Il movimento chavista sconfitto, ma non vinto

venezuela supporters madurodi Giorgio Langella

Come da previsioni in Venezuela Maduro è battuto nelle elezioni. Il movimento chavista, che tanto ha fatto per il riscatto dell’America latina, è sconfitto. Ma non vinto.

Da tempo (direi da sempre) il movimento bolivariano e l’esperienza di un socialismo latino americano originale era sotto tiro dell’imperialismo statunitense. Certamente gli errori di Maduro (sicuramente una figura diversa rispetto a Hugo Chavez) hanno influito in questa sconfitta che potrebbe mettere in discussione tutti i governi democratici e progressisti del continente sudamericano. Ma non bisogna dimenticare che è in atto il tentativo (che sta riuscendo) di normalizzare tutte le esperienze progressiste dell’America Latina. In Argentina recentemente ha vinto la parte conservatrice e reazionaria che ha fatto subito dichiarazioni di asservimento all’impero del nord. In Brasile l’attacco alla presidente Dilma Rousseff con la richiesta di impeachment è al suo apice. Un tempo lo facevano con colpi di stato e brutale repressione. Oggi lo fanno in altra maniera, investendo quantità incredibili di denari e di informazioni manipolate, ma è la stessa politica di asservimento al volere statunitense e di considerare i paesi del continente americano (tutti) i cortili di casa dell’impero USA.

Oggi è un giorno triste ma non deve significare la fine di un progetto di riscatto e di sovranità nazionale (e continentale) rispetto al “padrone del mondo”. Noi, comunisti italiani, dobbiamo raccogliere le bandiere del riscatto e della sovranità nazionale e dare tutto il supporto possibile a chi, in ogni parte del mondo, ha il coraggio di alzare la testa e resistere alla normalizzazione e alla sudditanza verso i padroni del mondo e i signori della guerra.