, ma poi nei fatti non ha implementato alcun meccanismo di pagamento autonomo che aiuti realmente l’Iran in termini economici contro le sanzioni economiche dettate dagli USA (si tratta di meccanismi minimi, de facto limitati solo ad ‘aiuti umanitari’). Anche ultimamente ai lati della Munich Security Conference, dovendo affrontare le minacce ed i ricatti del vicepresidente Pence riguardo accordi con l’Iran, i gasdotti Nordstream 2 dalla Russia verso la Germania e la UE (dove gli USA, come nei loro accordi di vendere gas liquido al regime nazista in Ucraina, vogliono semplicemente usare dei pretesti ‘diplomatici’ e di ‘sicurezza’ per avvantaggiarsi, e le loro aziende, nel mercato mondiale, usando spesso anche strumenti ‘giudiziari’ ricattatori, per non dire mafiosi, come con l’arresto della dirigente cinese della Huawei in Canada, nazione proconsole su suolo nordamericano), relazioni con la Russia, la Mogherini ed altri bonzi della UE hanno espresso tante belle parole… Ma viste le loro azioni sinora, come in Libia, come in Venezuela, come in Siria, come in Ucraina, e vista la loro totale incapacità di distanziarsi per non dire separarsi completamente da un’associazione come la NATO, che, non solo non ha più ragione di esistere, da quando la Guerra Fredda si è conclusa, ma che si è sempre mostrata ente unicamente di aggressione e non di difesa, e negli ultimi decenni non è affatto intervenuta nel Nord Atlantico (cui in teoria dovrebbe essere limitata) ma ha funzionato da docile strumento imperialista statunitense in tutto il mondo, dall’Iraq, alla Libia all’Afghanistan, bisogna chiedersi quanto queste belle parole possano avere una qualsiasi corrispondenza a livello di azioni reali e di principio.

Il solo fatto che la UE si comporti in modo così proconsolare nei confronti di una nazione che non solo si è esentata dalla giurisidizione della Corte Internazionale dell’Aia, ma che, nella persona del criminale di guerra e Neocon di ferro, John Bolton, ha addirittura minacciato membri della corte perchè stavano indagando i crimini di guerra compiuti dagli USA in Afghanistan, invece di indire (tanto per restare nei limiti di un’ottica di ‘sinistra’ borghese ‘progressista’ simile a quella dei Tribunali Russell di decenni orsono) dei nuovi processi di Norimberga contro i leader dell’Impero e le sue istituzioni, ed i suoi ‘media’ (o organi propagandistici), la dice lunga su quanto la UE difenda nei fatti degli ordinamenti democratici, costituzionali, e dediti alla difesa del diritto internazionale, o quanto invece si accodi praticamente senza eccezioni ad enti, sempre più totalitari, dediti alla loro distruzione.

I livelli inauditi di manipolazione propagandistica da parte dei mezzi di (dis)informazione imperiali e proconsolari

Finalmente questo tentativo di golpe in corso contro il Venezuela rivela in maniera ancora più eclatante i livelli di corruzione, di sfacelo di qualsiasi minimo livello professionale dei ‘media’ (in realtà cloache della disinformazione e propaganda imperial-proconsolari) ‘occidentali’. Nè sugli antecedenti storici in Venezuela, nè sui tentativi regionali di mediazione, nè sulla situazione reale economica, nè sui secoli di aggressione imperialistica statunitense che già Mark Twain denunciava brillantemente alla fine del 19esimo secolo, questa fognatura propagandistica ha nulla di attendibile da dire.

Basta fare due paragoni: il presidente fascista neo-eletto del Brasile Jair Bolsonaro è al centro di una scandalo (rapporti con squadroni della morte che hanno assassinato deputati, corruzione a livelli inauditi nella sua famiglia, ecc.) che è enormemente più grave di qualsiasi imputazione a carico di Maduro (per il quale invece si tratta di accuse montate dall’“Occidente” e sinora tutte dimostrate prive di fondamento alcuno): vedi una discussione da parte di Glenn Greenwald qui; a Haiti (prodotto appunto del colonialismo francese, che ha dato al mondo la dittatura della famiglia Duvalier, e Francia che rimane a tutt’oggi largamente responsabile dello sfacelo del paese, e corresponsabile dei golpe contro Aristide) ci sono proteste contro una reale iper-corruzione del regime imposto dagli USA e dall’occidente, dove si bruciano le bandiere statunitensi (vedi qui), ma ovviamente gli organi di disinformazione sia imperiali che proconsolari sono totalmente omertosi a riguardo di entrambe queste altre realtà molto più gravi nella stessa America latina… Il che dimostra proprio come non solo a livello istituzionale e a livello di rappresentanza partitica e politica tanto l’Impero quanto i proconsoli della UE siano antitetici a forme di democrazia reali, ma che a livello di organi di ‘informazione’ (quelli noti ed ampiamente conosciuti) la situazione in termini di degrado professionale, di omertà, di autocensura, di ciò che qui in inglese chiamano “presstitutes” è forse anche peggiore. È solo grazie ad organi alternativi che vanno dalla sinistra anticapitalista ad ampio raggio, a quelli più propriamente di campo marxiano, che si è in grado di capire, almeno a grandi linee, ciò che sta succedendo realmente per quanto riguarda l’aggressione ai danni del Venezuela.

Mark Epstein, da Princeton (USA)

18 febbraio 2019